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Oltre 1.500 presenze e più di 50 relatori, i numeri del Festival di Informatici senza frontiere

Sono state oltre 1.500 le persone che hanno partecipato agli incontri. Tra loro addetti ai lavori e curiosi, professionisti e anche numerosi studenti. Sono state una decina le classi scolastiche coinvolte. Oltre a quelle della provincia sono arrivate a Rovereto studenti da Reggio Emilia e pure un numeroso gruppo di universitari di Ferrara

Pubblicato il - 20 ottobre 2019 - 18:52

ROVERETO. Quaranta conferenze, cinque laboratori per ragazzi, un documentario in anteprima nazionale e una conferenza spettacolo hanno visti impegnati nei tre giorni di Festival di Informatici Senza Frontiere oltre 50 relatori (docenti, ricercatori, esperti, imprenditori, giornalisti e anche ragazzi) da tutta Italia e anche dagli Stati Uniti.

 

Sono state oltre 1.500 le persone che hanno partecipato agli incontri. Tra loro addetti ai lavori e curiosi, professionisti e anche numerosi studenti. Sono state una decina le classi scolastiche coinvolte. Oltre a quelle della provincia sono arrivate a Rovereto studenti da Reggio Emilia e pure un numeroso gruppo di universitari di Ferrara.

 

Un pubblico attento e partecipe che si è mostrato pronto a riflettere sull’impatto sociale delle nuove tecnologie, scopo principale del festival organizzato dall’associazione Informatici Senza Frontiere e il Comune di Rovereto. La formula di quest’anno, curata da Impact Hub Trentino, è stata all’insegna della commistione: quella tra linguaggi (spettacoli, film conferenze e spettacoli), quella tra professionalità dei relatori coinvolti e quella di pubblici diversi sia per età che per competenze.

 

"La rivoluzione digitale tocca ognuno di noi e c’è la necessità da parte di tutti, dai giovani ai meno giovani, di acquisire le conoscenze necessarie a un uso consapevole e sano delle nuove tecnologie. Ma la conoscenza non basta, è necessaria anche una cultura che aiuti a gestire i cambiamenti profondi che queste tecnologie introducono nella vita di tutti i giorni: cambia il rapporto di comunicare tra pubblico e privato, il modo con cui ci relazioniamo agli altri, la fiducia che abbiamo quando ci troviamo di fronte a una notizia, solo per fare alcuni esempi", spiega il presidente di Isf Dino Maurizio.

 

Dopo il film “Zero Days” – che parla del virus informatico creato da Usa e Israele per sabotare il progetto nucleare iraniano - le conferenze si sono alternate ai laboratori e venerdì sera, in una coinvolgente conferenza spettacolo multimediale l’antopologo Duccio Canestrini ha messo in scena sul palco del teatro Zandonai il rapporto d’intimità che sempre più unisce l’uomo e la macchina in “Human machine symbiosis”.

 

Tante le tematiche trattate: sicurezza, cyberbullismo, educazione alla tecnologia, informatica come strumento per superare le barriere e aiutare l’integrazione, collaborazione fra istituzioni e società, etica nell’utilizzo delle nuove tecnologie e evoluzione e utilizzi dell’intelligenza artificiale. Importanti sono state le collaborazioni con Educa Immagine, Fbk, Aica e l’Università di Trento, ma anche il sostegno di Provincia di Trento, Comunità della Vallagarina e Caritro e degli sponsor DedaGroup e Dolomiti Energia.

 

Informatici Senza Frontiere Onlus è nata alla fine del 2005 dall’idea di un gruppo di manager italiani del settore informatico che ha messo le proprie conoscenze e le proprie risorse a disposizione di un progetto di Innovazione Sociale per contrastare il Digital Divide, in Italia e negli altri Paesi. Obiettivo dell’organizzazione no-profit Isf è utilizzare le conoscenze delle tecnologie digitali come strumento fondamentale per dare un aiuto concreto a chi vive in situazioni di povertà e di emarginazione o come mezzo per offrire opportunità di inserimento sociale alle categorie disagiate. 

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