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"Il futuro? Lo si predice creandolo anche forti dei propri collaboratori", i consigli dei fratelli Pellegrini agli imprenditori di domani

Si è chiuso con un successo il terzo incontro del Mentorspritz organizzato dai Giovani imprenditori del terziario della Confcommercio del Trentino. Tre appuntamenti per raccontare l'impegno e trasmettere la passione di sei imprenditori trentini, che ce l'hanno fatta, alle nuove generazioni

Pubblicato il - 11 dicembre 2017 - 17:12

TRENTO. Il soffitto medioevale "a cassettone" di Palazzo Roccabruna ha reso fascinose le storie d’imprenditoria solitamente propinate in convegni organizzati in ambiti fieristici, manageriali, e ad uso esclusivo degli addetti ai lavori. E invece il format Mentorspritz è riuscito nei suoi appuntamenti annuali a coinvolgere molti giovani e a dar loro la possibilità di riflettere su esempi virtuosi di realtà locali che con l'impegno e la fatica si stanno distinguendo su tutti i fronti. Ma a rendere coinvolgente il tema della serata promossa dai Giovani imprenditori del terziario della Confcommercio del Trentino sono state le risposte di due giovani imprenditori cembrani, Mirko e Andrea Pellegrini, contitolari della Mak costruzioni, sede a Lavis e operosa in ogni angolo d’Italia dove si chiede all’edilizia massimo grado di professionalità ed altrettanta qualità nelle costruzioni.

 

Due fratelli ‘under 40’, nativi di Palù di Giovo, non a caso entrambi con un passato da ciclisti, per onorare – con giusto rispetto – i campionissimi del paese, Francesco Moser e Gibo Simoni. Abituati alla fatica, a portare il cuore oltre il traguardo. Lo hanno fatto anche con la loro impresa. Partendo praticamente dal nulla. Da qualche attrezzo edile trovato in casa, custodito da loro padre, piccolo impresario. Mirko prima e poi – dopo la laurea in ingegneria – Andrea. Dedicandosi alle cose semplici, ma indispensabili per l’economia della loro valle: ristrutturare, potenziare i muri a secco, quelli di pietra, quelli che sorreggono i filari delle viti sui pendii porfirici di Cembra.

 

 

Lo hanno detto con orgoglio, rispondendo alla fila di domande del pubblico, giovanissimi imprenditori – almeno un centinaio i presenti - stimolati dal ‘nostro’ Nereo Pederzolli. Azienda Mak come esempio d’imprenditorialità d’alto ingegno. Azienda che in pochi anni è riuscita a coinvolgere quasi 400 addetti, sfiorando un fatturato da quasi 30 milioni di euro. ‘Il modo migliore per predire il futuro è crearlo?’ Con questa domanda il moderatore ha dato la parola ai due fratelli imprenditori. Che non si sono minimamente intimoriti, anzi. Per oltre un’ora e mezzo hanno dato vita ad un confronto senza se e senza ma.

 

Tra domande su come un giovane possa dar vita ad una sua impresa, a come la ‘cosa pubblica’ condizioni le gare d’appalto, tra questioni strategiche e visioni produttive. Domande e risposte per definire una ‘cultura del progetto’. Discutere sull’insieme di fattori che determinano decisioni, previsioni, il coinvolgimento dei collaboratori (il fattore umano) e altre futuribili sfide imprenditoriali. Una serata a conclusione di un ciclo di conferenze, incontri e scambi di vedute volute dai Giovani imprenditori del terziario della Confcommercio del Trentino che ha visto nei tre incontri promossi sfilare sul "banco" degli ospiti personaggi del calibro di Marcello Poli e Corrado Cosi (rispettivamente del Gruppo Poli e Galbusera) e di Luca Marzadro e Giacomo Malfer (dell'azienda Marzadro e della Revì). Un percorso virtuoso e capace di coinvolgere i giovani con una certezza: che il futuro è loro, di chi ha l'entusiasmo di guadagnarselo.

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