Un premio dedicato al territorio e rivolto agli enti che agiscono per il bene comune, Levico Acque lancia "Human positive": "Valorizziamo la sostenibilità"
Il premio Human Positive è un progetto promosso da Levico Acque S.B., in partnership con Arte Sella, Muse e Trentino 2060. La responsabile relazioni esterne di Levico Acque SB srl e deus ex machina dell'iniziativa, Marilì Franzoni: "Abbiamo sempre avuto ben chiaro che il ruolo di un'azienda è anche quello di preoccuparsi per il bene comune"

TRENTO. Un premio dedicato alle organizzazioni trentine che operano a favore del bene comune, della comunità e delle future generazioni. Un riconoscimento rivolto a associazioni, imprese sociali, cooperative, fondazioni, startup, società benefit e società B Corp che operano attivamente da almeno due anni in Trentino e che nel corso del 2025 abbiano realizzato attività significative in uno dei seguenti ambiti: tutela e promozione dell’ambiente, cura delle persone in condizioni di fragilità e benessere collettivo, iniziative artistiche e culturali legate al bene comune, ricerca e innovazione tecnologica responsabile. Ecco Human Positive, un progetto promosso da Levico Acque S.B., in partnership con Arte Sella, Muse e Trentino 2060.
"Crediamo che il benessere non sia un privilegio, ma una responsabilità condivisa. Crediamo che il futuro non sia un orizzonte lontano, ma una conseguenza delle scelte che compiamo oggi". Queste le prime righe del Manifesto Human Positive.
"Levico Acque ha sempre avuto ben chiaro che il ruolo di un’azienda è anche quello di preoccuparsi del bene comune", dice Marilì Franzoni, responsabile relazioni esterne di Levico Acque SB srl e deus ex machina del progetto. "La nostra acqua, che proviene dalle fonti della Valsugana e che imbottigliamo rigorosamente in vetro, è un bene di tutti, che noi vogliamo tutelare e valorizzare. Per questo abbiamo abbracciato nella nostra attività quotidiana l’attenzione per la sostenibilità, quando ancora era un tema poco diffuso".

Un'iniziativa che si inserisce nel percorso di Levico Acque. L’obiettivo del concorso, che si avvale anche della collaborazione di Trentino Marketing e Azienda per il turismo Valsugana, è quello di segnalare e divulgare i progetti più significativi per il territorio, realizzati da un’impresa sociale, un’associazione, un’azienda che si è impegnata a favore della comunità: ascoltare dalla voce di un protagonista su quali valori e con quali intenti si è concretamente svolta l’attività e come questa possa diventare un modello per altri progetti analoghi.
Il vincitore sarà premiato il 25 giugno a Levico, nel corso di un evento dedicato all’interno del Festival Trentino 2060. Il presidente della giuria è Enrico Giovannini, già Ministro del lavoro e delle politiche sociali e Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e direttore scientifico di dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS).
Gli altri componenti della giuria, sono Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica Sperimentale a Trento e già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, e Bianca Arrighini, co-founder di Factanza Media, startup creata per rendere l’informazione accessibile alle nuove generazioni.
E' possibile inviare le candidature entro il 10 maggio attraverso la piattaforma dedicata (Qui info e programma). Il valore complessivo del premio è di 15.000 euro, di cui 5.000 in forma di contributo economico, e il rimanente in valore delle azioni di comunicazione e diffusione del progetto vincitore, che sarà, come detto, premiato nel corso del Festival Trentino 2060, avrà una pagina dedicata su un quotidiano di interesse regionale, e sarà protagonista di una speciale “Etichetta Manifesto” sulle bottiglie di Acqua Levico, per una diffusione su una audience generale stimata in 500.000 visualizzazioni.
Un punto con Marilì Franzoni, responsabile relazioni esterne di Levico Acque SB srl.
Come è nato il Manifesto e quale è il percorso che ha portato Levico Acque a promuovere un Premio?
Levico Acque ha sempre avuto ben chiaro che il ruolo di un’azienda è anche quello di preoccuparsi del bene comune. La nostra acqua, che proviene dalle fonti della Valsugana e che imbottigliamo rigorosamente in vetro, è un bene di tutti, che noi vogliamo tutelare e valorizzare. Per questo abbiamo abbracciato nella nostra attività quotidiana l’attenzione per la sostenibilità, quando ancora era un tema poco diffuso.
Dal 2012 abbiamo intrapreso un programma di misurazione e riduzione degli impatti ambientali, per limitare le emissioni di anidride carbonica in tutto il ciclo produttivo e distributivo. Nel corso degli anni abbiamo adottato lo Standard BNeutral per monitorare e neutralizzare l’impatto climatico; abbiamo implementato l’approccio Lca (Life Cycle Assessment), uno strumento che permette di analizzare il consumo di risorse (materiali, acqua, energia) e di quantificare gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e abbiamo ottenuto la certificazione Epd (Environmental Product Declaration). La nostra sede è poi ecocompatibile ed autosufficiente a livello energetico, come attestato dalla Certificazione Leed 2009 Italia Nc di livello Silver.
Abbiamo poi contribuito a realizzare diverse iniziative di rigenerazione del territorio e di sostegno a progetti virtuosi, come “Levico Spring”, avviato nel 2022 per ripristinare l’area delle fonti danneggiata dalla tempesta Vaia, o “Boschi del fiume Po” in Lombardia, per la tutela di oltre mille ettari di foreste.
Recentemente Levico Acque è diventata Società Benefit. Per quale motivo?
È la tappa naturale di un cammino avviato vent’ani fa. Essere diventati Società Benefit dal 2020, tra i primi del settore, ha voluto dire integrare la sostenibilità nel nostro modello d’impresa. Quindi abbiamo inserito nel nostro statuto la finalità di un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
E con la certificazione B Corp, che abbiamo conseguito due anni fa, ribadiamo l’obiettivo di creare valore non soltanto a favore degli azionisti, ma anche di tutti gli Stakeholder, entrando anche a far parte di un movimento internazionale di aziende che guardano alla sostenibilità economica, ambientale e sociale come a un obiettivo imprescindibile.
Come è nata l’esigenza di un creare un Premio per il territorio?
Siamo sempre stati convinti che ognuno debba prendere consapevolezza delle proprie responsabilità, anche verso le generazioni future. Per questo, noi per primi, con le nostre azioni e le nostre iniziative, abbiamo cercato di essere testimoni di una volontà di impegno.
Il nostro posizionamento di valore “Human Positive” riflette il desiderio di creare un impatto positivo la nostra comunità e di stimolare gli altri a farlo. Quindi è stato naturale per noi pensare a un Premio che punta a valorizzare e raccontare i progetti che generano valore per il territorio. Progetti che possano essere “contagiosi” e possano ispirare altre realtà ad operare per il bene comune.











