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Trento
27 marzo | 20:55

A Marco Bellocchio il premio Margherita Hack: "Il regista con le sue opere ha trattato temi legati alla laicità ma anche esplorato in modo critico il potere religioso"

Il Premio assegnato dell’associazione “Trentino Laica” è l’unico con il grado di ufficialità, l'autorizzazione è stata conseguita dal titolare Alessandro Giacomini, fiduciario testamentale di Margherita Hack. L'edizione 2025 al regista Marco Bellocchio

A Marco Bellocchio il premio Margherita Hack: Il regista con le sue opere ha trattato temi legati alla laicità ma anche
di Redazione

TRENTO. A Marco Bellocchio l'edizione 2025 del premio Margherita Hack. Il regista, per la commissione istituita dall'associazione "Trentino Laica", ha scelto chi  ha saputo portare laicità e impegno civile nella propria professione.

 

"Tramite le sue opere, Bellocchio, ha trattato temi legati alla laicità, tra cui il conflitto tra la Chiesa e lo Stato, la critica alla religione e alle sue interferenze nella vita pubblica", spiega Alessandro Giacomini, fiduciario testamentale di Margherita Hack. "La sua attenzione a temi sulla laicità emergono in film come Il diavolo in corpo (1986), La bella addormentata (2012) e Rapito (2023) senza dimenticare l’ora di religione (2002). Esplora in modo critico il potere religioso e le sue implicazioni morali, politiche e sociali".

Così Bellocchio è stato premiato per la sua capacità di affrontare queste tematiche in maniera intensa, usando il cinema come mezzo per interrogare le strutture di potere, la libertà individuale e le contraddizioni della società.

 

Il Premio Margherita Hack, dell’associazione “Trentino Laica”, è l’unico con il grado di ufficialità, in quanto, ciò che autorizza legalmente il trattamento dei dati è stato conseguito dal titolare Alessandro Giacomini, fiduciario testamentale (dat) di Margherita Hack, che ha autorizzato il consenso all'ente.

 

“Il suo testamento biologico è una prova delle scelte consapevoli che fece. Ancora oggi conservo con cura le sue disposizioni, le conservo con amore", aggiunge Giacomini. "Come pure la sua carta d’identità, rimasta a casa mia per l’inaugurazione del Muse, di cui successivamente sarebbe diventata la presidente onoraria, ma la sua dipartita ha interrotto l’iniziativa".

 

La sua tomba si trova nel cimitero Sant’Anna di Trieste. "Spesso, scherzando, le dicevo che sulla sua tomba scriverò il suo epitaffio: 'Qui giace Margherita Hackpeccato'. Lei rideva di gusto e mi rispondeva che 'il mio corpo tornerà a brillare chissà dove, proprio perché siamo fatti della stessa materia delle stelle e oltre la metà, proviene da quelle esterne alla nostra galassia'. Il maestro Marco Bellocchio ha conosciuto personalmente Margherita Hack, il quale ha avuto e ha una grandissima stima. Difficilmente si muove da Roma ma a questo riconoscimento non voleva mancare".

 

E chissà, se per l’occasione "non si possa mettere le basi a un progetto cinematografico diretto dal maestro Bellocchio sulla vita di Margherita Hack. Il suo inconfondibile stile audace, la sua capacità di sfidare le convenzioni ben si adatterebbe a raccontare Margherita Hack".

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