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Ciocomiti, il connubio tra cioccolato e alta quota non si fa abbattere dal covid

L'azienda trentina fondata a Malè da Matteo Fedrizzi e Luca Bondioli è un esempio di successo nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia. I cioccolatai trentini non solo sono riusciti ad aumentare il fatturato, ma hanno anche promesso di assumere più dipendenti, garantendo lavoro a trentacinque persone

Di M.Sartori - 24 febbraio 2021 - 15:58

TRENTO. Avere successo nonostante la pandemia è possibile, lo hanno dimostrato i ragazzi di Ciocomiti, un’azienda che in poco più di quattro anni ha dato vita ad una case history di successo a Malè, nel cuore delle Dolomiti di Brenta. I due giovani imprenditori, Matteo Fedrizzi e Luca Bondioli, sono riusciti a far trionfare la loro impresa, realizzando un +48% di fatturato che gli permetterà di dare lavoro a trentacinque persone entro quest’anno.

 

Ciocomiti riesce a combinare alla perfezione il cioccolato con il mondo delle Dolomiti, seguendo una filosofia ben precisa: produrre cioccolato di alta qualità con l’utilizzo esclusivo di fave di cacao provenienti da selezionatissime piantagioni nelle zone più vocate del mondo, lavorazione artigianale con macina a pietra naturale e speciale affinamento in quota – vero unicum nel mercato – nella splendida cornice del Rifugio Tuckett, a 2.272 m di altitudine.

 

Un progetto supportato da Trentino Sviluppo che nell’estate del 2018 ha affidato alla società gli spazi dell’Innovation Center di Malè, nato dal recupero con riqualificazione energetica di una ex fabbrica dismessa. “Un importante sostegno – spiega il Ceo Matteo Fedrizzi – che ci ha dato l’opportunità di concentrare i nostri investimenti, oltre 400 mila euro solo nel 2020 che si aggiungono ai 500 mila dei due anni precedenti, in digitalizzazione, trasformando i macchinari necessari con tecnologia 4.0 e creando un’azienda artigiana fortemente orientata all’innovazione ed alla qualità. L’obiettivo è di mantenere elevati standard del prodotto, crescendo al contempo sia in termini di fatturato che a livello occupazionale”.

 

L’azienda ha dimostrato di poter superare brillantemente anche gli ostacoli più ardui come la pandemia. Infatti già prima del coronavirus Ciocomiti stava per registrare un fatturato di 1,4 milioni di euro e oggi, nonostante le chiusure e le restrizioni, l’azienda fa segnare un aumento del 48 per cento del fatturato. Come se non bastasse Ciocomiti ha dichiarato che garantirà lavoro a trentacinque persone entro la fine dell’anno.

 

I prodotti venduti dai cioccolatai sono moltissimi: si va dalle classiche tavolette ai cioccolatini più svariati, dalle creme spalmabili ai biscotti e alle praline. Insomma, Fedrizzi e Bondioli sono riusciti a diventare i Willy Wonka delle Dolomiti, ritagliandosi il proprio spazio nel mercato locale dei dolciumi.

 

I successi degli ultimi tempi sono anche dovuti alla campagna di espansione affrontata da Ciocomiti. A partire dal laboratorio di Malè ha ampliato il proprio raggio d’azione, arrivando a includere Casa del Cioccolato di Madonna di Campiglio, La Casa di Cioccolato a passo Tonale (oggi Baita Ciocomiti) e il Rifugio Tuckett. Baita Ciocomiti-Malga Vigo è un vero e proprio santuario del cioccolato, aperto a sciatori ed escursionisti che in un ambiente curato possono provare l’esperienza della degustazione di cioccolato purissimo e gustare i prodotti dell’azienda di Malè. Strutture altamente strategiche, a cui si affiancano il Bar Gelateria Tropical di Dimaro Folgarida che gestirà la produzione di gelato per il gruppo.

 


 

Ciocomiti rappresenta dunque una realtà in costante crescita, che si traduce anche in importanti partnership con aziende ambasciatrici di qualità e Made in Italy, come Masi Agricola, azienda leader dell’Amarone con cui è nato il cioccolato affinato al Costasera, e investimenti sul territorio, come il sostegno al Trento Calcio e le partnership in via di definizione con marchi importati del territorio e nazionali.

 

“La nostra più grande soddisfazione – commenta Fedrizzi – è quella di aver dato concretezza ad una visione innovativa investendo sul nostro territorio, offrendo opportunità lavorative a chi lo abita, creando sinergie, come con Trentino Wild, e fungendo anche da stimolo ed esempio per l’avvio di nuove progettualità imprenditoriali”.

 

L’apprezzamento del pubblico si è fatto subito sentire, sia nei punti vendita fisici, che negli e-shop e nella grande distribuzione dove l’azienda è presente con il brand Dolomitos. Anche gli esperti del settore non hanno tardato a far sentire la propria voce e l’International Chocolate Awards ha conferito all’azienda due importanti riconoscimenti: la Medaglia d’Argento nella categoria Dragées di cioccolato fondente per il Ciocomiti Fave Cacao Ricoperte Cuvée 71% e la Medaglia di Bronzo nella categoria Spalmabili con cioccolato fondente senza latte in polvere per la Crema Ciocomitica 50% Nocciole.

 

Un cioccolato buono, dunque, ma anche sostenibile. Grazie al proprio approccio Ciocomiti tutela non solo il proprio territorio ma anche le aree di origine delle fave: con i coltivatori sono attivi contatti diretti che garantiscono la qualità delle lavorazioni, il giusto prezzo di acquisto delle materie prime e il rispetto dell’ambiente.

 

E la tabella di marcia prosegue spedita con la volontà di finalizzare progetti in cantiere da febbraio scorso, ovvero acquistare nuovi macchinari per incartare e produrre nuovi prodotti di alta gamma e aprire due nuovi punti vendita in provincia di Trento, sempre in località di montagna. Del resto, il mondo ha sicuramente bisogno di dolcezza, oggi più che mai.

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