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Il duomo compie 808 anni. Il 29 febbraio del 1212 iniziarono i lavori di (ri)costruzione della cattedrale

L'antica lapide che ricorda quella data è conservata al Museo Diocesano Tridentino e riporta i nomi del committente, Federico Vanga, e del responsabile del cantiere, tale Adamo d'Arogno nel Canton Ticino

Foto di Museo Diocesano Tridentino
Di Arianna Viesi - 29 febbraio 2020 - 16:22

TRENTO. Oggi, simbolicamente, la cattedrale di San Vigilio compie gli anni. A ben guardare, il suo compleanno cade ogni quattro anni. Era infatti il 29 febbraio del 1212 quando l'allora vescovo di Trento, Federico Vanga, decise di riedificare dalle fondamenta il duomo cittadino. 

 

La storia del duomo affonda le proprie radici nell'antica Tridentum romana. Il luogo ove ora sorge l'imponente struttura si trovava, in realtà, poco fuori dalle mura urbane, lungo la strada che, lasciando la città, si dirigeva verso Verona. Fu proprio il vescovo Vigilio, vissuto nella seconda metà del V secolo, ad istituire il culto dei martiri Sisinnio, Martirio e Alessandro, trucidati in Val di Non, cui la struttura embrionale della cattedrale era dedicata. Lo stesso Vigilio, alla morte, venne sepolto accanto ai tre santi.

 

Nei secoli successivi, con l'espandersi della città e l'avvicendarsi di vescovi e reggenti, la struttura subì numerosi interventi e trasformazioni fino alla solenne consacrazione del 1145 ad opera del vescovo Altemanno.

 

Proprio il 29 febbraio 1212, però, Federico Vanga diede inizio ai lavori di ricostruzione della cattedrale cittadina dedicata a San Vigilio. Il cantiere venne affidato alla bottega di tale Adamo d'Arogno (nell'attuale canton Ticino, nel distretto di Lugano) che lo seguì fino alla morte, dopo la quale l'opera venne presa in carico dai figli e dai nipoti.

 

La data e i nomi di quell'episodio sono ricordati in un'epigrafe, una volta murata sulla parete esterna dell'abside e ora conservata al Museo Diocesano Tridentino, che ricorda, in latino, l'inizio della costruzione dell'attuale duomo. Sulla pietra sono incisi, oltre alla data (29 febbraio 1212, appunto) il nome del committente e promotore, il principe vescovo Federico Vanga, e quello del maestro Adamo d'Arogno, responsabile dei lavori.

 

Si tratta di uno straordinario reperto di eccezionale valore storico che fissa, quale unico documento, la data d'inizio della riedificazione della cattedrale trentina che, da 808 anni, veglia sulla città.

 


Foto di Museo Diocesano Tridentino
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