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Trento
26 ottobre | 15:16

Dalle tensioni internazionali alla crisi climatica, assegnati gli Oscar del vino dalla Fondazione Masi: "Si celebra il territorio ma anche la capacità di interpretare le sfide"

Da 44 anni Masi Agricola, blasonata azienda enoica che dal Veneto coinvolge più territori quali Toscana, Oltrepò, Friuli, Trentino, fino al cuore viticolo dell’Argentina, assegna speciali Premi ai personaggi che meglio interpretano l’evoluzione del vino

VALPOLICELLA. Il vino e non solo. Vale a dire: guardare oltre le suggestioni che stimolano il sorso, uscire dalla piacevolezza delle fragranze che invitano ad assaggiare quanto il bicchiere custodisce. Per coniugare cultura con coltura vitivinicola. E farlo con l’Amarone come messaggero. Sfidando il tempo, a dimostrazione dei valori immateriali legati all’evoluzione, enologica, scientifica, arte e innovazione in piena sintonia.

 

Da 44 anni Masi Agricola - blasonata azienda enoica che dal Veneto coinvolge territori disparati, dalla Toscana, Oltrepò, Friuli, pure il Trentino, fino al cuore viticolo dell’Argentina - assegna speciali Premi ai personaggi che meglio interpretano l’evoluzione del vino. Con una scenografica firma dei premiati su una capiente botte di Amarone. Quest’anno è stata la volta di Alberto Bombassei, imprenditore vicentino, Fabrizio Plessi, artista internazionale e Federica Manzon, scrittrice triestina per il Premio Masi Civiltà Veneta; José Vouillamoz, ampelografo e genetista svizzero, per anni alla Fondazione Edmund Mach, per il Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino; Gilles Kepel, politologo francese, per il Grosso D’Oro Veneziano.

 

Cerimonia nella suggestiva cantina storica della famiglia Boscaini, a Gargagnago di Valpolicella, seguita da un dibattito che dalla centralità del vino punta ad interrogarsi su "Progresso e conflitti: paradossi del presente". Tema di una tavola rotonda che ha esplorato una delle grandi contraddizioni del nostro tempo: se da un lato guerre e conflitti nascono dal bisogno di affermare un’identità, dall’altro i rapidi cambiamenti sociali, economici, culturali, climatici e tecnologici – comprese le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale – costringono l’uomo a confrontarsi con la paura di perderla o, al contrario, a costruirne una nuova.

In questo scenario, la dimensione tecnologica emerge come forza da governare consapevolmente, affinché non sfugga al controllo dell’uomo ma resti strumento del suo progresso. Allo stesso modo, i confini geografici, oggi più fluidi, diventano spazi di frattura ma anche di ridefinizione, richiedendo scelte consapevoli per trasformare i conflitti in opportunità di crescita, adattamento e innovazione. Argomenti d’assoluta attualità, perfettamente in sintonia con lo spirito del Premio Masi e nella filosofia di coloro che degustano vino senza cercare nel bicchiere banali stimoli sensoriali.

L’incontro ha inoltre spalancato le porte al Fruttaio Monumentale appena realizzato nel nuovo polo enoturistico ed esperienziale di Masi: “Monteleone21 è la nuova casa dell’Amarone, ma anche uno spazio in cui il vino dialoga con le arti e la cultura. Oggi qui celebriamo - ha ribadito Sandro Boscaini, presidente di Masi e promotore del Premio che vede alla presidenza la scrittrice trentina Isabella Bossi Fedrigotti - non solo l’eccellenza del territorio, ma la capacità del Veneto di interpretare le sfide del mondo contemporaneo”. 

Dibattito e riflessioni, confronto aperti tra pubblico e premiati. Su queste riflessioni si sono confrontati i premiati.

 

Gilles Kepel, profondo conoscitore delle dinamiche internazionali, ha messo in luce le fragilità del Medio Oriente come specchio delle tensioni globali, offrendo una riflessione attuale sul quadro geopolitico e richiamando l’urgenza di un sapere capace di guidare il progresso tecnologico verso la comprensione tra i popoli, anziché verso nuovi squilibri.

 

Federica Manzon ha riflettuto il valore dei confini, oggi divenuti insieme luogo di incontro e di rottura, e il rapporto tra creatività e intelligenza artificiale come nuovo terreno di confronto tra libertà e limite, evidenziando come l’uomo debba confrontarsi con la costruzione o il rischio di perdita dell’identità.

 

Fabrizio Plessi ha posto l’accento sul ruolo dell’arte come linguaggio universale capace di ricomporre le differenze, interpretando la tecnologia non come minaccia ma come strumento per restituire emozione e umanità al contemporaneo.

 

José Vouillamoz ha rivolto l’attenzione al mondo del vino, dove le sfide del cambiamento climatico e delle tensioni commerciali globali impongono di coniugare innovazione scientifica e tutela della biodiversità, in un costante equilibrio tra progresso e tradizione. Giornata conclusasi con momento conviviale e la presentazione di bottiglie di Amarone Costasera, realizzate da maestri vetrai veneziani serigrafate in oro, mentre a Gilles Kepel è stato assegnato il Grosso Veneziano, creazione in oro del maestro orafo Alberto Zucchetta.

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