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Bolzano
01 agosto | 06:39

Cani senza famiglia: in Italia sono 14mila quelli che rischiano di restare in canile. Bolzano tra i (pochi) comuni virtuosi d'Italia

Cucciolate incontrollate, mercato online e mancata anagrafe: le cause dietro il sovraffollamento dei canili secondo Legambiente

Cani senza famiglia: in Italia sono 14mila quelli che rischiano di restare in canile

BOLZANO. Il capoluogo altoatesino conquista un posto tra le eccellenze italiane nella tutela del benessere animale. Nell'edizione 2026 del Premio "Animali in Città" di Legambiente, Bolzano si è infatti piazzata al quarto posto assoluto tra i comuni italiani, subito dietro a Piacenza (valutata "ottima") e ai soli due comuni che quest'anno hanno raggiunto il livello di eccellenza, San Giovanni in Persiceto e Modena.

 

Per Bolzano si tratta di un ingresso inedito nella parte alta della classifica nazionale.

 

Il riconoscimento arriva a corollario del quindicesimo rapporto "Animali in Città", dal titolo "Il Costo dell'inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione", presentato lo scorso 23 luglio a Palazzo Senatorio, in Campidoglio a Roma.

 

Il dossier ha coinvolto complessivamente 447 comuni italiani, di cui 221 hanno fornito dati dettagliati sui propri canili rifugio e 218 sono stati valutati con il nuovo Indice di Convivenza Urbana, introdotto quest'anno per la prima volta e che misura, su una scala di cinque livelli, la qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni comunali e dalle aziende sanitarie a chi possiede un animale d'affezione. Un indicatore su cui, va detto, la media nazionale resta bassa: appena 36 punti su 100.

 

È in questo contesto che il piazzamento di Bolzano assume un peso decisamente particolare, in un panorama nazionale piuttosto critico. Il rapporto certifica infatti che nel 2025, tra i cani entrati nei 221 canili rifugio mappati da Legambiente, oltre due su dieci - circa tremila - non hanno trovato né una famiglia adottiva né la strada verso i vecchi proprietari.

 

Su scala nazionale, la stima sale a oltre 14mila cani a rischio di restare in canile per anni, se non per sempre.

 

Secondo l'associazione, a riempire le strutture non è tanto l'abbandono estivo, quanto una combinazione di fattori più strutturali: cucciolate domestiche non programmate, l'espansione del mercato online degli animali, le mancate iscrizioni in anagrafe e una generale carenza di formazione tra chi decide di adottare un cane.

 

Un problema che ha anche un costo economico rilevante. Mantenere un cane in canile costa in media circa 1.900 euro l'anno (tra 1.300 e 2.550 a seconda della retta applicata), mentre un percorso di formazione per i proprietari costerebbe, una tantum, tra i 100 e i 250 euro: fino a diciannove volte di meno.

 

Per questo Legambiente ha presentato al Parlamento sei proposte operative: un fondo nazionale per i servizi veterinari di base, l'abbassamento dell'IVA di settore dal 22 al 10%, una maggiore integrazione tra Sinac, sanità e servizi sociali, e il recepimento del primo regolamento europeo su benessere e tracciabilità di cani e gatti, approvato lo scorso 22 maggio. Tra i modelli di riferimento citati dall'associazione anche la cosiddetta "patente per proprietari", già in vigore in Germania.

 

A completare il quadro delle eccellenze italiane, tra le grandi città sale sul podio anche Napoli, la cui Asl Napoli 1 Centro guida peraltro la classifica delle aziende sanitarie più virtuose a livello nazionale.

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