Kabul, spari contro le donne afghane che manifestano contro le leggi dei talebani: “Siamo vigili, odiamo la discriminazione”
Le afghane sono tornate in piazza per protestare per i loro diritti, dopo le ultime misure restrittive e discriminatore imposte dai talebani, che hanno bloccato la manifestazione, sparando in aria colpi d’arma da fuoco

KABUL. “Siamo la voce degli affamati”, “siamo vigili, odiamo la discriminazione”: sono questi gli slogan delle donne afghane, tornate in piazza martedì per protestare per i loro diritti, dopo che il 26 dicembre erano state comunicate dal ministero talebano per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio le nuove misure restrittive, che hanno colpito specialmente il genere femminile.
La protesta però non è durata a lungo: i talebani hanno iniziato a sparare in aria colpi d’arma da fuoco per disperdere i manifestanti, come riporta Tolo news. Sono molti i video diffusi da alcuni media locali e dalle stesse manifestanti in cui le partecipanti al corteo scappano con il rumore in sottofondo degli spari.
Con l’ultima comunicazione infatti le donne non possono allontanarsi oltre 72 chilometri senza essere accompagnate da un parente stretto di sesso maschile. Ai conducenti di qualsiasi veicolo invece è stato imposto invece di non ascoltare musica nelle loro auto ed è stato loro vietato far salire passeggere senza hijab.
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