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A Bolzano e Trento si adottano più cani. Crescono anche le iscrizioni all'anagrafe, mentre il randagismo è sempre diffuso al sud

Nel 2017 hanno trovato una casa 3.704 cani in meno rispetto al 2016, un anno già difficile in questo senso in quanto aveva registrato un calo di 3.048 nelle adozioni rispetto al 2015. Si è passati in pratica da 43.262 cani adottati da canili o rifugi a 39.558 per un -8,6%. I dati dell'ultimo rapporto della Lav

Di L.A. - 21 settembre 2019 - 13:19

TRENTO. Si adottano più cani a Bolzano e Trento, quindi Lombardia, Veneto e Piemonte, mentre il randagismo resta un problema, soprattutto nel sud Italia, anche a causa di una scarsa sterilizzazione nelle strutture, dovuta il più delle volte all'impossibilità di far fronte delle spese necessarie. Questi i dati dell'ultimo rapporto della Lav, che per il terzo anno ha elaborato i dati di Regioni e Province autonome per tracciare una mappa nazionale.

 

Nel 2017 hanno trovato una casa 3.704 cani in meno rispetto al 2016, un anno già difficile in questo senso in quanto aveva registrato un calo di 3.048 nelle adozioni rispetto al 2015. Si è passati in pratica da 43.262 cani adottati da canili o rifugi a 39.558 per un -8,6%. 

 

La più alta percentuale di adozioni rispetto ai cani presenti nei canili rifugio si è registrata nella Provincia di Bolzano, il 62% dei cani presenti nelle strutture ha trovato famiglia, quindi ecco Trentino (59%), Lombardia (59%), Veneto (58%) e Piemonte (54%). In coda il Sud Italia, dal 26% della Campania all'11% della Calabria.

 

I numeri sono ridotti rispetto alle altre realtà italiane, ma è in deciso aumento l'iscrizione in anagrafe dei cani in Trentino: si passa dai 36.174 del 2006 agli 87 mila del 2017, quindi 92.959 nel 2018. Trend di crescita anche in Alto Adige: 30 mila nel 2006, 60.137 nel 2017 e 63.339 dodici mesi fa. Dati importanti in Veneto: dai 458.239 nel 2006 a 1 milione 158 mila e 299 nel 2018.

 

Un atto importante anche per ritrovare il proprio animale in caso di smarrimento. In questo senso le Regioni che hanno registrato il maggiore aumento di cani iscritti in anagrafe rispetto al 2017 sono Umbria (+122%), Marche (+88%), Sicilia (+44%), Abruzzo (+11%), mentre Lazio, Toscana e Calabria hanno fatto registrare un incremento del 10%.

 

Maggiori adozioni, però, non significano che ci sono meno cani in canile. Il maggiore aumento di presenze dei quattro zampe nelle strutture in Abruzzo con 2.711 unità in più (+248%), Lazio a +2.693 (+40%) e Sicilia a + 2.356 (+22%). Le discrepanze tra Nord e Centro-Sud Italia sono evidenti: oltre 7 cani su 10 presenti nei canili si trovano nel meridione, senza considerare il numero degli animali vaganti sul territorio. Sono circa 115 mila i cani presenti nei canili rifugio, 82.342 vivono al Sud e nelle Isole, 17.336 nelle regioni del Centro e 15.188 al Nord.

 

La percentuale dei cani sterilizzati rispetto agli ingressi in canile sanitario, al netto delle restituzioni al proprietario è intorno al 59%. Nel 2017 la situazione è peggiorata: -7%, cioè 1.835 cani non sterilizzati in meno. Un quadro particolarmente negativo in Veneto (-956 cani sterilizzati, -52%), Abruzzo (-473 cani, -29%) e Sardegna (-370 cani, -22%).

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