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Le Torri di Madonna Bianca verso un nuovo look tra risparmio energetico e spazi comuni con vista valle dell'Adige

Inizialmente sono tre le strutture interessate all'ammodernamento, cioè le torri 9, 10 e 11, per tracciare una linea futura per le restanti undici. Il progetto vincente è quello degli architetti di Campomarzio, i quali prevedono tre ambiti di intervento per riqualificare e valorizzare gli immobili a Trento sud

Di Luca Andreazza - 21 agosto 2018 - 16:26

TRENTO. Le torri di Madonna Bianca sono pronte a rifarsi il look. Inizialmente sono tre le strutture interessate all'ammodernamento, cioè le torri 9, 10 e 11, per tracciare una linea futura per le restanti undici. Il progetto vincente è quello degli architetti di Campomarzio in collaborazione con Studio Bombasaro e Zephir - Passivhaus, i quali prevedono tre ambiti di intervento per riqualificare e valorizzare gli immobili a Trento sud. 

Un progetto partito da Itea, che coinvolge anche il Comune di Trento, Fbk, Habitech, Dolomiti Energia, Dedagroup e Eurac Research. L'intervento è da 11 milioni di euro, due dei quali rientrano nel programma europeo per la ricerca Horizon 2020.

 

Dopo la fase di verifica Itea affida al vincitore del concorso l'incarico per la progettazione da 41.041,46 euro e quindi l'eventuale progettazione esecutiva per 39.673,40 euro. A questi importi si aggiungono l'ammontare dei premi del concorso di 16.500 euro, divisi tra i 6 mila al primo classificato, 4 mila per il secondo, 3 mila per il terzo, 2 mila per il quarto e mille euro per il quinto progetto più meritevole. 

 

Sono 32 gli studi e i professionisti che si sono messi in gioco per conservasse gli aspetti pregevoli dell’architettura esistente e valorizzare gli edifici esistenti per dare un volto nuovo alle Torri  tra elevato livello di sicurezza e sostenibilità ambientale, economica e gestionale, ma anche garantire un inserimento armonico dell’intervento nel paesaggio collinare e nel contesto urbano circostante. 

Sono poi cinque le migliori proposte che la commissione tecnica giudicatrice (composta da tre professionisti esperti gli architetti Carlo Magnani, Markus Scherer e Elena Galvagnini, dall’ingegnere Stefano Casagranda di Itea, in qualità di presidente della commissione e dall’ingegnere Paolo Simonetti di Provincia-Umse) ha ammesso alla seconda fase del concorso per la quale i professionisti hanno dovuto presentare, per la parte architettonica, un progetto con livello di approfondimento pari a quello di un progetto preliminare di progettazione.

 

"Un intervento di 'risanamento conservativo' di un'architettura degli anni '70 - spiega Michele Andreatta, capogruppo di Campomarzio - al fine di non alterare l'espressione architettonica del complesso, un approccio 'super energy' che si pone l'obiettivo di portare le torri al più alto standard energetico e comfort esistente sul mercato per le nuove costruzioni, cioè Passivhaus. Si prevedono anche le tende fotovoltaiche per aggiungere un po' di colore. A questo si aggiunge la realizzazione di spazi comuni in vetrata con vista sulla valle dell'Adige attraverso la possibilità di sfruttare il bonus volumetrico ottenuto con l'elevato risparmio energetico".

 

Risanamento conservativo, super energy e common spaces, queste in definitiva le parole chiave che descrivono a grandi linee il progetto di Campomarzio per riprogettare le torri di Madonna Bianca.  

Il primo intervento riguarda la riqualificazione dell'intero involucro dell'edificio. "Questo - aggiunge Andreatta - garantisce la correzione dei ponti termini presenti e consente il passaggio dall'attuale classe energetica F (dato medio) alla futura classe A".

 

Si passa poi al restyling del cappello tecnico di copertura e cavedi. "Le caldaie centralizzate - dice l'architetto - esistenti saranno sostituite da pompe di calore collegate a un anello geotermico comune alle tre torri e alimentate elettricamente dai pannelli fotovoltaici installati".

Il terzo intervento riguarda l'ingresso del fabbricato al piano terra. Un restyling del volume vetrato di ingresso in grado di rispondere pienamente ai principi di "design for all", cioè spazi e servizi fruibili da persone con diverse abilità fisiche, sensoriali e cognitive.

 

"Questo intervento - dice Salvatore Ghirardini, presidente di Itea - persegue gli obiettivi di sicurezza, sostenibilità ambientale, protezione da inquinamento acustico e luminoso, risparmio energetico, impiego di fonti fonti energetiche rinnovabili e materiali eco-compatibili, oltre alla facilità di gestione e manutenzione. Abbiamo realizzato anche diagnosi sulla sicurezza strutturale con l'Università di Trento". 

Un progetto che intende essere flessibile in quanto deve avere la capacità di confrontarsi e dialogare con le altre torri, ma soprattutto con il paesaggio dei quartieri. "Abbiamo avviato - evidenzia Ivano Gobbi di Itea - un dialogo e un confronto con i residenti delle torri per limitare al minimo i disagi. Gli abitanti, infatti, restano all'interno degli appartamenti durante tutto il corso dei lavori".

 

Il via del bando per avviare i lavori dovrebbe avvenire per la prossima primavera. "Questo concorso - conclude il presidente Ugo Rossi - valorizza le professionalità per un risultato di grande qualità. Valorizza un patrimonio edilizio, soprattutto sociale, migliora la vita dei residenti e guarda al futuro, le Torri rientrano ormai come parte integrante del paesaggio".

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