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La val di Cembra in corsa per entrare nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici d’Italia: ''Valorizza impegno, fatica e identità della nostra gente negli ultimi 60 anni''

Il documento per la candidatura descrive le dinamiche avvenute tra il 1954 e il 2014 per affrontare in modo dettagliato l’assetto geomorfologico e climatico della valle, così come i suoi aspetti amministrativi. Un lavoro che raccoglie l’identità, racconta la storia vitivinicola, le scelte politiche finalizzate allo sviluppo territoriale e l’economia generata dalla filiera del vino nel cembrano in questo periodo

Di Luca Andreazza - 15 giugno 2020 - 16:53

CEMBRA. Un anno di lavoro tra studi e ricerche ma si è concluso l'iter di iscrizione dei "Vigneti terrazzati della val di Cembra" nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici d'Italia. Un progetto portato avanti dal Comitato Vi.va.ce. con il sostegno della Comunità di valle di Cembra e i fondi Leader del Gal Trentino centrale per valorizzare il profilo ambientale, sociale e economico della viticoltura per questa area.

 

"E' un percorso partito da lontano e che vede ora il risultato molto vicino. Nel fine settimana - commenta Danilo Zanotelli, sindaco di Cembra Lisignago e presidente del Comitato Vi.va.ce. - è previsto il sopralluogo da parte del ministero per certificare e approvare in via definitiva il progetto. Un modo per valorizzare un paesaggio rurale significativo, un ecosistema che punta sulla sostenibilità e sulla salvaguardia del territorio tra qualità del paesaggio, della vita e della biodiversità".

Il documento descrive le dinamiche avvenute negli ultimi 60 anni (dal 1954 al 2014) per affrontare in modo dettagliato l’assetto geomorfologico e climatico della valle, così come i suoi aspetti amministrativi. Un lavoro che raccoglie l’identità, racconta la storia vitivinicola, le scelte politiche finalizzate allo sviluppo territoriale e l’economia generata dalla filiera del vino nel cembrano in questo periodo.

 

"Nella sezione dedicata all'analisi cartografica - prosegue il presidente del Comitato - il paesaggio attuale è confrontato con quello storico del 1954 per ricavare indicazioni preziose sull'evoluzione dei principali usi del suolo in ambito agricolo e naturale, ma anche l’assetto insediativo di paesi e borghi, masi e baiti. L'ecosistema attuale costa di più rispetto alla pianura e altre tipologie di coltivazione ma garantisce la possibilità di presidiare il territorio e realizzare un prodotto a servizio della collettività". 

 

L’analisi prosegue con una disamina dei principali fattori di vulnerabilità del paesaggio terrazzato tradizionale, le dinamiche relative all'introduzione di nuove colture, le modifiche delle sistemazioni idraulico agrarie, i cambiamenti nelle pratiche colturali e la valenza dell'agroecomosaico nel suo complesso.

Il prossimo step è l'approvazione del dossier, l’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali si è già messo in contatto con gli organizzatori per eseguire il sopralluogo dei commissari entro la fine di giugno. Il comitato Vi.va.ce. incrocia le dita e spera di poter celebrare in tempi brevi questo riconoscimento, un primo passo di un percorso di un traguardo ancora più ambizioso, la candidatura del territorio a sito Giahs-Globally important agricultural heritage system della Fao

 

"Questo impegno - conclude Zanotelli - sostenuto da enti pubblici e stakeholder privati, rappresenta un´importante opportunità di crescita ed affermazione di un territorio emblema della viticoltura di montagna, ma anche un riscatto per le genti che hanno contribuito a costruirlo in secoli di fatiche. Un modo per valorizzare la nostra tradizione, la nostra storia e la nostra identità".

Il dossier prodotto è di elevato valore documentaristico e conoscitivo, frutto di un lavoro a più mani coordinato da Francesca Neonato, agronomo, scuola Auic del Politecnico di Milano, mentre l’archeologo Alberto Cosner, socio fondatore e attuale presidente della Cooperativa di lavoro “Testo - territorio, storia società”, membro dell’Inventory group of terraced landscapes, ha curato la complessa parte di analisi cartografica del territorio.

Alla stesura dei testi hanno poi partecipato un nutrito gruppo persone: Damiano Zanotelli, sindaco di Cembra-Lisignago, agronomo e ricercatore alla Libera università di Bolzano; Giorgio Tecilla, architetto, direttore dell’Osservatorio del paesaggio trentino; Alfonso Lettieri, antropologo, facoltà di sociologia di Trento e Mara Lona, Cembrani doc. 

 

E ancora Fiorino Filippi, architetto paesaggista; Marianna Paolazzi, dottoressa laureata in urbanistica e pianificazione del territorio, Iuav Venezia; Livio Fadanelli, già ricercatore alla Fondazione Edmund Mach, San Michele all’Adige; Luciano Lona, fotografo; Maria Pia Dall'Agnol, azienda del turismo Altopiano di Pinè e Valle di Cembra e Paolo Piffer, ecologo.

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