"Sveglie all'alba e scarpinate con l'attrezzatura in spalla". Il dietro le quinte di "Falegnami in alta quota", la coordinatrice di produzione: "Set bellissimo ma complesso"
La serie Dmax è andata in onda in prima tv assoluta da mercoledì 15 marzo per seguire i fratelli falegnami trentini Curzel e i loro cantieri "impossibili e spettacolari". L'intervista a Bassi: "Set bellissimo, ma complesso, dovendo girare in quota. Tanta la fatica ma anche tantissime risate, tra imprevisti e lunghe giornate sui cantieri"

TRENTO. "Sveglie all'alba, cene notturne, scarponi ai piedi tra imprevisti, elicotteri e lunghe giornate in cantieri spettacolari". Con queste parole la giovane coordinatrice di produzione Alessandra Bassi riassume ciò che è stato il set di "Falegnami ad alta quota", la serie Dmax andata in onda in prima tv assoluta da mercoledì 15 marzo.
E' un dietro le quinte particolare quello di questa serie, che ha seguito di nuovo (dopo il successo della prima stagione) i fratelli Curzel, falegnami trentini capaci di rendere possibile l'impossibile tra pericoli e tempi strettissimi, con le nuove ristrutturazioni di rifugi ed edifici costruiti sempre più in alto.

Il bivacco "Buffa di Perrero", incastonato nella roccia a 2.760 metri sul monte Cristallo (che custodisce memoria di vicende legate alla Prima Guerra Mondiale), la nuova tettoia per il rifugio "Capanna Piz Fassa", a 3.152 metri sulle Dolomiti, e l'intervento alla torre del Castello sulla Rocca di Arco sono solo alcune delle ristrutturazioni "impossibili" dei due falegnami trentini.
Accanto a loro si sviluppa però una storia parallela, quella del lavoro fondamentale della troupe e della sua regista, Katia Bernardi, impegnati nelle riprese. "Eravamo un bellissimo gruppo, molto affiatati - racconta Bassi -. Sempre con gli scarponi ai piedi, considerano i luoghi dove abbiamo girato. Certi set sono più impegnativi di altri e a quote così alte non è semplice gestire tutto come a valle".

Su 9 mesi di riprese in totale (da giugno a febbraio scorso) sono state 3 le settimane girate in alta quota, in estate, prima per il bivacco sul Cristallo poi sul Piz Boè. "Non è stato semplice considerando la variabilità delle condizioni metereologiche in alta montagna - prosegue la coordinatrice di produzione -. Siamo stati costretti più volte a dover interrompere tutto perché stava arrivando un temporale. In alcune occasioni siamo stati portati su con l'elicottero. In altre però siamo andati a piedi, come sul Piz Boè, con tutta l'attrezzatura appresso, con camere, luci, droni e batterie in spalla. Possiamo dire che abbiamo scarpinato tanto, ma eravamo tutti amanti della montagna".
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L'imprevedibilità è sicuramente la peculiarità di questa serie. "Sul monte Cristallo per esempio una parte di troupe ha dormito in tenda per seguire i lavori. Sono stati aiutati ad accamparsi grazie all'intervento degli Alpini, mentre la regista seguiva le riprese e coordinava da valle". Non sono mancate poi le disdette, le lunghe attese per tempistiche burocratiche.
"La nostra sveglia era spesso all'alba, anche alle 4-5 del mattino - aggiunge Bassi -. Abbiamo girato tutto il Trentino. E' stato importante stare più giornate sullo stesso cantiere. Molte volte mangiavamo tutti insieme a ore tarde, tra stanchezza, sonno ma soprattutto grandi risate".

Quattro le donne nel team, a partire dalla regista: "Eravamo poche nella troupe ma è stato importantissimo supportarci - conclude -. Le ragazze che lavorano nel cinema e nella produzione purtroppo sono ancora una nicchia".
La serie è una produzione EiE film per Warner Bros. Discovery, realizzata con il sostegno della Trentino Film Commission.


















