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Musica e suoni per ritrovare il sorriso e comunicare senza parole: la musicoterapia aiuta chi è affetto da gravi demenze e problemi cognitivi (con le loro famiglie)

Presentato a Povo un progetto pilota straordinario: con musiche non strutturate, costruite sulle emozioni e le risposte agli stimoli date dai singoli pazienti (persone con gravi incapacità cognitive e relazionali e demenze in stato molto avanzato) si riesce a rispettare la dignità della persona fino alla fine della sua vita (aiutando anche i loro familiari)

Di Melissa Bertagnolli, Emily Manica, Emanuele Sassudelli e Elsa Franzoni (Liceo Prati) - 19 febbraio 2020 - 18:10

TRENTO. L'educatrice suonava lo xilofono e la signora riproduceva quel suono, poi rilanciava essa stessa con altre note, sorrideva, scherzava con la musica riuscendo a trovare nuovi canali di comunicazione. Una signora, che era entrata nella stanza completamente apatica, silenziosa, affetta da una grave forma di demenza senile, una situazione talmente grave da portarla alla morte di lì a poco tempo. Ma la musica, una musica senza apparente costrutto, realizzata su di lei, sui suoi sorrisi, sui suoi stimoli, sulle sue reazioni, l'ha aiutata ad affrontare meglio quegli ultimi mesi di vita.

 

E' questa ''la musicoterapia nelle cure palliative'' presentata ieri, all'interno di una delle sale del Polo Sociale di Povo, nell'ambito di un incontro promosso dall'Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) di Trento. Un progetto straordinario che sta venendo portato avanti nella stessa Rsa Margherita Grazioli di Povo oltre che in altre strutture di Hospice, come Casa Hospice Cima Verde e a domicilio in Valsugana e in Primiero, che si propone come terapia complementare di natura psico-sociale rivolta a migliorare il più possibile la qualità della vita sia del malato che dei familiari che lo accompagnano nel percorso. A presentare il progetto, mostrando anche dei video davvero impattanti che hanno fatto vedere quanto bene possa fare una tale terapia a persone altrimenti isolate, chiuse in sé stesse, affette da gravi demenze, e alle loro famiglie, è stata Stefania Filippi, educatrice sociale e musicoterapeuta.

 

L’idea di base è tanto semplice quanto rivoluzionaria: comunicare con pazienti attraverso la voce, il respiro, strumenti o anche solo con il silenzio entrando così in contatto dal punto di vista cognitivo ed emotivo. Una scoperta, un progetto innovativo, per mantenere alto il livello di dignità della vita dall'inizio alla fine. “Un approccio, anche se mi verrebbe da dire un abbraccio, sonoro-musicale alla persona - ha spiegato Stefania Filippi - che viene applicato a persone con demenza e disturbi del comportamento. Suono, silenzio e musica, questi gli strumenti di cui si serve il progetto: il suono è qualsiasi espressione di una persona, rivela le nostre emozioni e fa capire chi siamo; il silenzio, non va visto come assenza, ma è denso di significati, è fatto di attesa, è accogliente; infine la musica, in quanto approccio recettivo crea un gioco di comunicazione tra paziente e terapeuta. Un lavoro dove lo stare dentro la situazione che ci propone il paziente è più importante che il continuo bisogno di fare''.

 

Stare invece che fare. E quindi trovare il miglior benessere possibile, quando si è nella fase finale della vita. Tutto parte dal concetto che la musica influisce sullo stato emotivo di ciascuno di noi (ci emoziona, evoca ricordi, situazioni, provoca magari fastidio o trasporto) e ha il potere di curare: di conseguenza la musicoterapia fornisce un appoggio alle cure palliative, l’insieme di interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti alla persona malata per dare ai pazienti la migliore qualità di vita possibile anche nella fase terminale.

 

Con i video i presenti hanno avuto l'occasione di vedere plasticamente la forza della musicoterapia su una signora affetta da gravi disturbi che grazie a uno xilofono o al suono del pianoforte riusciva a comunicare le sue emozioni all'operatrice, a sorridere e a stupirsi. Si tratta di un progetto pilota di ricerca osservazionale e valutazione allargata che vede coinvolti direttamente Patty Rigatti, direttrice generale dell'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Margherita Grazioli,  la sua presidente Nicoletta Tomasi e la dottoressa Loreta Rocchetti, medico, coordinatore scientifico del progetto che ha presentato anche dati e numeri dell'iniziativa. All'incontro, promosso dall'Ucid e introdotto dal presidente Marcello Carli ha preso parte anche il comico Lucio Gardin, direttore artistico delle Feste Vigiliane, il quale ha annunciato che assieme al ''nostro'' Riccardo Petroni porteranno in scena uno spettacolo sui Beatles tra musica, memoria, emozioni per finanziare questo importantissimo progetto di musicoterapia.  

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