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FVG
25 maggio | 13:46

Arriva per la prima volta in mostra il "Cranio C" di una donna di Neanderthal di 130 mila anni fa: "Un reperto unico e tra i più importanti al mondo"

Un particolare straordinario è rappresentato da una sequenza di incisioni presenti sulla fronte che, secondo alcune interpretazioni avanzate dagli esperti, potrebbero testimoniare un aspetto simbolico o un comportamento rituale a noi ancora sconosciuto relativo ai tratti culturali più complessi della vita dei Neanderthal

TRIESTE. “L'eccezionalità di questa mostra risiede nel fatto di essere rappresentata da un unico reperto". Questa la dichiarazione raccolta da Il Dolomiti di Ivor Janković, archeologo dell'Istituto antropologico di ricerca di Zagabria. "Si tratta di un cranio fossile corrispondente a una donna di Neanderthal che viveva nella zona dell'odierna Zagabria circa centotrenta mila anni fa: un reperto unico nel suo genere che ha cambiato per sempre la nostra comprensione paleo-antropologica sui neanderthaliani".


La mostra è stata inaugurata il 22 maggio scorso al Museo civico di storia ed arteJ.J. Winckelmann” di Trieste. In esposizione un reperto di Neanderthal tra i più importanti al mondo, denominato “Cranio C” e proveniente dal sito archeologico della città di Krapina, nel settentrione della Croazia.


Si tratta della prima esposizione assoluta del reperto fuori dai confini croati. Scoperto più precisamente sulla collina di Hušnjakovo alla fine dell'Ottocento, in un contesto di reperti variegato, fu oggetto delle prime ricerche compiute, tra il 1899 e il 1905, dall'illustre scienziato dell'epoca Dragutin Gorjanović-Kramberger, e da lì sarebbe rimasto conservato al museo di Storia Naturale della capitale croata, diventando il reperto più celebre ed emblematico del sito archeologico di Krapina, un luogo che ha permesso di estendere la conoscenza sull'evoluzione umana come pochi altri. 


"Il sito di Krapina - dice Janković - ha restituito un contesto neanderthaliano tra i più importanti del mondo, questo perché si tratta del più ampio sito di neanderthaliani per numero di individui scoperti, il che offre prospettive estremamente significative per diversi campi della ricerca scientifica”.

 

Oltre al buono stato di conservazione che consente di osservare le forme anatomiche, un altro particolare straordinario del “Cranio C” è rappresentato da una sequenza di incisioni presenti sulla fronte che, secondo alcune interpretazioni avanzate dagli esperti, potrebbero testimoniare un aspetto simbolico o un comportamento rituale a noi ancora sconosciuto relativo ai tratti culturali più complessi della vita dei Neanderthal.

 

L'esposizione, intitolata “Cranio C. Patrimonio paleoantropologico mondiale”, rimarrà visitabile fino al 16 agosto e sarà inoltre supportata dalla proiezione di un documentario che, attraverso immagini, animazioni e interventi di specialisti, guiderà il pubblico nella comprensione del significato del reperto all’interno del più ampio quadro delle conoscenze sui Neanderthal e sull’evoluzione umana.

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