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La biodiversità si mette in ''mostra'' al Festival delle Aree Protette

Sarà una tre giorni interamente dedicata alla natura con conferenze, escursioni, laboratori e lo spettacolo con Paolo Rumiz al Muse. Inoltre durante gli eventi si tenterà di battere due record ‘la fila indiana di persone scalze più lunga al mondo’ e ‘l’abbraccio simultaneo di alberi più grande delle Alpi’

Di Tiziano Grottolo - 11 settembre 2018 - 21:00

TRENTO. Le Aree protette del Trentino saranno le protagoniste della tre giorni di festival organizzata dal ‘Servizio Sviluppo sostenibile e Aree protette della Pat’ in collaborazione con il Muse. La prima edizione del festival nasce dal compimento di un percorso iniziato trent’anni fa quando vennero create le prime aree protette della provincia. Negli anni queste aree si sono estese e moltiplicate arrivando a coprire, tra grandi Parchi e siti minori raggruppati nel sistema della Rete delle Riserve, un terzo del territorio provinciale facendo del Trentino la provincia con più aree protette d’Italia.

 

“Abbiamo voluto far coincide l’inizio del festival con la conclusione della conferenza internazionale dei Geoparchi Unesco che si concluderà venerdì a Madonna di Campiglio - ha spiegato Claudio Ferrari responsabile del Servizio Sviluppo sostenibile e Aree protette della Pat - oggi si raccolgono i frutti di una semina lungimirante che ha portato alla ribalta internazionale il Geoparco Adamello Brenta”.

 

Il festival prenderà il via venerdì 14 settembre, al Castello del Buonconsiglio, con una conferenza conferenza in cui si parlerà della gestione delle aree protette. Tra sabato e domenica spazio invece a laboratori, interviste e spettacoli (QUI: il programma completo http://www.areeprotette.provincia.tn.it/eventi/pagina27.html). In particolare sabato alle 21.30 si terrà al Muse lo spettacolo con Paolo Rumiz e il coro ‘La compagnia del canto’ a seguire ‘Flower Power dj e va set’ musica e colori direttamente dagli anni ‘60. Infine nella giornata di domenica si tenterà di battere due record ‘la fila indiana di persone scalze più lunga al mondo’ (http://www.ildolomiti.it/societa/2018/la-fila-indiana-piu-lunga-al-mondo-di-persone-scalze-in-montagna-a-settembre-si-cerca) e ‘l’abbraccio simultaneo di alberi più grande delle Alpi’(http://www.ildolomiti.it/ambiente/2018/l%E2%80%99abbraccio-degli-alberi-simultaneo-piu-grande-delle-alpi-il-trentino-tenta-il-record) . Altri eventi collaterali si terranno in altre zone del Trentino per valorizzare le altre aree protette della provincia.

 

“Coltiviamo l’idea - ha incluso Ferrari - di un grande parco internazionale che vada dall’Engadina, coinvolgendo Stelvio e Adamello Brenta, e arrivi fino al Garda a formare un grande cuore verde per l’Europa così come lo immaginò anche Alexander Langer”.

 

Durante la conferenza stampa di lancio del festival è stata presentata anche la pubblicazione ‘Le buone pratiche delle Aree protette del Trentino’ che contiene la summa delle migliori idee messe in campo per la valorizzazione di queste aree tanto importanti per la nostra provincia. “Questo libro - ha detto Rosario Fichera uno degli autori della pubblicazione - vuole essere viaggio alla scoperta della straordinaria biodiversità del Trentino, l’obbiettivo delle ‘buone pratiche’ è quello di valorizzare la presenza dell’uomo all’interno di queste aree”.

 

A conclusione della conferenza stampa è intervenuto anche il direttore del Muse Michele Lanziger: “Mettiamo in campo queste iniziative per contribuire a conservare questi paesaggi importantissimi, come testimonianza di un patrimonio storico e per la conservazione della biodiversità, come enti pubblici abbiamo il dovere di trasferire alla cittadinanza comportamenti consapevoli per salvaguardare questi aspetti”.

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