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L'Intergruppo innovazione della Camera a Rovereto per scoprire la ''Bitcoin Valley''. Chiazzese: ''Possono aprirsi nuove prospettive di sviluppo''

Quattro deputati del Movimento 5 Stelle e uno della Lega sono stati nella Città della Quercia per visitare l'azienda inbitcoin. Giuliodori: ''Il nostro ruolo è quello di interpretare questo mondo. In modo tale da rendere cosciente il cittadino che le criptovalute come Bitcoin non sono sinonimo di 'truffa' ''

Pubblicato il - 25 giugno 2019 - 20:50

ROVERETO. Cinque deputati per conoscere da vicino il fenomeno ''bitcoin'' di Rovereto. L'Intergruppo innovazione della Camera dei Deputati è stato lunedì mattina nella città della Quercia per toccare con mano la cosiddetta Bitcoin Valley d'Europa, un ecosistema sviluppatosi in una cittadina di circa 40 mila abitanti che può contare su 70 attività all'interno delle quali è possibile fare acquisti con la criptovaluta. A far sviluppare, negli anni, il fenomeno ''bitcoin'' nella cittadina trentina c'ha pensato Marco Amadori ricercatore e deus ex machina di inbitcoin, startup trentina leader nei bitcoin POS (dispositivi full bitcoin che accettano la crittovaluta). Un mondo che come ilDolomiti vi abbiamo raccontato (QUI ARTICOLO) e che nel tempo ha visto anche la politica provinciale interessarsi sempre di più (QUI il via libera dato dalla passato consiglio provinciale per approfondire la materia e i margini di sviluppo).

 

E pochi giorni fa l'arrivo dei deputati del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli, Francesco Berti, Giuseppe Chiazzese e Paolo Giuliodori oltre che del leghista originario di Bolzano Filippo Maturi che hanno visitato proprio la sede di inbitcoin incontrando anche Amadori. "Dopo l'annuncio di Facebook di lanciare Libra - spiega Francesco Berti - una moneta digitale, le autorità di regolazione hanno sollevato l'importanza di conoscere queste realtà. Come ci è stato spiegato, Rovereto, con 40mila abitanti, conta oggi oltre 70 attività fra locali, pizzerie, dentisti, parrucchieri, ottici, autoscuole e altre che accettano i bitcoin per i propri servizi. Questo significa attuare delle rivoluzioni dal basso che modificano il tessuto territoriale".

 

"Inoltre - continua e aggiunge Giuseppe Chiazzese - la politica ha il dovere di conoscere queste realtà dalle quali possono aprirsi nuove prospettive di sviluppo per il sistema Italia. Sviluppo, che seppure ancora allo stato embrionale, abbiamo potuto toccare con mano durante la visita nella Bitcoin Valley di Rovereto". Nell'era del digitale, anche una parte del mondo bancario si sta adeguando alla pratica dei Bitcoin, offrendo ai clienti la possibilità di utilizzare la moneta virtuale come mezzo di pagamento o investimento. Solo pochi giorni fa il dibattito sulla criptovaluta è tornata al centro dell'attenzione dei media e degli organi di informazione.

"Le criptovalute sono un realtà ormai consolidata in tutto il mondo. Sebbene ancora poco utilizzate, il loro potenziale può essere dirompente, dovuto alla loro sostanziale incensurabilità. Questo fenomeno internazionale va prima di tutto conosciuto e ha dimostrato di poter essere volano per investimenti in ricerca nel quale l'Italia non sarà fanalino di coda", dichiara il deputato Zanichelli.

Sta infatti crescendo notevolmente in questi ultimi anni l'attenzione internazionale attorno agli usi della blockchain di cui le valute virtuali sono storicamente l'utilizzo principale, ma ormai rappresentano solo una parte residuale (c'è tutto un mondo legato alla contrattualistica che si sta sviluppando). "A livello italiano si può sviluppare un importante ecosistema basato su criptovalute, il nostro ruolo è quello di interpretare questo mondo non con una regolamentazione ma con una definizione di che cosa è, in modo tale da rendere cosciente il cittadino che le criptovalute come Bitcoin non sono sinonimo di 'truffa'", precisa il deputato Paolo Giuliodori.

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