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Cgil, Cisl e Uil: ''Ma se negozi e locali chiudono alle 18 perché i dipendenti pubblici lavorano fino alle 19.30? Pat sia più coraggiosa e punti sullo smart working''

Il commento arriva dopo gli incontri in questi giorni tra Cgil, Cisl e Uil e l'amministrazione provinciale e alla presenza di Silvio Fedrigotti, dirigente generale del Dipartimento personale e affari generali, e Stella Giampietro, dirigente del Servizio per il personale. Oggi è stata emanata, poi, una circolare rivolta al personale provinciale con le prime indicazioni operative

Pubblicato il - 11 marzo 2020 - 21:07

TRENTO. "A fronte della preoccupante situazione che evolve minuto per minuto sul contagio del coronavirus, ci saremmo aspettati una maggior coraggio della Provincia nell’attivazione e condivisione di misure straordinarie di conciliazione della vita lavorativa e privata previste dalle ultime disposizioni governative, anziché tardive e parziali comunicazioni alle parti sociale in varie circolari applicative". Così Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl). 

 

Il commento arriva dopo gli incontri in questi giorni tra Cgil, Cisl e Uil e l'amministrazione provinciale e alla presenza di Silvio Fedrigotti, dirigente generale del Dipartimento personale e affari generali, e Stella Giampietro, dirigente del Servizio per il personale. 

 

Oggi è stata emanata, poi, una circolare rivolta al personale provinciale con le prime indicazioni operative. "Ci aspettavamo - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - alla stregua delle indicazioni del Consorzio dei Comuni trentini, l’attivazione straordinaria per tutti i dipendenti di forme di lavoro agile e telelavoro domiciliare".

 

Nel mirino anche gli orari di lavoro divisi in fasce che terminano dopo le 18, orario di chiusura dei locali. "Ci troviamo nella situazione in cui solo poche categorie possono accedere a questi strumenti di smart working (genitori con figli in età scolare e persone con problemi di salute) ma nulla per tutti gli altri dipendenti - evidenziano Cgil, Cisl e Uil - se non una distribuzione delle presenze una parte su un turno mattutino dalle 7.30 alle 13.30 e una parte su un turno pomeridiano dalle 13.30 fino alle 19.30. In questo periodo in cui anche i negozi chiudono alle 18, questa misura ci sembra irragionevole, non condivisa con le organizzazioni sindacali, che provocherà più disagi che soluzioni".

 

Una proposta che trova i sindacati fermamente contrari, "mentre concordiamo - spiegano i tre segretari - con la necessità di chiudere l’accesso al pubblico delle strutture, utilizzando metodi alternativi per garantire il servizio all’utenza come le telefonate o la mail, ma riteniamo assurdo l’imposizione di una turnazione come quella indicata. Avevamo anche proposto all’Amministrazione provinciale il riconoscimento dei permessi retribuiti contrattuali per 'gravi motivi' in via straordinaria ai dipendenti con patologie invalidanti e stati di immunodepressione: questo intervento non era stato voluto dalla Provincia ma era stata concordata una maggiore flessibilità lavorativa che non troviamo all’interno delle circolari. Crediamo sia necessario assumersi ognuno la propria responsabilità, proprio per questo non capiamo l’ottusità della Provincia nell’ignorare almeno questi riconoscimenti".

 

I sindacati, inoltre, continuano a monitorare la situazione in sanità. "Il pensiero va a tutti i colleghi che in questo momento di grande emergenza sanitaria sono in prima linea nelle Apsp: va tutta la nostra riconoscenza e il nostro grazie. Sarà nostro impegno trovare nel contratto collettivo che riapriremo appena conclusa l’emergenza, forme di riconoscimento a fronte di questo straordinario impegno", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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