Contenuto sponsorizzato

"Vivere la quotidianità affrontando un passo alla volta", la storia di due donne che hanno combattuto la battaglia contro il tumore al seno: "Bisogna sempre essere ottimiste"

L'Azienda sanitaria dell'Alto Adige racconta le storie delle 48enni Monica Ria e Fiorina Costanzo. Entrambe hanno scoperto di avere il cancro nei primi mesi di quest'anno. Operate, ora hanno iniziato le cure ormonali. Alle donne che devono affrontare un tumore al seno consigliano "di non affidarsi a ciò che si legge sul web perché ogni percorso è diverso. Inoltre è importante, il fattore psicologico, il modo in cui si affronta la malattia"

Di S.M. - 08 dicembre 2023 - 18:17

BOLZANO. “Provare a vivere la quotidianità facendo un passo alla volta”. E' il consiglio di due donne che hanno affrontato le cure contro il tumore al seno.

 

Loro sono Monica Ria e Fiorina Costanzo, 48enni di Bolzano, compagne di scuola e amiche di vecchia data. Le loro storie sono raccontate dall'Azienda sanitaria dell'Alto Adige.

 

Entrambe hanno sempre eseguito i controlli preventivi. “Faccio la mammografia ogni anno e non ho mai avuto problemi – racconta Monica. - Poi, a marzo 2023, ho scoperto di avere un “piccolo ospite” indesiderato nel seno destro. Il giorno dopo, ho fatto la biopsia ed è risultato che il nodulo era una formazione maligna”.

 

Diversa la situazione di Fiorina, che era già da molti anni sotto controllo medico: “Faccio visite regolari sin da quando avevo 20 anni – spiega, - per via della conformazione del mio seno e anche per la presenza in famiglia di casi simili al mio. Dapprima, facevo solo la visita senologica poi, con il passare degli anni, si sono aggiunte la mammografia e l’ecografia. A inizio anno, anche a me hanno trovato un nodulo con una conformazione irregolare e, nello stesso giorno, all’ospedale di Bolzano mi hanno fatto l’agoaspirato che, però, non ha dato esito – continua Fiorina –. Pertanto, mi sono dovuto sottoporre a una biopsia, risultata negativa. Per fortuna, Beatrice Pedrinolla, la dottoressa dell’Azienda sanitaria che mi aveva visitata, non era convinta di quel risultato. Così, a fine marzo, ci siamo riviste per una seconda biopsia e, questa volta, l’esito è stato di un carcinoma mammario al terzo stadio”.

 

Diversa è stata la loro reazione alla scoperta del cancro.

 

Sapere di avere un tumore al seno è stato strano perché, in precedenza, credevo che sarei crollata di fronte a una cosa simile – rivela Monica –. Invece, quando mi hanno comunicato l’esito della biopsia, è stato come guardarsi in terza persona. Era come se quella diagnosi non riguardasse me. Questo perché forse si pensa di essere sempre invincibili e che certe cose non possano mai succedere a noi. Dopo, però, quando ho iniziato ad elaborare la situazione, ho iniziato a preoccuparmi e a chiedermi che cosa sarebbe successo. Per fortuna, sono una persona ottimista e cerco di affrontare le cose prendendole dal lato positivo e, alla fine, l’ho vissuta come un’esperienza e non una tragedia” aggiunge.

 

Ricevere la notizia è stato molto destabilizzante – racconta invece Fiorina. - Per questo motivo, appresa la diagnosi, ho chiesto alla mia amica di entrare per evitare che mi sfuggisse qualche informazione importante tra quelle che mi stava dando la dottoressa. È stato spiazzante perché non è una cosa facile da digerire e, avendo avuto dei casi simili in famiglia, sapevo perfettamente a cosa sarei potuta andare incontro”.

Per entrambe, il percorso di cura è stato quasi del tutto simile, a parte il fatto che Fiorina ha dovuto sottoporsi a una seconda operazione al seno poiché erano ancora presenti tracce tumorali. “L’attesa dell’intervento è stata come vivere in un limbo. A casa ho cercato di affrontare la cosa da sola, senza gravare su chi ho accanto. Il mio unico pensiero è stato “fallo per la tua bambina” – ricorda Fiorina. - Più che per me, infatti, ero preoccupata su ciò che potesse provare mia figlia e, appena ci pensavo, partivano le lacrime”.

Sono andata alla Senologia dell’ospedale di Bolzano per fare visite, prelievi ed esami. L’otto giugno scorso, poi, sono stata operata. Prima dell’intervento ero ansiosa ma semplicemente perché volevo chiudere i conti con il tumore il prima possibile – aggiunge Monica –. Erano tutti spaventati tranne me e mi è capitato persino di consolare un’amica in lacrime per via di ciò che stavo passando”.

Successivamente, entrambe si sono sottoposte a un ciclo di radioterapia di quattro settimane, per poi intraprendere una cura ormonale seguite dalla dottoressa Paola Orrù del Servizio di radioterapia. “E' una persona competente, squisita e con un’umanità rara - affermano entrambe. - L’esperienza con medici, operatori e operatrici è stata eccezionale. Ci siamo sempre sentite accompagnate in questo percorso di guarigione”.

 

Attualmente, entrambe hanno iniziato una cura ormonale che durerà per i prossimi cinque anni.

 

Alle donne ammalate di tumore al seno che devono affrontare lo stesso percorso Monica e Fiorina consigliano “di non viaggiare troppo con la testa e di non affidarsi a ciò che si legge sul web perché ogni percorso è diverso. Inoltre, il fattore psicologico, il modo in cui affronti la malattia, è un aspetto fondamentale. Pertanto, bisogna essere sempre ottimiste. E' bene provare a vivere la quotidianità facendo un passo alla volta”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
28 febbraio - 19:02
Le parole del vice-presidente della Comunità del Garda, Filippo Gavazzoni, mentre il Benaco raggiunge il livello di altezza idrometrica nel Garda [...]
Cronaca
28 febbraio - 20:18
Complicatissimo l'intervento dei vigili del fuoco di Madonna di Campiglio, considerato che la vettura si trovava su terreno innevato e in bilico [...]
Cronaca
28 febbraio - 19:19
Una buca di circa 40 centimetri di diametro si è aperta improvvisamente quest'oggi: la piccola rottura nell'asfalto è dovuta [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato