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Sulle orme dei dinosauri ai Lavini di Marco. Laezza: "Uno dei siti più importanti al mondo. Può diventare turisticamente davvero rilevante"

Collaborazione tra Fondazione Museo Civico, amministrazione di Rovereto e Muse per rilanciare uno dei giacimenti icnologici più importanti a livello internazionale. Il presidente della Fondazione, Laezza: "E’ un sito che può diventare davvero turisticamente rilevante quando sarà corredato delle necessarie infrastrutture, dalla giusta promozione e da una proposta di visita innovativa grazie al contributo degli enti museali"

Pubblicato il - 10 gennaio 2020 - 20:31

ROVERETO. "Quale presidente della Fondazione Museo Civico, sono particolarmente lieto che nel corso del mio mandato si siano riaccesi, anche con dibattiti pubblici, i riflettori sul sito delle Orme dei Dinosauri dei Lavini di Marco, con un progetto finalmente concreto e fortemente sostenuto dall’amministrazione di Rovereto e con il coinvolgimento del Museo Civico e del Muse, che a pieno titolo potranno contribuire al rilancio di uno dei giacimenti icnologici più importanti a livello internazionale”, così il presidente della fondazione Museo Civico, Giovanni Laezza. 

 

I Lavini di Marco sono un sito straordinario: un ripido colatoio di circa 200 metri, alle pendici del monte Zugna, dove sono impresse centinaia di orme di dinosauri carnivori ed erbivori. Gli affioramenti rocciosi sono riferibili all'inizio del Giurassico, circa 200 milioni di anni fa, e rappresentano quello che rimane, allo stato fossile, di una grande piana carbonatica di marea per molti versi paragonabile alle attuali coste del Golfo Persico. 

“E’ un sito che può diventare davvero turisticamente rilevante - continua il presidente - quando sarà corredato delle necessarie infrastrutture, dalla giusta promozione e da una proposta di visita innovativa grazie al contributo degli enti museali. La nostra Fondazione, così come anche il Muse, in tutti questi anni è stata in prima linea dal punto di vista scientifico e divulgativo: ha organizzato sin dalla scoperta del sito studi, conferenze, attività didattiche e uscite sul territorio per la conoscenza e valorizzazione del giacimento, ha realizzato e preservato, con le tecnologie più moderne e in momenti diversi, calchi delle orme e digitalizzazioni, che sono ora a disposizione per il confronto e la conservazione".

 

Proprio per il loro grande significato scientifico e per il rischio di deperimento cui sono soggette tutte le piste dei Lavini di Marco, il Museo Civico di Rovereto ha provveduto all'esecuzione dei calchi e del modello digitale del terreno interessato dalle orme.

 

"La Fondazione - conclude Laezza - ha lavorato per continuare l’opera di studio e divulgazione di questi importanti reperti, invitando per conferenze pubbliche e convegni grandi esperti come il professor Ismar de Souza Carvahlo, dell'Università di Rio de Janeiro, un noto ricercatore icnologo, Padre Giuseppe Leonardi, icnologo di fama internazionale, che per primo certificò come vere “impronte” di dinosauro le serie di orme fossili scoperte alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, o ancora il professor Lorenzo Capineri dell’Università di Firenze. L’ultimo passo, il più atteso, è quello che il sito diventi un patrimonio collettivo spendibile per la promozione del nostro territorio, ed è in questa ottica che si muove il progetto dell’amministrazione, cui siamo chiamati a contribuire, e cui continueremo a dare con entusiasmo il nostro apporto”

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