"Ancora una volta per le donne non ci sono i soldi, per le armi sì", indetto uno sciopero il 9 marzo per i diritti delle lavoratrici
La Cgil Belluno ha indetto uno sciopero per il 9 marzo per la difesa dei diritti delle donne. Allo sciopero aderiranno il comparto scuola e tutto il settore del commercio, mentre per gli altri settori del privato e del pubblico impiego, ad esclusione dei trasporti, Cgil aderirà allo sciopero proclamato dai sindacati autonomi

BELLUNO. Otto ore di stop al lavoro in nome della tutela delle donne. “I fatti ci dicono che i loro diritti arretrano nel nostro Paese”, afferma Denise Casanova, segretaria Cgil Belluno che ha proclamato lo sciopero per la giornata del 9 marzo, in concomitanza con la giornata internazionale della donna.
Tre i temi al centro dell’attenzione: congedi, divario salariale e il disegno di legge stupri. “Rispetto ai congedi - sottolinea Casanova - la proposta sul congedo parentale obbligatorio per gli uomini, per 5 mesi retribuito al 100% come per le donne, non è passata per pochi voti, dicendo che mancano le coperture economiche. Ancora una volta, per le donne non ci sono i soldi, per le armi sì”.
C’è poi l’annoso tema del divario salariale, rispetto al quale Casanova parla di “molte perplessità” nel recepire la Direttiva europea sulla trasparenza. “Tale direttiva - spiega - si basa su due strumenti principali: la trasparenza delle retribuzioni sia prima dell’assunzione, collegata alla proposta occupazionale, sia sui livelli retributivi medi delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro. L’operazione trasparenza, però, fallisce in partenza nel decreto in discussione in parlamento, perché non riguarda elementi della retribuzione come superminimo e straordinari, che incidono sulle disparità, ed esclude inoltre un'ampia gamma di lavori a prevalente manodopera femminile”.
Infine, il Ddl stupri: qui il problema, secondo il sindacato, sta nel concetto di dissenso su cui si concentra il testo approvato alla Camera, più che su quello di consenso della donna. “Il nuovo testo - è la conclusione di Casanova - rende più difficile il riconoscimento della violenza sessuale, in particolare nei casi in cui la persona offesa è in condizione di shock, paura, paralisi emotiva o incapacità di reagire, finendo per imporre alla donna l’onere di provare il proprio dissenso. L'iter proseguirà al Senato, ma contro questo ribaltamento di senso ci sarà una manifestazione nazionale a Roma cui aderiremo”.
Allo sciopero aderiranno il comparto scuola con la Flc Cgil e tutto il settore del commercio con la Filcams Cgil. Per gli altri settori del privato e del pubblico impiego, ad esclusione dei trasporti, Cgil Belluno aderirà allo sciopero proclamato dai sindacati autonomi.
“Questa mobilitazione - aggiunge Alberto Chiesura, segretario Filcams Cgil Belluno - si colloca a pieno titolo all’interno della vertenza di categoria per l’umanità del lavoro, il cui obiettivo è azionare tutte le leve a nostra disposizione per rimettere al centro la qualità del lavoro e la dignità dei lavoratori. Un impegno che si concretizza con una sempre maggiore attenzione non solo alle condizioni di lavoro, salariali e normative, ma anche in tema di diritti civili, sociali e umani”.
Il giorno successivo, per approfondire questi stessi temi Cgil, Cisl e Uil Belluno hanno inoltre organizzato un convegno presso il Centro Giovanni XXIII, alle 18. Entreranno nel merito del Ddl stupri e della direttiva europea sulla parità salariale gli avvocati Eleonora Secco e Stefano Zoccarato, esperti in diritto del lavoro, ed Esmeralda Rizzo, esperta in politiche di genere.












