"Che sia l’aborto, il voto, il velo, siamo sempre sotto attacco". La protesta delle femministe per una piazza "per la libertà": "In città? Un solo consultorio pubblico"
Si è tenuta in piazza Cesare Battisti la manifestazione "Aborto libero, sicuro, gratuito", per esprimere solidarietà anche alle donne iraniane. Nudm:"In Italia assistiamo a un rilancio della triade 'Dio, patria e famiglia'. La destra conservatrice strumentalizza la violenza sulle donne e vuole rafforzare il controllo sui nostri corpi e sulla nostra sessualità"

TRENTO. "Che sia l’aborto, il voto, il velo, i nostri vestiti siamo sempre sotto attacco e quindi questa vuole essere una piazza dedicata alla libertà che pretendiamo, al rispetto che vogliamo, alla sicurezza che necessitiamo". E' chiaro il messaggio lanciato dalle femministe di Non una di meno, presenti oggi in piazza Cesare Battisti per la manifestazione "Aborto libero, sicuro, gratuito", la prima a seguito delle elezioni politiche del 25 settembre che hanno visto la vittoria della destra. Ma la piazza grida anche a gran voce solidarietà per le sorelle iraniane.
"Siamo furiose perché la nostra libertà di scelta è messa ancora più sotto attacco da venti reazionari - aggiungono le attiviste di Nudm - anche in Italia assistiamo a un rilancio della triade 'Dio, patria e famiglia', declinata nelle forme più sessiste, razziste, omolesbobitransfobiche e abiliste, che impone rigidi ruoli di genere e assegna alle donne il compito della riproduzione e della crescita della nazione bianca, patriarcale e eterossessuale".

In centinaia in piazza per difendere il diritto all'aborto, sancito dalla legge 194/1978. "I consultori pubblici sono stati progressivamente ridotti, dagli anni '70 ad oggi: sono adesso molto meno di un consultorio ogni 20.000 abitanti. In città a Trento ne abbiamo uno solo per tutte. Non si investe sull'educazione sessuale e affettiva e sulla contraccezione gratuita".

Nudm scende in piazza per la prima volta dopo le elezioni, "perché non vogliamo un patriarcato conservatore, e non ci accontentiamo di un patriarcato democratico. La destra conservatrice strumentalizza la violenza sulle donne per portare avanti politiche razziste e vuole rafforzare il controllo sui nostri corpi e sulla nostra sessualità. Ci impone la maternità e il lavoro di cura in cambio di briciole".
L'accusa però non guarda soltanto a destra: "La sinistra che dovrebbe farsi portatrice delle istanze dal basso si presenta vuota e borghese, altezzosa e distante dalle persone, dai corpi, dai diritti. Noi non ci riconosciamo nelle istituzioni che ci vogliono zitte e ubbidienti. Scendiamo in piazza perché a questa crisi corrisponde un aumento incessante dei femminicidi, degli stupri, della violenza maschile contro le donne, della violenza omolesbobitransfobica e della violenza razzista".

La protesta si svolge non a caso a pochi giorni di distanza dal 28 settembre, Giornata internazionale per l'aborto sicuro. "Siamo furiose perché l'attacco all'aborto si rafforza in un momento di recessione, di crisi economica e sociale, estremizzata dalle conseguenze di una guerra che riduce i salari con l'inflazione, alimenta la crisi energetica, ci impoverisce e ci rende più ricattabili".
Proprio in queste ore l'Aifa stava discutendo se rendere gratuito l'accesso alla contraccezione ormonale per tutte le persone sotto i 25 anni, una proposta che però è forse saltata stata rimandata un prolungamento dell’istruttoria che va già avanti da mesi. "Questo non potrà che colpire per prime le fasce già più a rischio, più deboli e marginalizzate. In alcune regioni è già possibile accedere gratuitamente a questi dispositivi, quindi chiediamo a gran voce che anche qui in Trentino si apra il dibattito su ciò e si renda gratuita la contraccezione. Quando decidiamo di abortire, siamo stigmatizzate e colpevolizzate e il percorso per accedere all'Ivg diventa più difficile".
Le femministe gridano alla piazza di voler difendere libertà e diritti per tutte le donne: "Vogliamo la libertà di decidere sul nostro corpo, vogliamo che l'attenzione alla vita sia attenzione all'autodeterminazione per tutte le persone. Lo vogliamo per noi stesse ma oggi più che mai lo vogliamo per le nostre sorelle iraniane, afghane, curde, ucraine, siriane, palestinesi e per tutte quelle donne che tutti i giorni si trovano ad affrontare regimi che rendono invisibili i loro, i nostri, corpi. Il nostro corpo, soprattutto con la deriva fascista che stanno prendendo i governi nel mondo, diviene campo di battaglia per la libertà".











