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Belluno
30 giugno | 18:38

Via libera al nuovo canile sanitario, costerà 3,5 milioni di euro: ora si cercano i fondi. “Essenziale che il servizio rimanga sul territorio”

Il Consiglio comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica e l’adozione della variante urbanistica contestuale per la realizzazione del nuovo canile sanitario, che sorgerà a Levego e costerà circa 3.5 milioni di euro. La maggioranza ha ribadito la necessità di mantenere il servizio sul territorio, ma non sono mancate le perplessità su costi e collocazione

BELLUNO. Costerà circa 3,5 milioni di euro e sorgerà a Levego: procede il progetto del nuovo canile sanitario, anche se non senza qualche perplessità. “Si tratta di un servizio provinciale, per cui Comune e Ulss hanno valutato di intraprendere un percorso anche con Provincia e Regione. È poi essenziale che rimanga nel comune di Belluno, in quanto centrale, e soprattutto in provincia di Belluno, perché se non ci sono soluzioni un’azienda come quella sanitaria non ci pensa due volte a valutare altre alternative”.

 

A difendere il progetto in sede di Consiglio comunale è il consigliere di maggioranza Lorenzo Bortoluzzi (Belluno al centro), che spiega l’iter cui si è giunti alla scelta del luogo e alla stesura del progetto stesso. Il 7 luglio scorso era stato infatti dato l’incarico per redigere il progetto di fattibilità tecnico-economica, con identificazione di un’area agricola in località Levego come ideale per la sua costruzione. Lo scorso 21 maggio, poi, è stato approvato il progetto.

 

“Questo progetto - spiega Bortoluzzi - nasce da un percorso in collaborazione con l’azienda sanitaria, iniziato nel 2023. Non è infatti un luogo dove si portano solo cani o gatti, ma una struttura che raggruppa vari servizi, come la prevenzione delle zoonosi o la gestione dei numerosi sequestri e delle colonie feline”.

 

Il primo passo è stato dunque capire se vi fosse la volontà di mantenere la struttura a Belluno, visto che i locali del vecchio canile sono stati dichiarati inagibili: Comune e Ulss hanno quindi valutato come necessaria la realizzazione di una nuova struttura. L’ubicazione accanto al rifugio Apaca, invece, è stata scartata sia per la vicinanza con l’aeroporto sia per il fatto che il terreno sarebbe privato.

 

Riguardo i costi, invece, il Comune procederà ora ad attivarsi al reperimento delle somme necessarie. Da più parti è sorto il dubbio sulla consistenza dell’importo, giudicato addirittura “folle”, e l’auspicio della minoranza è che vi partecipino tutti i Comuni del territorio. In tal senso la rassicurazione che un iter è già stato intrapreso c’è stata, mentre 1 milione dovrebbe venire dall’Ulss.

 

“L'azienda sanitaria - specifica Bortoluzzi - ha valutato il percorso positivamente, per cui la progettazione avverrà in stretto accordo tra le parti. Riguardo ai costi elevati, va detto che le strutture per erogare certi servizi hanno caratteristiche tecniche precise: se pensate che la rotonda dell'Emisfero è costata circa 1 milione di euro, proviamo a ragionare su quanto può costare uno stabile con impianti tecnologici di livello. Valutare il costo sta quindi a chi propone un progetto e chi ne fa una valutazione di fattibilità”.

 

Non sono infine mancate le puntualizzazioni sulla necessità, per alcuni più impellente, di realizzare prima servizi per gli umani come case di riposo e asili, dando priorità alle persone rispetto agli animali.

 

“Vorrei soffermarmi - replica il consigliere Alessandro Farina (Fratelli d’Italia) - sul fatto di avere un servizio veterinario h24. Chi vive in montagna sa cosa significa avere un’emergenza di notte o sotto una nevicata e disporre di tale servizio è fondamentale, per tre motivi: la cura degli animali di affezione, la nostra economia rurale, e la gestione della fauna selvatica, soprattutto per i frequenti investimenti sulle strade. Credo quindi che il Comune dimostri così il proprio ruolo di capoluogo, mettendo a disposizione una sua area per un servizio utile a tutta la provincia, e dimostri anche di andare oltre i classici campanilismi ‘prima l’uomo e poi l’animale’. Dobbiamo superare queste distinzioni perché stiamo intercettando anche i bisogni dei cittadini, del mondo della protezione animale e del comparto agricolo”.

 

 

 

 

 

 

 

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