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Mai così pochi nati dal 2000: -23% rispetto a 20 anni fa. Per la prima volta non si supera la barriera dei 4 mila neonati in 12 mesi

L'andamento delle nascite sul territorio provinciale evidenzia ancora una volta una flessione. Nel 2000 sono stati registrati 5.055 nuovi arrivi, mentre l'anno appena concluso ha visto 3.900 nuove nascite per un saldo negativo a -23%. Trend in calo anche il raffronto con l'anno precedente: -3,5%

Di Luca Andreazza - 01 gennaio 2021 - 20:48

TRENTO. Mai così pochi nuovi nati negli ultimi 20 anni, la prima volta che i nascituri restano sotto la barriera dei 4 mila piccoli.

 

Questo il dato del 2020, un anno appena trascorso particolarmente complicato e caratterizzato dall'epidemia Covid-19, che evidenzia una costante diminuzione delle nuove nascite.

Nelle ultime ore sono venuti al mondo tra gli ospedali Santa Chiara di Trento e Santa Maria del Carmine di Rovereto (Qui articolo). Gli ultimi arrivati del 2020 sono Orlando e Nicolò (Qui articolo), mentre i nuovi nati di questo inizio 2021 sono i gemellini Carlo e Amelia, quindi Arianna (Qui articolo).

 

Tra i 3.900 nuovi nati dell'anno appena concluso, il 52% è di sesso maschile, mentre le femmine si fermano al 48%, sono stati 45 i parti gemellari. Il peso dei cittadini extracomunitari si aggira invece al 23% in Trentino: 925 nuovi nati. 

L'andamento delle nascite sul territorio provinciale evidenzia però ancora una volta una flessione. Nel 2000 sono stati registrati 5.055 nuovi arrivi, mentre l'anno appena concluso ha visto 3.900 nuove nascite per un saldo negativo a -23%.

 

Trend in calo anche il raffronto con l'anno precedente: -3,5%; un 2019 che era andato in controtendenza rispetto al 2018, minimo storico degli ultimi 20 anni prima del 2020, con un saldo positivo di appena 29 nascituri. 

 

Rispetto al 2019 in calo l'ospedale Santa Chiara di Trento che scende da 2.424 a 2.407 neonati. In crescita invece quello di Rovereto che passa da 1.079 a 1.092 nati.

 

A Cles e Cavalese ci sono stati rispettivamente 258 e 143 neonati, ma i punti nascite hanno assistito a continue sospensioni e ripartenze del servizio nel piano di rimodulazione imposto dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Attualmente i centri sono chiusi, misura già presa nella prima ondata tra aprile e maggio.

 

Anche nel 2020 è quindi probabile un saldo naturale negativo per l'alta incidenza di Covid-19 sui tassi di mortalità (Qui articolo). 

 

Mortalità e natalità sono i due parametri, opposti e complementari, per vagliare la buona salute e le prospettive di crescita di una società. Il loro rapporto viene chiamato, in gergo tecnico, "saldo naturale" e si calcola come differenza tra nati e morti. 

 

Fino agli anni sessanta questo saldo era nettamente positivo: detto in altre parole c'erano più nati che morti (ogni anno si aggiungevano circa 3000 persone in più). Dopo il cosiddetto baby boom di quegli anni il valore ha iniziato a scendere fino a marcarsi negativamente a partire dal 1979. 

 

L'Ispat ha calcolato che, in ipotesi di sviluppo solo naturale (vale a dire una proiezione che simula cosa succederebbe azzerando qualsiasi movimento migratorio futuro), nei prossimi decenni questo saldo potrebbe arrivare a -4.000 unità.

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