Teatro e salute mentale si intrecciano per rileggere la "diversità": spettacoli, mockumetary e talk show all'evento "Aria Fritta, Visioni (s)convenienti"
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il 10 ottobre, all'Auditorium Melotti di Rovereto si terrà un fitto programma tra spettacoli e incontri di sensibilizzazione, dedicati a studenti e alla cittadinanza per parlare di salute mentale benessere della comunità

ROVERETO. Teatro e salute mentale si intrecciano per spingere la cittadinanza a guardare con occhi diversi questo bene comune che da vissuto individuale diventa esperienza e responsabilità collettiva, di cui prendersi cura.
E' questo lo scopo dell'evento “Aria Fritta. Visioni (s)convenienti sulla salute mentale”, organizzato dal Centro di Salute Mentale di Rovereto, insieme al Comune di Rovereto, Compagnia della Nuvole e il Centro Didattico MusicaTeatroDanza in occasione del 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale.
"Ci siamo resi conto che era importante, considerati gli obiettivi, porsi all'esterno in una maniera adeguata - dicono gli organizzatori - con un 'etica scenica' che non rappresentasse il disagio, mentale o altro, in maniera stereotipata, pietistica o manipolatoria. In questo senso eravamo convinti che, anche sulla base delle precedenti esperienze e sugli esperimenti fin qui fatti, saremo riusciti a raggiungere un’immediatezza ed un’ originalità del gesto e della parola che ci avrebbero permesso di realizzare un prodotto esteticamente valido e interessante. Abbiamo voluto dare una rilettura della 'diversità' nel senso di differente sensibilità e abilità, che si pone alla pari di altre esperienze di produzione di audiovisivi".
“Aria Fritta. Visioni (s)convenienti sulla salute mentale”
L’evento che si terrà lunedì 10 ottobre 2022, è suddiviso in due momenti, entrambi iscritti nella cornice dell’Auditorium F. Melotti di Rovereto: la mattina sarà dedicata a studenti e studentesse delle scuole superiori e la serata aperta a tutta la cittadinanza.
Il programma completo
Dalle 10.00 alle 12.30 – per le scuole:
- Accoglienza e proiezione del mockumentary “Aria Fritta”;
- Si apre il confronto con gli studenti, guidato dallo psicologo e psicoterapeuta Raffaele Ettrapini, che da anni segue bambini, adolescenti e le loro famiglie in progetti scolastici e comunitari. Va in scena la Compagnia Instabile del Servizio di Salute mentale di Trento, con un estratto del loro spettacolo “Tutta colpa del litio”;
Dalle 20.45 – accesso libero alla cittadinanza:
- Conduce la serata Massimo Cirri, psicologo e conduttore radiofonico di Caterpillar su Radio2.
- Proiezione del mockumentary “Aria Fritta”
- “Talk show” con la partecipazione e l’intervento di alcuni membri dei gruppi di teatro dei Centri di Salute Mentale di Rovereto e Cles, della Compagnia Instabile di Trento, della Compagnia Laboratorio Metamorfosi di Brescia.

Il progetto teatrale
“Aria Fritta “ è il risultato di un progetto, nato dalla collaborazione tra centro didattico musicale nella persona del regista Enrico Tavernini e il laboratorio di teatro del centro diurno del servizio di salute mentale di Rovereto. Questa collaborazione è quasi ventennale e nel 2018 ha visto la realizzazione di una web serie chiamata “Pillole”, storie “compresse” divertenti e giocose per raccontare il tema dell’amore in chiave ironica e poetica, un modo diverso per mettere in scena l’esperienza degli utenti e andare oltre lo stigma.
Nel 2021 il gruppo di teatro si è incontrato settimanalmente e ha dato vita alla storia di “Aria fritta”, la storia di Inec C. Polloni.
La sceneggiatura: Teodoro, un uomo di mezza età, scopre casualmente tra gli incartamenti del suo defunto zio Ugo, che una bambina, già allieva dello Zio in Vallarsa, negli anni ‘60 aveva addomesticato una talpa. La cosa ha dell’incredibile, se nonché si aggiunge a questa strana cosa un’altra cosa ancora più sorprendente: la talpa aveva dimensioni gigantesche.
