Contenuto sponsorizzato

E' Franco Brevini, autore de ''Il libro della neve'' il vincitore di un'edizione da record del Premio Itas del Libro di Montagna

L'edizione numero 46, da record per numero di opere partecipanti, ufficializza la novità della proclamazione di un unico vincitore assoluto. La premiazione nell'ambito del Trento Film Festival

Franco Brevini - foto di Lukas Del Giudice
Pubblicato il - 04 settembre 2020 - 11:07

TRENTOCon Il libro della neve (Il Mulino), Franco Brevini è il vincitore dell'edizione numero 46 del Premio Itas del Libro di Montagna, il concorso letterario internazionale dedicato alle opere in cui si celebra la montagna in ogni sua forma.

 

Oltre a vincere nella sezione, "Ricerca e Ambiente" (per la quale la sua opera era in concorso), Franco Brevini è il primo vincitore del Premio Itas nella sua rinnovata struttura che ora prevede la proclamazione di un vincitore assoluto e un maggior numero di categorie di volumi in gara, passato da tre a cinque. Il concorso, la cui premiazione dei vincitori si inserisce come da tradizione nell’ambito del Trento Film Festival, quest’anno ha superato il record per numero di libri ricevuti: in totale sono pervenute 123 opere da 58 case editrici.

 

"Tenacia, orgoglio, meraviglia. Sono queste le tre parole chiave – spiega Enrico Brizzi, presidente della giuria del Premio Itas del Libro di Montagna - con le quali riassumerei questa particolarissima annata del Premio Itas. Tenacia nell'andare avanti nonostante l'evidenza che le nostre riunioni primaverili saltavano fatalmente una dopo l'altra, e che l'emergenza era da prendere molto sul serio. Neanche per un attimo, tuttavia, abbiamo pensato che questa edizione del Premio potesse saltare. Siamo andati avanti a distanza col pieno sostegno della Compagnia e crediamo in questo modo di avere reso onore al Premio stesso, agli autori e agli editori di tutti i volumi in concorso. Orgoglio, perché con gli amici del Trento Film Festival siamo stati i primi a tornare in pista, a testimoniare che, per quanto duramente colpiti, si può e si deve ripartire. Meraviglia, infine, nel renderci conto ancora una volta, e più che mai, che l'essere umano è animale sociale, che agogna stare con gli altri e sente propri i libri capaci di parlare al suo cuore. È stato struggente, nei mesi duri della quarantena collettiva, leggere di montagne, grandi spazi, viaggi. Ma appena è stato possibile siamo tornati: lungo i sentieri, nei rifugi, per le alte vie, e qui, dove si celebra la storia d'amore infinita fra chi ama la montagna e chi sa trovare le parole più sorprendenti ed esatte per narrarla".

 

Critico letterario, docente universitario, alpinista appassionato e protagonista di viaggi d’esplorazione ai quattro angoli del mondo, Brevini è portatore di una cultura che si nutre dell’esperienza e, al tempo stesso, un pensatore capace di riflessioni profonde su ciò che spesso si è portati a dare per scontato. Il bisogno di conoscere e sapere l’ha spinto lungo gli affascinanti sentieri della poesia dialettale italiana come sulle vie delle montagne più alte.

 

Con Il libro della neve, l’autore ha prodotto un volume che parte dall’osservazione di un singolo fiocco di neve, ci trascina in un viaggio affascinante che spazia dal timore suscitato negli antichi dal "crudo verno" ai pattinatori raffigurati nei quadri fiamminghi, dal senso del sublime che le Alpi innevate evocavano ai poeti romantici alla visione addomesticata dei pendii imbiancati proposta dai moderni comprensori sciistici.

 

Un libro necessario, molto documentato, riccamente illustrato con gusto e raccontato da una voce affascinante come quelle che ci piacerebbe ascoltare la sera, nel tepore di un rifugio, mentre fuori mulinano i turbini della "bianca signora".

 

Le altre migliori opere che la giuria ha decretato nelle sezioni in gara sono:

L’impero in quota (Einaudi) di Silvia Giorcelli Bersani - sezione “Vita e storie di montagna”. Con questo volume si traccia forse il primo profilo strutturato e completo della presenza dei Romani nelle Terre Alte, con una portata metodologica che va oltre i confini storici tracciati. La scrittura, inoltre, pur non rinunciando mai alla precisione scientifica, sa essere chiara ed efficace. Le storie di vita delle persone che hanno animato le Terre Alte in età antica sono studiate, descritte e raccontate con una esemplare sintesi di metodo ed efficacia. A ciò, si aggiunge la capacità dell’autrice di saper osservare quel mondo con una visione prospettica, che non altera il dato storico, ma lo colloca sempre in un contesto più ampio che, anche se solo a contorno, tocca il passato più remoto, antecedente la presenza romana, e il presente. E dimostra che se la presenza romana nelle Alpi è stata foriera di scontro con le popolazioni indigene, ebbene questo scontro è stato "sì traumatico, certamente, ma anche e soprattutto fecondo", perchè le Alpi in età romana furono "un esemplare laboratorio di sperimentazione politica, amministrativa, sociale e culturale".

