Un'app per trovare i coinquilini, l'idea di due giovani valtellinesi per aiutare i fuorisede: "Così non si cerca solo una stanza, ma le persone giuste con cui convivere"
Si tratta di "Mate", piattaforma che ricorda come dinamica le app di dating e che promette di mettere ordine nel confuso "mercato" degli affitti nelle città universitarie: “Ribaltiamo il concetto - raccontano Giada Casparri e Michele Scarinzi -: con la nostra app non si cerca più solo una stanza, si cercano le persone giuste con cui convivere”

SONDRIO. Le bacheche universitarie di qualsiasi ateneo sono lo specchio della vita da fuorisede, un mix di precarietà e “speranza”. “Cerco/offro stanza”, “Zona facoltà”, “No feste”, “Massima serietà”.
Decine di annunci e foglietti che dovrebbero dare soluzioni ma finiscono spesso per rivelare una giungla inestricabile dove domanda e offerta faticano a incontrarsi davvero.
Un fenomeno che peraltro non riguarda più solo gli universitari. Specialmente nelle città dove il caro-affitti è implacabile, tanti giovani lavoratori dividono casa per contenere le spese. Un processo fatto di ricerche infinite, veri e propri “casting” di candidati, litigi, incomprensioni e incompatibilità di stili di vita.
Stanchi di questo caos, due giovani valtellinesi fuorisede a Milano hanno trasformato la frustrazione in un’idea: si tratta di Mate, la prima piattaforma (da pochi giorni disponibile anche come app) pensata per mettere ordine in questo oceano di annunci e contatti.
Giada Casparri e Michele Scarinzi, d’altronde, poco più che ventenni, conoscono bene il problema.
“La mia esperienza di convivenze a Milano non è stata delle più piacevoli – racconta Giada –. io sono una persona abbastanza fissata con l’ordine e le pulizie, condividere spazi con chi non lo è per niente diventa velocemente frustrante. Poi per esempio sono una molto tranquilla, amo concentrarmi sullo studio e finivo per ritrovarmi grandi ‘party’ a tarda sera in casa senza che potessi farci nulla”.
Ma la situazione spiacevole di Giada era (ed è) quella di tantissime altre persone: “Tra i nostri amici e in tutta la comunità studentesca questo tema è molto sentito, lo abbiamo verificato tramite tantissimi sondaggi in varie università. C’è chi si lamenta del comportamento dei coinquilini, si litiga su qualsiasi cosa tra cibo nel frigo, orari, turni di pulizie, igiene e veri e propri stili di vita”.
Così Giada ha coinvolto Michele e altri due amici, il milanese Mattia Siri e il veneziano Ludovico Pravato. “L’idea è nata tre anni fa quando eravamo ancora studenti – spiega Michele –. Oggi ci lavoriamo full time. Ho rinunciato a un lavoro a Parigi per investire in questo progetto: ci crediamo molto”.
La piattaforma funziona quasi come una app di incontri “applicata alla convivenza”. Chi cerca stanza o chi ne ha una da affittare crea un profilo e risponde a un questionario approfondito diviso in cinque macroaree. Le risposte alimentano l’algoritmo, che restituisce percentuali di compatibilità tra utenti. “Ribaltiamo il concetto – prosegue Michele –: non si cerca più solo una stanza, si cercano le persone giuste con cui convivere”.
E questo vale anche al contrario: chi offre casa può individuare subito profili realmente compatibili.
“La logica – aggiunge Giada – è mettere al centro le persone. Siamo convinti che Mate possa aiutare concretamente tanti giovani a orientarsi in questo groviglio di prezzi alle stelle e situazioni spiacevoli. Stiamo già raccogliendo interesse: molti hanno creato il profilo e stanno facendo crescere la community, partendo da Milano”.
Coraggio, voglia di fare e buone idee non mancano ai due valtellinesi. “Io e Michele siamo amici da quando avevamo 14 anni – conclude Giada Casparri –. Gli studi e la vita ci hanno fatto viaggiare tanto, ma quando possiamo torniamo a Sondrio e ad Ardenno, il mio paese d’origine. Visti da qui, i problemi sembrano sempre più piccoli e lontani. È la bellezza di questi luoghi”.












