L'Associazione Luca Coscioni bacchetta Bolzano: manca il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche
Un comune su tre in Italia ignora l'obbligo normativo sull'accessibilità urbana

BOLZANO. A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo normativo per l’adozione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), il panorama dell’accessibilità in Alto Adige presenta luci e ombre che riflettono un ritardo diffuso a livello nazionale.
Sebbene il Trentino-Alto Adige sia spesso citato come modello di efficienza, l’indagine condotta dall’Associazione Luca Coscioni rivela una discrepanza significativa tra i due capoluoghi della regione: mentre Trento ha formalizzato il proprio Peba (Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche) nel 2021 con la delibera numero 56, Bolzano non risulta ancora aver approvato un piano con un atto formale del Consiglio comunale.
La situazione nel capoluogo altoatesino appare peculiare, poiché il Comune ha comunicato l’esistenza di un piano quinquennale sviluppato tra il 2011 e il 2016 in collaborazione con una cooperativa, che ha permesso di mappare le criticità del territorio e alimentare la piattaforma digitale “Bolzano per tutti”.
Nonostante l’integrazione di questi dati nella cartografia comunale e l’utilizzo di strumenti tecnici per programmare gli interventi prioritari, l’assenza di una delibera ufficiale evidenzia però una lacuna sostanziale, dato che le iniziative tecniche, per quanto utili, non possono sostituire il Piano previsto dalla legge come strumento di pianificazione e monitoraggio.
Questa incertezza amministrativa locale si inserisce in un contesto nazionale preoccupante visto che solo il 36,4% dei comuni capoluogo ha approvato il PEBA.
Una vasta fetta di Paese, circa l'85% dei comuni totali, è priva di una strategia formale per garantire la mobilità e la dignità delle persone con disabilità.
Rocco Berardo, coordinatore dell’Associazione Luca Coscioni, ha sottolineato come il superamento delle barriere fisiche e sensoriali sia una questione di civiltà che va oltre l'adempimento burocratico, ricordando che l'accessibilità deve diventare una realtà effettiva per permettere a milioni di cittadini di studiare, lavorare e muoversi liberamente.
L’indagine, condotta attraverso l’analisi dei portali della trasparenza e accessi agli atti, resta aperta a segnalazioni e aggiornamenti, con la speranza che il territorio altoatesino possa colmare quanto prima il divario tra la gestione tecnica delle criticità e la necessaria formalizzazione politica del diritto all’inclusione urbana, guardando oltre i confini provinciali per abbracciare standard di accessibilità sempre più elevati.













