Contenuto sponsorizzato

Natalità in calo ma Bolzano e Trento dati sopra la media nazionale. Un piccolo su tre ha genitori non sposati. In Alto Adige primi figli a +4,9%

Una tendenza negativa che non presenta segnali di inversione: secondo i dati provvisori d Istat riferiti al periodo gennaio-giugno 2019, le nascite sono già quasi 5 mila in meno rispetto allo stesso semestre del 2018. La fase di calo della natalità è iniziata nel periodo di crisi e si ripercuote soprattutto sui primi figli, diminuiti del 28% circa tra il 2008 e il 2018

Di Luca Andreazza - 25 novembre 2019 - 19:20

TRENTO. In Italia si fanno sempre meno figli ma, purtroppo, non è una notizia. In questo quadro il Trentino e l'Alto Adige sono in controtendenza, anche se i dati sono in diminuzione. Nel 2018 sono stati 439.747 bambini, -18 mila rispetto all'anno precedente e quasi 140 mila in meno in confronto a dieci anni fa. Il report dell'Istat sulla natalità e la fecondità della popolazione mette in evidenza, poi, che in nomi più diffusi sono Leonardo e Sofia. L'età media al parto è di 32 anni.

 

Una tendenza negativa che non presenta segnali di inversione: secondo i dati provvisori riferiti al periodo gennaio-giugno 2019, le nascite sono già quasi 5 mila in meno rispetto allo stesso semestre del 2018. La fase di calo della natalità è iniziata nel periodo di crisi e si ripercuote soprattutto sui primi figli, diminuiti del 28% circa tra il 2008 (283.922, 49,2% del totale dei nati) e il 2018 (204.883, 46,6%).

Complessivamente i figli di ordine successivo al primo sono diminuiti del 20% nello stesso arco temporale. La forte contrazione dei primi figli interessa tutte le aree del Paese, escluso la provincia di Bolzano, che presenta un aumento: +4,9%. Il Trentino? Si attesta intorno al -20% per quanto riguarda la variazione percentuale dei primi figli, così come quella dei nati tra il 2008 e il 2018.

La diminuzione dei primi figli rispetto al 2008 è superiore a quella riferita a tutti gli ordini di nascita in quasi tutte le regioni italiane, a testimonianza della difficoltà che hanno le coppie, soprattutto le più giovani, nel formare una nuova famiglia con figli: problematica un po’ diversa rispetto all’inizio del millennio, quando la criticità riguardava il passaggio dal primo al secondo figlio.

I primi figli si sono ridotti di oltre il 30% in Piemonte (-33,2%), Valle d’Aosta (-33,6%), Liguria (-34,1%), Veneto (-31,5%), Friuli Venezia Giulia (-32,9%), Emilia-Romagna (-30,2%), Toscana (-31,9%), Umbria (-35,9%) e Marche (-34,4%).

 

Le cause in linea generale? Una prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine dovuta a molteplici fattori: il protrarsi dei tempi della formazione, le difficoltà che incontrano i giovani nell’ingresso nel mondo del lavoro e la diffusa instabilità del lavoro stesso. E ancora le difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni, una tendenza di lungo periodo a una bassa crescita economica, oltre a possibili fattori di natura culturale. Un effetto di questi fattori che è stato amplificato negli ultimi anni da una forte instabilità economica e da una perdurante incertezza sulle prospettive economiche del Paese, che ha spinto sempre più giovani a ritardare le tappe della transizione verso la vita adulta rispetto alle generazioni precedenti. 

 

E' sempre in calo il numero di figli per donna. Nel 2018 sono in media 1,29 (1,32 nel 2017), un trend iniziato nel 2010, anno in cui si è registrato il massimo di 1,46. Sostanzialmente i livelli sono quelli di 15 anni fa, anche se quel tasso di 1,29 del 2003 era arrivato in una fase di recupero della fecondità dopo il minimo storico registrato nel 1995, attribuibile al contributo delle donne straniere. Il livello di fecondità è più alto al Nord: 1,32 e 1,36 tra Nord-ovest e Nord-est, quest'ultimo trainato anche da Bolzano e Trento, rispettivamente a 1,72 e 1,45. A Sud il valore si attesta a 1,26, mentre il Centro raggiunge l'1,23. La Sardegna è la Regione dove si fanno meno figli: 1,02.

 

Un nato su tre ha genitori non coniugati. La quota più elevata di nati da genitori non coniugati si osserva nel Centro (38,1%), seguito dal Nord-est (35,5%) e dal Nord-ovest (34,5%). Tra le regioni del Centro spicca la Toscana (40,8%) mentre tra le regioni del Nord-est la proporzione più alta si registra a Bolzano (46,5%, il valore più alto a livello nazionale).

 

Tra il 2012 e il 2018 diminuiscono anche i nati con almeno un genitore straniero (quasi 11 mila in meno) che, con 96.578 unità, costituiscono il 22% del totale dei nati e registrano una riduzione di oltre 2.600 unità solo nell’ultimo anno. Questo calo è imputabile quasi esclusivamente ai nati da genitori entrambi stranieri: scesi per la prima volta sotto i 70 mila nel 2016 (69.379), sono 65.444 nel 2018 (14,9% sul totale dei nati), quasi 2.500 in meno rispetto al 2017.

Le cittadine straniere residenti, che hanno parzialmente riempito i "vuoti" di popolazione femminile ravvisabili nella struttura per età delle donne italiane, stanno a loro volta "invecchiando": la quota di 35-49enni sul totale delle cittadine straniere in età feconda passa dal 42,7% del 1 gennaio 2008 al 52,7% del 1 gennaio 2019.

 

Questa trasformazione è conseguenza delle dinamiche migratorie nell’ultimo decennio. Le grandi regolarizzazioni del 2002 hanno dato origine, negli anni 2003-2004, alla concessione di circa 650 mila permessi di soggiorno, in gran parte tradotti in un “boom” di iscrizioni in anagrafe dall’estero (oltre 1 milione 100 mila in tutto), che ha fatto raddoppiare il saldo migratorio rispetto al biennio precedente.

 

Le boomers, che hanno fatto il loro ingresso o sono “emerse” in seguito alle regolarizzazioni, hanno realizzato nei dieci anni successivi buona parte dei loro progetti riproduttivi nel nostro Paese, contribuendo in modo importante all’aumento delle nascite e della fecondità di periodo. 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 febbraio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

17 febbraio - 19:45

I sindacati Cgil, Cisl e Uil intervengono dopo i primi dati che emergono a seguito dell'applicazione dei 10 anni di residenza quale criterio per accedere alle case Itea: -15% in termini di assegnazione e -20% nel sostegno degli affitti

17 febbraio - 20:04

Uno spazio nuovo, contemporaneo, che si troverà all'inizio di via Suffragio in piazzetta Nicolò Rasmo. L'iniziativa è di Filippo Sartori e l'apertura è prevista tra aprile e maggio. Piatti della cucina italiana/mediterranea, anche per palati vegetariani

17 febbraio - 12:26

Sono state chiuse nei giorni scorsi le indagini preliminari che riguardavano appalti e subappalti per le Sae (Soluzioni abitative di emergenza) nelle Marche. Nell'inchiesta anche il consorzio Gips di Trento 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato