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A Fornace la cava diventa un teatro per una sera (FOTO): ''Il porfido è un patrimonio di importanza centrale per la nostra comunità e si unisce all'arte''

Il progetto vuole valorizzare le cave per un'unione tra le arti. Il sindaco di Fornace, Mauro Stenico: "Una prima edizione per poi prevedere un calendario di appuntamenti da riproporre ogni anno. La cava di porfido diventa così una nuova occasione di turismo: siamo orgogliosi di poter raccontare la nostra comunità anche attraverso questa proposta"

Pubblicato il - 21 settembre 2022 - 18:46

FORNACE. La cava di porfido come suggestivo scenario d’eccezione, una performance di musica antica a raccontare l’appassionata vicenda di Tancredi e Clorinda, i sapori di vini e prodotti locali a suggellare il legame con il territorio. Sono questi gli ingredienti che compongono "Musica che fuor di vena spiccia", l’evento musicale andato in scena martedì 20 settembre e realizzato in collaborazione tra Comune di Fornace, il neonato consorzio turistico C.O.Piné e l’associazione di formazione musicaleVox Cordis”, realtà culturale del territorio impegnata nella diffusione e valorizzazione della musica antica.

La serata si è aperta con la degustazione dei prodotti locali proposta dai produttori dei Cembrani doc, poi è stato il tempo di ammirare le suggestioni del contesto valorizzate dai giochi di luce al calar della sera per attendere l’inizio dello spettacolo musicale in stile rappresentativo dedicato alla nota vicenda bellico-amorosa tratta dalla Gerusalemme Liberata e dei madrigali del settimo libro del magnificentissimo compositore Claudio Monteverdi.

 

Una serata all’insegna della musica antica inserita all’interno di un contesto che amplifica l’espressione coinvolgente e passionale e “fuor di vena spiccia”. Mediante la valorizzazione dello scenario cava si intende promuovere, per il tramite dell’arte, un ambiente che per sua natura è sempre stato considerato un luogo deputato esclusivamente al faticoso lavoro manuale. Il progetto comporta una parziale modifica del contesto ospitante, che nell’ideale comune appare molto lontano da qualunque forma di espressione artistica.

 

“Il porfido rappresenta un patrimonio di importanza centrale per la nostra comunità, fonte di lavoro e di prestigio nazionale e non solo, ma che in questa particolare occasione – commenta Mauro Stenicosindaco di Fornace – darà vita a un teatro naturale aperto all’arte, dimostrando così il possibilissimo connubio tra una pietra pregiata e la cultura. L’arte del porfido si unirà a suo modo a quella che per secoli fu considerata da filosofi e intellettuali come una delle massime arti liberali: la musica. Siamo orgogliosi di poter raccontare la nostra comunità anche attraverso questa proposta”.

In questo senso nell’ottica del lavoro di rete si è instaurata una collaborazione tra le imprese locali del porfido, l’amministrazione comunale, C.O.Piné e l’Associazione culturale Vox Cordis, allo scopo di unire, in vista di un fine comune, realtà caratterizzate da competenze e ruoli diversi.



"La musica, regina delle arti, è il potente mezzo che si è scelto per valorizzare la cava. E' una musa e rappresenta la principale forma di espressione - aggiunge Mauro Cristelli, direttore artistico di Vox Cordis - che beneficia delle caratteristiche acustiche di tale contesto, l’ambiente inoltre offre la possibilità di esaltare le emozioni che la musica, come linguaggio degli affetti, esprime in maniera naturale".

L’opera proposta rappresenta il fulcro nodale di un trapasso epocale tra Rinascimento e Barocco, tra il secolo della musica vocale pura e quello della vocalità concertante, con strumenti in funzione d'accompagnamento ma con identità melodica autonoma. Una musica non più dunque concepita secondo astratti schemi di pensiero, bensì confrontata e regolata dagli spiriti della parola.

 

Al centro dello spettacolo “Musica che fuor di vena spiccia” il combattimento di Tancredi e Clorinda, steso su alcune ottave tassesche, offre esempi illustri dello stile 'concitato' e dell'aderenza al testo di Monteverdi. Tutto trova immediato riscontro nella parola: i preliminari del duello, il movimento del cavallo, gli accenti aspri della singolar tenzone, lo sfinimento, l'ira, la ripresa delle ostilità sino al loro compimento estremo, la finale amara sorpresa, lo scoramento, il trapasso della convertita Clorinda verso un intravisto cielo beatifico. Novità dell'espressione e novità dello stile, ovvero di contenuto e forma, e che si pone alla confluenza di futuri sviluppi storici.

"L’evento, concepito come una prima edizione per poi tradursi in un calendario di appuntamenti da riproporre ogni anno con proposte rinnovate, diventa così una nuova occasione di turismo attraverso la valorizzazione di un prodotto che, per tradizione, segna l’immagine e la storia a livello nazionale e internazionale. Il tutto valorizzando il singolare accostamento alla musica barocca, il mezzo per coinvolgere e avvicinare un ampio pubblico grazie alla sua stessa bellezza e all’innovazione del contesto in cui viene eseguita", conclude Stenico.

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