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Trento
03 febbraio | 19:52

''New York, c'era la bufera del secolo. A teatro entra una sola persona: abbiamo fatto lo spettacolo per lui", dal Trentino agli States l'incredibile ultima replica di “Puttana”

L'insolita ultima replica di "Puttana" a New York sotto una bufera di neve, per la quale la compagnia teatrale di Villazzano "TeatroE" è andata in scena davanti ad un solo spettatore, Mirko Corradini: "Anche questi sono ricordi, grazie"

TRENTO. "Questa è una storia che racconterò ai nipoti", così comincia il racconto di Mirko Corradini, regista e direttore della compagnia "TeatroE" di Villazzano, che tra il 15 al 25 gennaio è approdata a New York per presentare "Puttana", l'esperienza immersiva che segna il debutto nordamericano, e che durante l'ultima replica si è esibita davanti ad un singolo spettatore. 

 

"Qui è mezzanotte. E fra poco dovrebbe iniziare quella che chiamano tempesta di neve, c'è allerta - aveva raccontato il giorno prima Corradini - stanno chiudendo negozi, musei, i treni e forse anche i teatri. Non sappiamo ancora se domani andremo in scena oppure no".

 

Poi la realizzazione dello scenario peggiore: "New York, ultima replica, sotto la bufera del secolo. Teatri chiusi, negozi chiusi, musei chiusi, treni fermi, solo la metropolitana era attiva", racconta sui social il regista.

 

La compagnia si è ritrovata così davanti ad una decisione da prendere: "Ci hanno chiesto se volevamo annullare. Ci siamo guardati e ci siamo detti: lo facciamo. Anche a costo di farlo solo per noi, perchè oggettivamente chi si muove da casa?", spiega Corradini. 

 

Così si sono diretti a piedi verso la Soho Playhouse, uno dei contesti più prestigiosi legati alla scena contemporanea indipendente per mettere in scena l'ultima replica, davanti ad un teatro vuoto: "Non abbiamo incontrato nessuno - spiega il regista - ore 19 a New York, nessuno del pubblico. Ci siamo detti: lo facciamo lo stesso, almeno ne facciamo una ripresa".

 

E poi sorprendentemente quello che si può definire come un vero "colpo di scena": "Si apre la porta - racconta il regista - entra un ragazzo, infreddolito e inzuppato, ci guarda e dice: "lo fate lo spettacolo?". Abbiamo sorriso e abbiamo risposto si, per te". 

 

Ma non è stato l'unico a dare speranza alla compagnia: "Si sono fermate anche due o tre persone del teatro, che lo avevano già visto - spiega Corradini - ma faceva numero. E così abbiamo fatto uno spettacolo per un temerario". 

 

"Una storia che racconterò - conclude il regista - quella volta che, a New York, sotto una bufera, feci uno spettacolo per una sola persona, anche questi sono ricordi, grazie."

 

La trasferta newyorkese ha rappresentato un passaggio fondamentale nel percorso internazionale di "Puttana", progetto che ha già ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui premi a New York, Edimburgo e menzioni speciali in Italia. Un risultato che conferma la forza di una ricerca artistica capace di unire innovazione tecnologica e potenza narrativa.

 

“Non siamo andati a New York per sentirci importanti, ma per capire se quello che facciamo a Trento può parlare anche al mondo - spiega Mirko Corradini - siamo stati selezionati con il nostro spettacolo "Puttana" all’interno di un festival internazionale a New York. Su oltre trecento spettacoli visti dal vivo, ne sono stati scelti otto. Noi eravamo l’unica compagnia europea. Lo dico non per autocelebrare TeatroE, ma perché credo sia importante dirlo così: non è solo un risultato nostro, è un risultato della città”.

 

"Puttana" affronta il tema del sex work con uno sguardo umano e privo di giudizi, dando voce a storie spesso relegate ai margini e invitando il pubblico a interrogarsi su stereotipi, scelte e libertà individuali. Un racconto forte e necessario, che trova proprio nella dimensione immersiva la sua massima espressione emotiva.

 

Ciò che rende “Puttana” un’esperienza diversa dal teatro tradizionale è l'uso pionieristico della tecnologia audio spazializzata in tempo reale. Ogni spettatore assiste allo spettacolo attraverso cuffie professionali, immerso all’interno di un paesaggio sonoro tridimensionale. 

 

In “Puttana”, la tecnologia non è mai un semplice elemento estetico: è parte integrante della drammaturgia. L’ambiente sonoro costruito in cuffia crea una connessione diretta e non filtrata tra interprete e spettatore, abbattendo i confini tradizionali dello spazio teatrale. 

 

Dopo l’esperienza americana, lo spettacolo sarà protagonista anche dell’Edinburgh Fringe Festival nell’estate 2026, consolidando un percorso di respiro globale.

 

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