Arrivata in Vallarsa nel 1961, all’età di 6 anni, in affido a una famiglia locale a seguito della perdita dei suoi genitori, la bambina, aveva subito dato segno di avere ( e qui le interviste danno opinioni controverse e contrastanti) poteri straordinari, ma anche comportamenti assai insoliti. Aveva per esempio un ossessione per le cipolle. Grazie al “potere delle cipolle” come lo chiamava lei, sembra che fosse capace di far scappare un Orso, o guarire una gamba ferita. Circostanza singolare e confermata da più fonti è che ogni qual volta faceva le sue magie: “si sentiva come uno sfrigolio di soffritto e un forte odore di fritto nell’aria”, tant’è che in valle era diventata nota come Aria Fritta.
Ovviamente una figura così anomale e controversa in una valle piuttosto chiusa ai tempi, aveva dato scandalo e dopo le scuole elementari, Ines, C. Polloni, così si chiama l'eroina, era stata messa in collegio a Padova, dove non è dato sapere che cosa sia potuto accadere. Ma, dal 1975 al 1983, Aria Fritta è di nuovo in Vallarsa, dove con i suoi bizzarri rituali naturalistici, dà scandalo. Pratiche insolite e curiose questi rituali constano ad esempio nel correre in mutande e reggiseno nel bosco, urlando: “Cipolla! cipolla! cipolla!” ; o nel vestirsi con un bizzarro costume da supereroina, per introdursi furtivamente nelle case della gente per sostituire la carne in frigo con prodotti vegetali.
La video inchiesta di Teodoro, rintraccia testimoni e ricostruisce così diversi episodi strani e stravaganti che testimoniano, se non la presenza della prima supereroina delle Alpi, certamente le azioni eccentriche di un’ ambientalista ante litteram, donna emancipata e capace, forse fino all'eccesso, di portare avanti i suoi ideali e il suo amore per l’ambiente.
Il mockumentary
Da qui è nata l’idea di di realizzare un mockumentary, un audiovisivo (di circa 30/40 minuti) con le modalità narrative e visive di un documentario, ma che racconta una storia da noi inventata. Il risultato è stato un ibrido tra documentario e fiction.
Gli obiettivi del progetto erano molti. Innanzitutto quello di raccontare una piccola, straordinaria storia; quella di una persona dal comportamento insolito, spesso incomprensibile, a volte misterioso e inquietante, ma che porta con sé anche delle risorse straordinarie. Abbiamo voluto trattare intrinsecamente il tema delle diversità e del disagio, con un taglio ironico e poetico, per permettere allo spettatore di avvicinarsi a un mondo sommerso e a molti sconosciuto, sul quale pesano i pregiudizi e lo stigma.
Un secondo obiettivo era quello di aprire il progetto alla cittadinanza ed associazioni del territorio, per creare un gruppo di lavoro misto, composto sia da pazienti del Centro di Salute Mentale, ma anche da persone interessate al progetto che potevano partecipare alla finzione nel ruolo di se stessi, come attori o con funzioni di supporto tecnico, logistico o umano.
"Questo ci permetteva di utilizzare al meglio le risorse economiche già impegnate dall’azienda sanitaria sul progetto di teatro - spiegano gli organizzatori - al fine di renderlo uno strumento di sensibilizzazione per promuovere il benessere collettivo e valorizzare la preziosa esperienza fatta in questi ultimi anni con il gruppo teatro".
“Aria Fritta” è la prima supereroina delle Alpi e dietro la videocamera si sono avventurati, utenti, operatori, liberi cittadini; abbiamo avuto anche la comparsa del presidente del Mart Vittorio Sgarbi, nella vesta di critico di un’opera d’arte rappresentante la nota Ines C. Polloni. Le scene sono state girate al servizio di salute mentale ma gran parte sul territorio cittadino e limitrofo, coinvolgendo musei, teatri (Mart, teatro Zandonai, Museo degli usi e costumi della Vallarsa).
L’obiettivo della serata è quindi quello di parlare di salute mentale ma intesa come un benessere della comunità che riguarda ognuno di noi e di come il teatro possa essere essere uno strumento efficace sia per chi recita che per chi guarda.














