Muore e lascia la casa in eredità al canile ma il suo amato cane Rasty rimane da solo: "Soffriva molto per la perdita del padrone, poi è arrivata Daniela"
Le volontarie di Zampa Trentina: "Alla morte del padrone Rasty è stato inserito tra i 'beni mobili' dell'uomo. Sarebbe bello che le persone sole venissero supportate da amici e familiari nella gestione di un cane e, se sfortunatamente l'umano se ne andasse prima dell'animale, quest'ultimo non venisse considerato come un impiccio, ma come la più bella delle eredità"

TRENTO. Prima di lasciare questo mondo ha deciso di mettere nero su bianco le proprie volontà, facendo sapere che avrebbe lasciato il suo appartamento di Povo al Comune di Trento, con il vincolo che quanto ricavato dalla vendita venisse donato al canile della città.
Franco Baldessari se n'è andato lo scorso giugno in maniera silenziosa, ma prima di farlo ha scelto di lasciare i suoi beni terreni a chi potesse utilizzarli per far del bene: "E così avverrà, proprio come voleva lui", scrivono dall'associazione Zampa Trentina, che sui social ha voluto raccontare la storia dell'uomo e del suo cane Rasty, rimasto improvvisamente senza padrone.
"Molto si è parlato del suo appartamento lasciato al Comune e dei suoi beni donati alla Fondazione trentina per la ricerca sui tumori, ma poco si è detto dell'eredità più importante del signor Franco: il suo cane Rasty". Si tratta di un cagnolone di cui già avevamo parlato (QUI ARTICOLO), adottato da Franco "nel momento in cui il suo precedente proprietario non poteva più occuparsene".
"Rasty era diventato la sua compagnia, erano sempre a spasso insieme e con lui il signor Franco parlava per ore. Si adoravano a vicenda - sottolineano da Zampa trentina -. Quando il signor Franco è scomparso prematuramente, sono scese in campo le vicine di casa che hanno aiutato in tutti i modi, portando fuori Rasty, dandogli il cibo e soprattutto chiamando noi, proprio per evitargli l'entrata in canile. Abbiamo trovato uno stallo per Rasty, ma la situazione non era idonea per lui perché restava troppo tempo da solo".
Un cane che era abituato a passeggiare e chiacchierare per ore con il proprio padrone e che inevitabilmente si mostrava sofferente quando rimaneva troppo a lungo da solo. Grazie agli appelli lanciati online, però, di recente "è arrivata Daniela".
"Quando le abbiamo raccontato la storia di Rasty, non è potuta restare indifferente, ha voluto conoscerlo, si è presa del tempo per riflettere e alla fine ha capito che Rasty aveva proprio bisogno di lei. Da oltre un mese Rasty vive sereno con Daniela e suo marito, oltre che con le due gatte di casa. Ogni giorno il suo sguardo è andato sempre più rasserenandosi fino a che ha capito che questa volta faceva nuovamente parte di una famiglia".
E concludono: "Noi non abbiamo conosciuto personalmente il signor Franco, ma siamo certi che dovesse avere negli occhi la stessa bontà che vediamo negli occhi di Rasty. E siamo altrettanto sicure che il suo Franco dal cielo lo ha protetto e sarà ora felice di saperlo al sicuro amato e protetto, come lo era con lui".
Dopo aver raccontato la storia di Franco e Rasty le referenti dell'associazione tengono a raccontare un altro dettaglio di una vicenda che fa (inevitabilmente) riflettere: "Rasty è stato considerato tra i 'beni mobili' del signor Franco: triste vedere che ancora oggi accadono queste cose. Un cane non è un oggetto ma un essere vivente che prova emozioni. Ha sofferto tanto per la perdita del suo papà umano. E gli oggetti non soffrono".
"Il 'problema' di Rasty è un problema comune a tante persone, anziane e non. Sarebbe bello, come per fortuna qualche volta accade, che le persone sole vengano supportate da amici e familiari nella gestione di un cane e, se sfortunatamente l'umano se ne andasse prima del cane, quest'ultimo non venga considerato come un impiccio, ma considerato la più bella delle eredità".













