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Dalle 48 borse di dottorato alle infrastrutture di innovazione: con il Pnrr in arrivo 50 milioni all'Università di Trento

Nella graduatoria delle università e degli istituti di ricerca italiani, per le proposte progettuali ammesse a finanziamento relative a infrastrutture tecnologiche di innovazione l'Ateneo ottiene un quarto posto. Tra le iniziative quella di maggior spicco è Trentino Data Mine. Deflorian: "L'Ateneo è riuscito in tempi rapidissimi a tradurre in opportunità concrete i finanziamenti messi a disposizione dal Pnrr"

Di F.C. - 25 giugno 2022 - 20:31

TRENTO. All'Università di Trento sono in arrivo 50 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Quarto posto quindi per l'Ateneo che ottiene un buon punteggio nella graduatoria delle università e degli istituti di ricerca italiani, per le proposte progettuali ammesse a finanziamento relative a infrastrutture tecnologiche di innovazione.

 

UniTrento utilizzerà le risorse non solo per il reclutamento di giovani ricercatori e ricercatrici, ma anche per investimenti su infrastrutture e per attività di ricerca e sviluppo con le imprese. Questo contribuirà a rafforzare la competitività dell’ecosistema della ricerca, ma anche del sistema produttivo stesso del territorio trentino.

 

L’Università di Trento aveva partecipato con diverse proposte progettuali su tutte e cinque le linee di finanziamento Pnrr sulla missione 4 “Istruzione e ricerca” della componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”. Si tratta di investimenti per lo sviluppo della ricerca di base e applicata nel paese che prevedono la costituzione di centri nazionali su tecnologie abilitanti, ecosistemi dell’innovazione, la creazione e rafforzamento di infrastrutture di innovazione e infrastrutture di ricerca e partenariati estesi per il finanziamento di progetti di ricerca di base.

 

La maggior parte delle proposte progettuali di UniTrento ha superato la fase di negoziazione e vede ora l’Ateneo impegnato nell’avvio delle iniziative che si svolgeranno da qui al 2025. I finanziamenti del Pnrr all’Ateneo vanno su cinque iniziative per infrastrutture e ricerca di base e applicata.

 

Tra le cinque iniziative già finanziate, quella di maggior spicco è Trentino Data Mine, infrastruttura di innovazione dell’Università di Trento che vede la partecipazione della Fondazione Bruno Kessler.

 

L’obiettivo del progetto è la creazione e il successivo sviluppo di un polo strategico di innovazione abbinato a un datacenter che sarà localizzato nel sito della miniera di San Romedio. Un’infrastruttura che sarà dotata di apparati hardware (cloud data center, laboratori, reti avanzate) che consentono l’erogazione di servizi relativi agli ambiti tecnologici più avanzati, come Artificial Intelligence, High performance computing, Edge computing e Security. Altamente sicuro e innovativo in termini energetici, il datacenter permetterà di collegare strutture di ricerca nuove ed esistenti, infrastrutture tecnologiche e risorse sul territorio della provincia di Trento.

 

L'iniziativa coinvolgerà un mix di professionisti altamente qualificati, ricercatori, manager dell'innovazione e consulenti aziendali che uniranno le loro competenze per analizzare le esigenze di mercato, identificare e avanzare sulle tecnologie più promettenti e accompagnare la trasformazione dei risultati della ricerca in applicazioni di settore.

L’infrastruttura verrà costituita come partnership tra pubblico e privato attraverso l’identificazione di uno o più soggetti industriali che cofinanzieranno lo sviluppo di servizi innovativi per aziende e per la pubblica amministrazione. Responsabile scientifico di Trentino Data Mine è Paolo Giorgini del Dipartimento di Ingegneria e Scienza delI’Informazione. Il costo del progetto è di 37,6 milioni, dei quali 18,4 milioni sono l’agevolazione concessa dal Mur all’Ateneo e i restanti 19,2 milioni saranno investiti da aziende che aderiranno al partenariato pubblico privato.

 

Oltre alle iniziative già finanziate, l’Ateneo ha partecipato a cinque differenti proposte per la costituzione di partenariati estesi, i cui esiti saranno noti a breve, su tematiche quali intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, medicina di precisione, rischi ambientali, neuroscienze, per una richiesta totale di finanziamenti per oltre 25 milioni di euro, che si potrebbero quindi aggiungere ai 50 già ottenuti.

 

Borse di dottorato

Pnrr vuol dire anche borse di dottorato. I decreti ministeriali erano usciti ad aprile, ma la notizia diventa ora di attualità perché a breve apriranno i due bandi. Una partita importante, che vede l’Università di Trento protagonista con oltre 48 nuovi posti di dottorato nell’anno accademico 2022/23 (ciclo 38°).

 

"Sono particolarmente lieto – afferma il rettore Flavio Deflorian – che l’Ateneo sia riuscito in tempi rapidissimi a tradurre in opportunità concrete i finanziamenti messi a disposizione dal Pnrr. La formazione dottorale, a cui dovrebbero guardare un maggior numero di laureandi e neolaureati, nelle linee del Pnrr punta sempre più a essere asse portante del sistema della ricerca ma anche del sistema economico-imprenditoriale del Paese".

 

Un bando riguarderà 18 borse da attribuire a dottorati per la realizzazione di progetti dedicati a ricerca Pnrr, pubblica amministrazione e patrimonio culturale. L’altro bando sarà dedicato a oltre 30 borse di dottorato co-finanziate da imprese da attribuire, sempre per il 38° ciclo, alla realizzazione di progetti che mirano al potenziamento delle competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies). Si vuole con questa iniziativa rispondere ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovere il rapporto tra ricerca e azienda.

 

"I dottorati di ricerca stanno cambiando – aggiunge Francesco Pavani, delegato del rettore per i dottorati di ricerca dell’Università di Trento – l'intento è formare le nuove generazioni di dottorandi e dottorande con conoscenze e competenze di ricerca spendibili non solo nel mondo della ricerca accademica e industriale, ma anche nella società, nella pubblica amministrazione, nelle aziende".

 

Tutte le borse finanziate dai decreti ministeriali nell’ambito del Pnrr sono a tematica vincolata e prevedono lo svolgimento di esperienze formative anche in strutture esterne all'università (imprese, centri di ricerca, pubbliche amministrazioni) e periodi di studio e ricerca all’estero, nell'ottica di una formazione dottorale internazionale e legata alla società e al mondo economico-produttivo.

Il processo di selezione si concluderà nell’estate. I vincitori inizieranno il loro percorso di dottorato all’Università di Trento a partire dal 1° novembre.

 

I bandi saranno pubblicati nei prossimi giorni (Qui il link).

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