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Acqua bene comune da tutelare e da vivere, prosegue il ricco programma sul patrimonio blu in Val di Sole

Viviamo l’Acqua, l'iniziativa proposta e promossa da Comune di Peio, Consorzio turistico Pejo 3000 e Apt Val di Sole per celebrare questo elemento fondamentale per l’intera Val di Sole arriva all'ultimo weekend. Escursioni, laboratori e spettacoli proseguiranno fino a domenica, oltre ad incontri di approfondimento per scoprire le potenzialità turistiche della valle

Pubblicato il - 05 luglio 2019 - 15:31

PEJO. Viviamo l’Acqua (Qui info e programma completo), l'iniziativa proposta e promossa da Comune di Peio, Consorzio turistico Pejo 3000Apt Val di Sole per celebrare questo elemento fondamentale per l’intera Val di Sole arriva all'ultimo weekend. Escursioni, laboratori e spettacoli proseguiranno fino a domenica, oltre ad incontri di approfondimento per scoprire le potenzialità turistiche della valle anche attraverso questo filo conduttore, l’oro blu. 

 

Nei 4 giorni del weekend ancora protagoniste le escursioni, facili, medie e medio-alte alla scoperta delle aree più suggestive dell’Ortles-Cevedale. Gli incontri verteranno sul tema della salute: Luca Lucentini, dirigente del Reparto igiene e acque interne dell’Istituto superiore di sanità interverrà venerdì 5 luglio alle 18, nell'incantevole scenario della Malga Frattasecca, per parlare delle ricadute della sicurezza idrica sulla salute umana.  

 

Il giorno dopo, sabato 6 luglio alle 18 all'Auditorium delle Terme di Pejo, insieme alla campionessa di sci alpino Nadia Fanchini si approfondiranno i vantaggi dell’idroterapia per la riabilitazione dei pazienti ortopedici. Con lei, interverrà una delegazione di medici e allenatori della Federazione italiana sport invernali.

 

Ma sabato sarà anche tempo di spettacoli, con il concerto della rassegna Arturo Benedetti Michelangeli, con il pianista giapponese Tomoki Sakata.

 

Domenica alle 21, l'evento conclusivo a Cogolo, nella Sala Congressi del Parco: il sindaco di Pejo, Angelo Dalpez, introdurrà il documentario “Pejo, una storia d'acqua”, dedicato a raccontare il rapporto tra la valle trentina e il suo straordinario patrimonio blu.

 

Acqua da tutelare. Poche persone possono capire più di chi abita in montagna quanto sia cruciale l’acqua. È proprio nel cuore dei rilievi montuosi che la più essenziale delle risorse naturali nasce, si trasforma, dona la vita e può causare distruzione se il territorio non è attivamente gestito dall’uomo in modo virtuoso.

 

L’esigenza di tutelarla è sempre più urgente, anche nel nostro Paese: se l’Italia è uno degli Stati in Europa con la maggiore disponibilità media per abitante (237 litri contro i 150 della Francia) è anche il primo per consumi (241 litri al giorno).

 

Inoltre, già oggi il 15% della popolazione italiana – pari a circa 8 milioni di abitanti – per quattro mesi all’anno (da giugno a settembre) è sotto la soglia del fabbisogno idrico minimo, fissato all’Onu a 50 litri pro capite. Ogni abitante avrebbe a disposizione 2.700 metri cubi all’anno ma sprechi e inefficienze riducono tale dato a 2000 mc. E la disponibilità d’acqua diminuisce ogni anno. Tanto che l’Italia è pienamente interessata dall’allarme lanciato dalle Nazioni unite secondo cui, entro appena 15 anni, il calo dell’acqua disponibile sarà del 40%.

 

Ma la tutela delle risorse idriche, per quanto necessaria, difficilmente può avvenire in modo freddo e razionale senza che ci sia una partecipazione attiva e un aumento di consapevolezza dell’opinione pubblica.

 

In questo senso, i territori montani, tra i più sensibili ed esposti al fenomeno, possono diventare una straordinaria palestra a cielo aperto per questo percorso virtuoso. Un esempio in tal senso arriva dalla Val di Sole, che ha avviato un percorso per affermarsi come territorio alpino che riesca a coniugare la propria enorme vocazione turistica con la tutela del proprio ecosistema e l’uso corretto delle ricchezze naturali di cui dispone.

 

Una vocazione probabilmente scritta nel nome stesso della valle. Quasi nessuno lo sa ma il suo nome non deriva dall’essere particolarmente esposta ai raggi solari quanto alla divinità celtica delle acque, Sulis, che poi i romani avrebbero identificato con Sulis Minerva, considerata la grande madre donatrice di vita e guarigione dalle malattie. "Un’etimologia corroborata dall’esistenza ancora oggi in due valli laterali del territorio – quelle di Pejo e di Rabbi – di importanti fonti di acque termali - spiega Fabio Sacco, direttore generale dell’Apt Val di Sole -. Queste fonti sono considerate terapeutiche per il sollievo procurato contro ogni tipo di malessere, essendo, infatti, ricche di ferro e carbonio con effetti diuretici, ematici e linfatici".

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