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| 19 lug 2024 | 11:59

Banco Alimentare: ridotto l'affitto della sede a Trento ma è sempre più difficile raccogliere cibo. Duilio Porro: "Necessario trovare interlocutori che ci supportino"

Il Banco alimentare del Trentino Alto Adige aderisce alla rete nazionale e i magazzini di Trento e Bolzano servono a stoccare e a distribuire principalmente cibo a lunga conservazione. Il presidente Duilio Porro: "Vogliamo continuare a garantire il servizio offerto ma le donazioni sono calate e la raccolta degli alimenti è sempre più difficile: necessario un supporto per creare contatti con le aziende locali e le catene del settore agroalimentare"

Banco Alimentare: ridotto l'affitto della sede a Trento ma è sempre più difficile raccogliere cibo

BOLZANO. Sono circa 20 mila le persone che, nel corso del 2023, hanno usufruito di aiuti alimentari Trentino Alto Adige: nel dettaglio circa 10 mila quelle in provincia di Trento e 9 mila in quella di Bolzano.

 

A giocare un ruolo fondamentale a tal proposito è il Banco alimentare regionale, associazione con sede principale a Trento e un'altra operativa a Bolzano che con la sua attività risponde alla domanda di cibo da parte di persone bisognose attraverso la raccolta e la distribuzione di generi alimentari, che arriva anche in alcune zone della provincia di Vicenza e di Belluno.

 

Attivo dal 2003, anno in cui è stato costituito, dal 2008 ha inoltre aderito alla rete dei ventuno banchi alimentari che operano in Italia: nello specifico, i magazzini regionali servono a stoccare e distribuire principalmente derrate a lunga conservazione.

 

Inoltre, nel campo della prevenzione e recupero delle eccedenze alimentari e dei prodotti freschi, è anche operativo con il progetto “Siticibo” a favore di strutture caritative di tutto il territorio locale e che rifornisce le quasi 100 organizzazioni e associazioni che lo scorso anno, come detto, hanno aiutato migliaia di persone.

 

Nei giorni scorsi, i rappresentanti del Banco Alimentare hanno incontrato il mondo politico provinciale sia a Bolzano che a Trento, per diverse ragioni.

 

Durante l'incontro con l'assessora provinciale di Bolzano alla coesione sociale Rosmarie Pamer, volto ad un confronto sull'attività dell'associazione, ad emergere sono stati sia i punti di forza ma anche le difficoltà che il servizio si trova quotidianamente a dover fronteggiare.

 

"Ho sperimentato di persona, al Banco in val Passiria, quanto sia prezioso e importante questo tipo di volontariato: il Banco alimentare mette in atto un aspetto di condivisione sociale e, allo stesso tempo, pratica la sostenibilità assicurando che il cibo non vada buttato, così da ridurre gli sprechi", ha dichiarato Rosmarie Pamer specificando: "Durante l'incontro sono stati affrontati temi importanti tra cui la difficoltà nel reperire i prodotti, incentivare le donazioni, aumentare la capacità di raccolta, incrementare l’accesso al Fondo di aiuti europei agli indigenti e all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura con il supporto alle associazioni da parte del Banco regionale e, infine, creare reti di collaboratori locali".

 

Per quanto riguarda la provincia di Trento, per l'associazione è arrivata invece un'importante novità: la Giunta provinciale ha dato infatti indicazione a Patrimonio del Trentino, proprietaria della struttura di via Innsbruck dove si trova la sede di Banco Alimentare, di ridurre il canone di locazione di una quota significativa, operazione che garantirà all'associazione un margine economico maggiore per le varie attività.

 

Durante l'incontro con il consiglio direttivo, al quale ha partecipato anche il presidente dei Patrimonio del Trentino Andrea Maria Villotti, l'assessore Simone Marchiori ha spiegato: "La decisione di abbattere la quota di affitto è arrivata grazie alla normativa provinciale che prevede per le associazioni di volontariato di contenere le spese di locazione nel caso in cui le sedi siano ospitate in immobili pubblici di proprietà della Provincia o dei suoi enti strumentali e credo che questo sia un impegno necessario, nell'anno in cui Trento è Capitale europea del volontariato, per testimoniare la vicinanza della politica e delle istituzioni ai volontari che non solo fanno un'opera meritoria nei confronti del prossimo, ma che riescono così a dare un senso compiuto alla nostra Autonomia".

 

A commentare la decisione, intervistato da il Dolomiti, è il presidente del Banco Alimentare del Trentino Alto Adige Duilio Porro che sottolinea: "La riduzione del canone di affitto è una bellissima notizia perchè rappresenta per noi una boccata d'ossigeno e un valore aggiunto per la nostra attività di food raising interna, ma anche per sostenere i costi dei numerosi veicoli di trasporto attivi sul territorio e delle persone che si affiancano quotidianamente ai numerosi volontari operativi".

 

Duilio Porro fa poi il punto della situazione sull'attività svolta quotidianamente, ma anche sulle difficoltà che l'associazione si trova ad affrontare.

 

"Oltre al nostro evento principale che è la colletta alimentare organizzata a novembre, è fondamentale per noi tenere rapporti quotidiani con i supermercati e le catene del settore agroalimentare – spiega il presidente dell'associazione – ma è sempre complicato dare continuità a tutta l'attività, anche anche alla luce della sempre maggiore consapevolezza delle persone sul tema dello spreco, aspetto sicuramente positivo, ma che ha ridotto di molto le donazioni che riceviamo: è quindi necessario trovare degli interlocutori che ci supportino per creare contatti con le aziende locali, nell'ottica di garantirci un maggiore aiuto".

 

Tra gli obiettivi futuri del Banco alimentare c'è sicuramente quello continuare a garantire efficientemente il servizio offerto, aiutando sempre più persone bisognose anche in particolari frangenti e garantendo maggiore varietà di prodotti: "Vogliamo continuare a far fronte anche ad ulteriori richieste straordinarie che ci possono arrivare, come è avvenuto nel caso delle molte persone arrivate in Trentino a causa dello scoppio della guerra in Ucraina, e provare a garantire prodotti alimentarti vari durante tutto il corso dell'anno. Un ultimo aspetto, non secondario, è l'intenzione di accrescere la nostra valenza sul territorio anche dal punto di vista sociale: accogliendo ad esempio, come già facciamo, persone che svolgono lavori socialmente utili che poi, spesso, decidono di restare con noi".

 

 

 

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