 

Trail Running & Ultra Trail (Mulatero editore) di Nicola Giovanelli - sezione “Guide e mappe”. Manuale per la preparazione, la programmazione dell’allenamento e della strategia di gara. Nicola Giovanelli riesce nel difficile compito di condensare il risultato di conoscenze accumulate in anni di esperienza come ricercatore, atleta e allenatore, rendendole fruibili a un pubblico vasto. Lo fa in maniera agile, esaustiva, avvalendosi di schemi e diagrammi, test di valutazione, foto-sequenze e tabelle. Dischiude una vera e propria miniera di informazioni, dando modo a chiunque voglia avvicinarsi a questa disciplina, o a chi intenda migliorare la sua prestazione, di poggiare su una solida base di conoscenze pratiche da cui partire per "dare gambe", con metodo e consapevolezza, al suo sogno di montagna "vissuto di corsa".

 

Ogre. Il settemila impossibile (Corbaccio) di Doug Scott - sezione "Alpinismo e sport di montagna". Dopo mesi di preparativi e settimane di permanenza sulla montagna, il pomeriggio del 13 luglio 1977, Doug Scott, alpinista di fama mondiale tra gli anni '70 e '80, insieme a Chris Bonington raggiunge la cima dell’Ogre, nel Karakorum. Sono i primi alpinisti in assoluto a conquistare una delle vette tra le più difficili al mondo. La spedizione si sarebbe potuta concludere con soddisfazione, per finire negli annali dell’Alpine Club, ma le difficoltà estreme sono tante e inizia così l’odissea della discesa. É un bel saggio di esplorazione, un manuale di storia dell’alpinismo sulle alte montagne, un libro di viaggio e, ovviamente, un gran resoconto di ascensione. Accanto alla medaglia d’ora della Royal Geographical Society, ora Doug Scott può esporre due premi Itas per la letteratura di montagna (il primo vinto nel 1993 per "Himalayan Climber"), unico autore fino ad ora ad esserci riuscito.

 

Una balena va in montagna (Salani editore) di Ester Armanino e Nicola Magrin - sezione “Libri per ragazzi”. É una storia in cui il suo fluire collega due mondi distanti e diventa veicolo di una grande amicizia: una creatura del mare e un figlio della montagna, legati l’una all’altro da un torrente. Le parole di Ester Armanino, semplici e antiche come nelle favole, e i potenti disegni di Nicola Magrin dialogano tra loro e trovano corrispondenze, anch’esse sono due anime che incontrandosi portano in dote le proprie origini: l’acqua salata del Mar Ligure e quella dolce dei corsi d’acqua della Valtellina che si uniscono poeticamente in questo libro.

 

La Menzione speciale Trentino, segnalazione particolare riservata all’opera che valorizza gli autori o l’editoria del Trentino, è stata assegnata a Le radici dei boschi. La questione forestale nel Tirolo italiano durante l‘Ottocento (Publistampa Edizioni) di Mario Cerato. Il libro documenta l’evoluzione del rapporto tra le autorità governative, le popolazioni e le loro foreste durante il XIX secolo. L’operazione che compie Cerato è quella di indagare con metodo rigoroso, coniugando le profonde competenze scientifico-tecniche con quelle della ricerca storica, sorretta da una vastissima documentazione. Ne esce un poderoso saggio che analizza la questione forestale con uno sguardo che è insieme specifico e sistemico. L’autore affronta con sapienza le complesse questioni amministrative e gestionali, descrive i problemi dell’utilizzo delle risorse forestali, le interazioni e i conflitti ad esse legati. Riscostruisce storie di territori molto diversi fra loro e le trasformazioni che li hanno percorsi e modellati. Ci restituisce un quadro dalle molteplici e stimolanti letture. Una di queste emerge con grande nettezza: il bosco come parte integrante della collettività trentina, della sua storia, che ne ha condizionato l’esistenza e a sua volta è stato condizionato.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 13 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
14 aprile - 12:04
La positività dei cinque ospiti della residenza per anziani in via Veneto è stata rilevata nei giorni scorsi con test molecolare. Erano già [...]
Cronaca
14 aprile - 12:54
I fatti erano avvenuti sabato scorso. I carabinieri erano riusciti a rintracciare la persona che si era allontanata dal luogo dell'incidente. [...]
Cronaca
14 aprile - 12:04
Sono 92 i contagi identificati a fronte di 10.189 tamponi per un rapporto contagi/tamponi che si attesta a 0,9%. Un dato che si divide tra 53 [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato