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Nasce C3A, il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, un nuovo modello di sinergia per una ricerca più competitiva e una didattica d'avanguardia

Inaugurata oggi a San Michele la struttura accademica congiunta FEM – UniTrento. Sara Ferrari: "Per argomenti e ambizioni questo corso si inserisce in una filiera che non è solo formativa ma è di ricaduta reale per una comunità che su questi temi è impegnata in modo importante"

Pubblicato il - 21 settembre 2017 - 17:14

SAN MICHELE ALL'ADIGE. Un centro per favorire la ricerca e la formazione di alto livello in agricoltura, puntando sulla produzione di alimenti di qualità e sulla riduzione dell'impatto ambientale, ma anche ad un uso sostenibile delle risorse. Il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, nato per valorizzare le consolidate collaborazioni tra Fondazione Edmund Mach e Università di Trento nell'ambito della ricerca scientifica e della didattica, è stato inaugurato oggi a San Michele all'Adige.

Alla cerimonia di inaugurazione, presso l'aula magna, sono intervenuti il presidente FEM, Andrea Segrè, il rettore dell'Ateneo, Paolo Collini, il presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Bruno Dorigatti, gli assessori provinciali rispettivamente alla ricerca e all'agricoltura, Sara Ferrari e Michele Dallapiccola. Erano presenti anche il direttore generale FEM, Sergio Menapace, e il sindaco di San Michele, Clelia Sandri

Dopo i saluti delle autorità, davanti ad una folta platea composta dai rappresentanti del mondo agricolo, della cooperazione e della ricerca, è stata la volta della lectio magistralis del professore Hans Rainer Schultz, presidente della Hochschule Geisenheim, università che collabora con FEM e UniTrento nell'ambito del corso di laurea in viticoltura ed enologia.

 

Schultz ha parlato delle sfide e delle prospettive della viticoltura per migliorare la sostenibilità nel contesto del cambiamento climatico. E' seguito, poi, il brindisi al Palazzo della Ricerca e Conoscenza, sede del centro C3A e del corso di laurea. Calici alzati con lo spumante Mach e l'intervento di don Renato Scoz della Fondazione Mach. 

“Oggi per la Fondazione Edmund Mach è un momento storico -ha sottolineato Andrea Segrè - con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente congiunto con l'Università di Trento apriamo e nello stesso tempo chiudiamo un ciclo didattico-formativo unico nel suo genere. Gli studenti possono entrare nel campus di San Michele all'Adige in prima superiore e uscirne dopo con la laurea in viticoltura ed enologia".

 

"A breve questo percorso, completamente radicato sul territorio ma con una fortissima vocazione internazionale, si arricchirà anche di una laurea magistrale internazionale sulla meteorologia ambientale e di un dottorato di ricerca, creando una continuità interna che rappresenta appunto un unicum straordinario".

 

"Se si pensa poi che il ciclo didattico, che rappresenta l'ossatura storica dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, fa parte di una filiera più estesa che comprende anche la ricerca scientifica, la sperimentazione in campo e la consulenza tecnica per il mondo agricolo - continua Segrè - allora si capisce che questa contaminazione a 360 gradi negli ambiti dell'agricoltura, dell'alimentazione e dell'ambiente non ha paragone a livello internazionale.

Per rettore Paolo Collini "è un approccio nuovo, quello che lanciamo oggi con la Fondazione Mach. Un progetto che si misura con le difficoltà che impone un momento storico in cui le risorse complessive per il sistema non sono più destinate a crescere. Un modello nuovo di sviluppo dell’Ateneo che si realizza in Trentino anche grazie ad una capacità e ad una visione di governo della ricerca che la Provincia sa esprimere in un’epoca di risorse meno abbondanti".

 

Il rettore Collini ha poi inaugurato ufficialmente l’anno accademico del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia rivolgendo un saluto particolare agli studenti e alle studentesse che hanno seguito la cerimonia in diretta streaming: “Tutto questo è per voi, perchè possiate beneficiare nel vostro percorso di studi, di questa forte vicinanza e interazione fra ricerca e formazione”.

Ilaria Pertot, direttrice del C3A, ha presentato il nuovo corso di laurea in viticoltura ed enologia, le cui lezioni sono iniziate il 18 settembre scorso. La professoressa ha spiegato che il modello operativo del C3A, che prevede la collaborazione strutturata tra un università pubblica ed un centro di ricerca di diritto privato, rappresenta una grande novità.

 

“Le due istituzioni - ha spiegato- pur mantenendo la propria individualità ed indipendenza, metteranno a fattor comune parte delle risorse per raggiungere un obiettivo comune. Questo porterà ad una maggior efficienza dell’utilizzo delle risorse, maggior massa critica e importanti sinergismi tra i vari settori di ricerca. La novità di questo modello operativo conferma la realtà del Trentino come un laboratorio di idee, di soluzioni innovative e di dinamicità”. 

Il corso di studi triennale in viticoltura ed enologia, infatti, offrirà molte opportunità agli studenti per fare esperienze all’estero (non solo programma ERASMUS, ma anche tirocini e tesi). In fase di finalizzazione anche l’accordo di doppio titolo con Geinsenheim.

 

Per quanto riguarda la ricerca C3A pone il suo focus sulla sostenibilità, cioè produrre qualità, mantenendo la competitività e nel contempo preservando l’ambiente per le generazioni future. “Arrivare all'inaugurazione in un solo anno è stata una sfida difficile – ha evidenziato Pertot - ma una sfida vinta”. 

“Sono particolarmente felice d'intervenire qui oggi – ha spiegato l'assessora provinciale alla ricerca, Sara Ferrari- perché non solo prende avvio la nuova formula del corso di laurea  che vede una grande collaborazione tra FEM e UniTn, e dunque per l'ampliamento dell'offerta formativa del nostro territorio, ma anche perché per argomenti e ambizioni questo corso si inserisce in una filiera che non è solo formativa ma è di ricaduta reale per una comunità che su questi temi è impegnata in modo importante"

L’assessore provinciale all’agricoltura, Michele Dallapiccola, ha spiegato che in un momento di mancanza di punti di riferimento solidi, “la scienza rappresenta l’unica strada che ci aiuterà a vivere in Trentino. Ospitalità e agricoltura sono due elementi che ci connotano, su cui costruiamo la credibilità del nostro territorio. Il nostro obiettivo è di puntare alla sostenibilità in entrambi i settori”.

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