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Trento
05 settembre | 10:57

Dalla biomassa al biometano, l'economia circolare mette in rete energia, agricoltura e industria: Bio Energia Fiemme, Felicetti e la zootecnia trasformano gli scarti in risorse

Bio Energia Fiemme, Pastificio Felicetti e il comparto zootecnico locale protagonisti di un progetto di simbiosi industriale. La presentazione delle nuove iniziative nate per trasformare gli scarti del territorio in risorse è prevista venerdì 11 e sabato 12 settembre. 

Dalla biomassa al biometano, l'economia circolare mette in rete energia
di Redazione

CAVALESE. Trasformare ciò che resta di un processo produttivo in una nuova risorsa per creare energia e valore all’interno dello stesso territorio. E' questo il principio alla base dei nuovi progetti di economia circolare sviluppati in Val di Fiemme.

 

Il percorso che unisce energia, industria agroalimentare e mondo agricolo parte da lontano: Bio Energia Fiemme nasce nel 1999 con l’obiettivo di offrire un’alternativa ai combustibili fossili per l’abitato di Cavalese.

 

Nel corso degli anni, alla produzione di energia termica si è affiancata quella di energia elettrica, perseguendo un modello sempre più orientato all’autosufficienza energetica e all’utilizzo delle risorse locali. Il filo conduttore di questo sviluppo è stato soprattutto il recupero degli scarti.

 

Nel 2013, dall’utilizzo dei rifiuti organici è nata Bio Energia Trentino, con l’obiettivo di ricavare energia e compost dai residui di cucina. Un progetto sviluppato in un territorio, quello di Fiemme, dove da vent’anni la raccolta differenziata supera l’80%, e successivamente esteso alla gestione della raccolta differenziata trentina.

 

Nel 2016 è stata invece la segatura proveniente dalla lavorazione locale del legno a diventare una risorsa attraverso la produzione di Fiemme Pellet: un combustibile rinnovabile ottenuto dalla filiera del legno locale e destinato a famiglie e imprese del Trentino.

 

Nel 2020 il percorso si è ampliato con Magnifica Essenza, società del Gruppo Bio Energia Fiemme nata per valorizzare gli scarti forestali delle conifere. Aghi e rami diventano così materia prima dalla quale estrarre oli essenziali destinati al settore del benessere e del wellness, utilizzando anche i cascami termici della centrale di teleriscaldamento di Cavalese.

 

Il passo più recente porta l’economia circolare a una dimensione ancora più integrata, attraverso un progetto di simbiosi industriale che coinvolge Bio Energia Fiemme, Pastificio Felicetti e il settore zootecnico della Val di Fiemme.

 

Attraverso il ricorso agli incentivi del Pnrr, insieme alle aziende agricole locali è nata Bio Metano Fiemme, realtà che ha portato alla realizzazione di un impianto di digestione anaerobica alimentato dal calore prodotto dalle biomasse di Cavalese.

 

Letami e liquami provenienti dagli allevamenti locali vengono così utilizzati per la produzione di biometano attraverso un processo di fermentazione. La stessa logica di rete coinvolge il Pastificio Felicetti. L'estensione del teleriscaldamento permette infatti di alimentare il Pastificio attraverso una nuova centrale a biomassa, sostituendo il gas metano di origine fossile con energia prodotta dal legno. Anche gli scarti della produzione della pasta entrano nel ciclo: invece di essere considerati semplicemente un residuo del processo industriale, vengono messi a disposizione del sistema e utilizzati, insieme agli scarti zootecnici, per la produzione di biometano.

 

Da qui deriva un modello circolare costruito su scala territoriale, nel quale gli scarti di un'attività diventano risorsa per un'altra e nel quale imprese, aziende agricole e settore energetico concorrono alla costruzione di una filiera locale.

 

I progetti e gli obiettivi di questo percorso vengono presentati venerdì 11 e sabato 12 settembre, in due giornate dedicate non soltanto all'energia e all'innovazione industriale, ma anche al ruolo che i territori di montagna possono assumere nella costruzione del proprio futuro. Significativa anche la scelta della sede del convegno di venerdì: il palazzo storico della Magnifica Comunità di Fiemme, istituzione che dal 1111 rappresenta un riferimento per l'autonomia e l'autogoverno della popolazione fiemmese.

 

"Parleremo certo dei progetti industriali e di energia, ma parleremo soprattutto di un'idea di montagna, di un'idea di periferia che vuole essere protagonista del proprio futuro e non si rassegna all'omologazione culturale", dice Andrea Ventura, amministratore delegato di Bio Energia Fiemme. "Un confronto che parte quindi da progetti concreti di energia e di economia circolare per affrontare un tema più ampio: la capacità dei territori alpini di mettere in rete risorse, imprese e comunità e di costruire localmente nuovi modelli di sviluppo".

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