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Trento
12 giugno | 15:40

''Riconosciuto il reato di maltrattamento, ora gli husky trentini sequestrati a un allevamento possono essere affidati a famiglie che li amino''

Nei primi giorni di gennaio i volontari della Lav con i forestali erano intervenuti su un allevamento di Millegrobbe dove vi erano oltre 40 Alaskan Husky in condizioni disagiate. ''I referti veterinari hanno documentato numerosi casi di denutrizione, disidratazione, debilitazione fisica, infestazioni parassitarie, dermatiti, ferite e altre patologie riconducibili alla prolungata mancanza di cure e a condizioni di detenzione incompatibili con il loro benessere''. Quindi l'affondo contro attività come lo sleddog 

di Redazione

LAVARONE. ''Sono pronti a trovare una famiglia che li ami e li accolga per il resto della loro vita gli oltre 40 Alaskan Husky sequestrati a febbraio a Millegrobbe in Provincia di Trento''. L'annuncio lo fa direttamente la Lav che ha in carico gli animali e che era intervenuta per liberarli da una situazione di maltrattamenti in un allevamento trentino.   

 

Abbiamo immediatamente trasferito i cani in una struttura idonea - spiega ancora la Lav - individuata per garantire adeguati spazi e sicurezza agli animali. I cani sono stati sottoposti a visite cliniche approfondite: i referti veterinari hanno documentato numerosi casi di denutrizione, disidratazione, debilitazione fisica, infestazioni parassitarie, dermatiti, ferite e altre patologie riconducibili alla prolungata mancanza di cure e a condizioni di detenzione incompatibili con il loro benessere. E proprio grazie a queste evidenze, la procura di Trento, oltre a riconoscere il reato di detenzione non compatibile con la natura gli animali, grazie all’enorme lavoro che Lav ha svolto, ha riconosciuto anche il reato di maltrattamento”.

 

La segnalazione delle condizioni in cui erano detenuti gli animali era arrivata allo sportello contro i maltrattamenti sugli animali di Trento nei primi giorni di gennaio. I volontari si sono immediatamente attivati e, con adeguata documentazione, hanno segnalatole condizioni di detenzione dei cani al Corpo Forestale trentino. In un’operazione del Corpo Forestale Trentino i cani sono stati tutti sequestrati e adesso definitivamente affidati a Lav.

  

Particolarmente grave è risultata la situazione di alcuni soggetti affetti da patologie tumorali della sfera mammaria e testicolare, per i quali Lav ha già provveduto a sostenere interventi chirurgici urgenti e le necessarie cure veterinarie

 

 “L'affidamento definitivo disposto dalla Procura rappresenta un passaggio fondamentale per garantire a questi animali un futuro dignitoso e sicuro. Adesso tutti loro si meritano, come ogni animale, una vita degna e una cuccia sicura. Sono pronti ad essere adottati e accolti in famiglie e case dove non verranno più considerati strumenti ma da lavoro, ma esseri viventi, individui da rispettare e amare” ha aggiunto Lav Trentino.   

 

Parallelamente è proseguito un percorso di recupero sanitario e comportamentale degli Alaskan Husky. Alcuni degli animali più timidi o scarsamente socializzati sono stati trasferiti presso strutture specializzate, dove personale qualificato sta seguendo programmi individualizzati di riabilitazione e recupero della fiducia nei confronti dell'essere umano. “Questo provvedimento conferma l'importanza delle segnalazioni e dell'attività di controllo a tutela degli animali” dichiara la sede di Lav Trentino: “Per questi cani si apre finalmente una nuova fase di vita che fino a pochi mesi fa sembravano impossibili”. 

 

Il caso di Millegrobbe, spiegano ancora dalla Lega anti vivisezione, non rappresenta un episodio isolato, ma evidenzia le criticità di un sistema che considera i cani strumenti per attività sportive e turistiche. Per questo LAV ha promosso una mobilitazione nazionale con una raccolta firme, ha avviato un confronto istituzionale con il Ministro per lo Sport e i Giovani e con il Presidente del Coni e ha presentato proposte di modifica della normativa vigente per rafforzare la tutela degli animali impiegati nelle attività sportive. Alla base dello sleddog vi è inoltre un modello fondato sulla selezione e sull'allevamento di cani scelti per caratteristiche funzionali alla prestazione e al traino delle slitte, una logica che riduce gli animali a mezzi per il raggiungimento di obiettivi umani e che Lav ritiene incompatibile con il loro riconoscimento come esseri senzienti

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