''Da bimbo mi sentivo sbagliato e solo. Ora sono felice, condivido ciò che so'', storia di Filippo Faccin, 35enne autistico che grazie alla sua passione ora fa la guida turistica
Il 35enne è inserito nel progetto Talents Lab coordinato da Sebastiano Rizzardi che cerca di valorizzare le persone con autismo dando loro opportunità di lavoro oltre che di socialità e crescita personale: ''Prepararmi per gli incontri richiede studio, certo, ma non provo ansia: so di conoscere le cose e vivo l’esperienza con sicurezza''

PADOVA. Sviluppare un turismo accessibile e inclusivo, non da semplice osservatore, ma da cicerone: è questo l’obiettivo di Filippo Faccin, giovane 35enne, del gruppo dei Talents. Faccin è autistico e assieme a Sebastiano Rizzardi coordinatore del progetto Talents Lab che vuol proprio favorire l'inclusione nella società di persone con autismo, ha trovato nella figura della guida turistica, un modo per condividere le proprie conoscenze e sentirsi realizzato: d'altronde Filippo ha una passione fortissima che lo segue da anni, quella per la storia.
Da dove prende vita il progetto Talents? È una realtà speciale con sede vicino Padova (Saccolongo), dove le persone con autismo vengono spronate a dare il meglio. Qui i sogni e le passioni possono diventare opportunità di lavoro oltre che momenti di socialità e crescita personale: un ambiente in cui non ci si sente giudicati o esclusi. Sebastiano Rizzoni, come detto, è il coordinatore del progetto, ma ci tiene a ricordare anche la figura di Claudia Frizzarin, la quale ha dedicato la vita all’impegno civile e alle persone con difficoltà. Fu lei in primis a parlare con Filippo della sua idea: diventare guida e dimostrare a tutti come il turismo possa essere veramente del tutto inclusivo.
Il progetto Talents ha ricevuto il sostegno attraverso delibere regionali e fondi dedicati da parte dell’Azienza Ulss 6, l’ente sanitario territoriale di Padova: “E' ciò che ci ha permesso di sperimentare il ruolo attivo dei ragazzi nella società e di creare un posto speciale come questo” spiega Rizzardi.
“All’inizio la mia passione mi faceva sentire solo, ma oggi posso condividere ciò che so con le persone interessate ed esserne felice”, racconta a Il Dolomiti Filippo , con un sorriso che trasmette la gioia di sentirsi finalmente compreso e realizzato. Le persone, dopo il primo tour si sono congratulate con lui, entusiaste di tutti gli aneddoti e vicende storiche che ha condiviso. “Fare da guida e trasmettere le mie conoscenze mi piace. Prepararmi per gli incontri richiede studio, certo, ma non provo ansia: so di conoscere le cose e vivo l’esperienza con sicurezza - prosegue il giovane -. Padova è talmente ricca di storia che siamo pronti ad organizzare altri tour, il prossimo sarà il 28 marzo e le mete saranno Prato della Valle, il piano superiore del Caffè Pedrocchi e parte del Palazzo Bo, sede dell’università patavina”.
La sua idea inizialmente era in realtà quella di diventare un insegnante, ma i test si sono rivelati troppo ostici: fare la guida turistica è la valida alternativa che gli permette di condividere tutto ciò che sa e che continua a studiare e scoprire. “È il modo migliore che ho per esprimermi”, racconta. E così condividere il suo sapere diventa la modalità per instaurare un rapporto con le persone che gli stanno vicino. “Non è stato facile, soprattutto da bambino - racconta –. Mi facevano sentire solo e incompreso. Ciò che conoscevo, tutti i particolari di certe vicende storiche, non interessavano agli altri e così finivo per sentirmi sbagliato”.
Oggi le cose vanno molto diversamente. L’Università e la laurea in Storia sono state poi per Filippo Faccin la prima occasione per approfondire ciò che in parte già sapeva: ma non basta. Filippo non smette mai di imparare e ogni occasione è buona per leggere un libro o scrivere pillole storiche per chissà, magari farci un libro in futuro. Intanto può trasmettere il suo sapere a tante persone interessate e curiose per ribadire al mondo che quando si hanno delle passioni bisogna seguirle, sempre e comunque e che l'inclusione rappresenta un valore aggiunto per l'intera società non solo per chi viene incluso ma anche per chi si apre all'inclusione.












