"Trovato nel Parco asburgico ma nessuno capiva come fosse finito lì", storia del gatto Lares: "Dopo mesi di appelli (e di notti all'aperto) ha una casa tutta sua"
Le volontarie: "Tutti si chiedevano se fosse un randagio e come fosse arrivato là. Si è cercato fin da subito (e a più riprese) di recuperarlo, ma il micio inizialmente era molto diffidente e non si lasciava prendere". Ecco la sua storia

LEVICO TERME. E' stato trovato "all'improvviso" fra luglio e agosto negli spazi del Parco asburgico di Levico (Parco delle Terme ndr) e per lungo tempo ci si è chiesti non soltanto come fosse finito là ma anche se qualcuno lo stesse cercando. E' la storia (a lieto fine) del gatto Lares, che ora ha trovato una famiglia tutta per lui.
A raccontarla sono le volontarie che in questi mesi si sono spese per aiutare l'animale: "Tutti si chiedevano se fosse un randagio - esordiscono a Il Dolomiti -. Si è cercato fin da subito (e a più riprese) di recuperarlo, ma il micio inizialmente era molto diffidente e non si lasciava prendere".
Grazie agli appelli diventati virali sui social, il gatto bianco e nero ha cominciato a diventare "famoso" e, non a caso, nel corso dei mesi sono state davvero molte le persone che hanno collaborato per indagare e, soprattutto, per trovare una casa all'animale.
C'è chi nel tempo si è portato nel Parco asburgico di Levico per dare da mangiare al micio, chi per mettergli l'antipulci o anche solo per fargli qualche coccola: insomma, nessuno si è tirato indietro. Tantomeno le volontarie, che sono riuscite nell'intento di trovargli una famiglia, ponendo fine alle notti vissute all'aperto e, soprattutto, al freddo.

"Ora il micio, battezzato Lares dai nuovi proprietari, ha trovato una casa tutta per lui". Un nuovo e meraviglioso inizio dopo mesi difficili, che hanno però mostrato la tenacia e il grande cuore dei molti che si sono messi a disposizione per salvare l'animale.















