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Trento
09 febbraio | 13:13

Rifiuti, "No alla tattica politica", Il sindaco di Lavis: "Servono dati e non posizioni ideologiche. L'inganno del populismo è far credere che ci siano soluzioni semplici"

Il sindaco di Lavis, Luca Paolazzi, interviene sul dibattito provinciale e sul ruolo centrale dell’Egato tra la valorizzazione dei territori e i dubbi economici e gestionali sulla chiusura del ciclo: "Non sono aprioristicamente contrario alla costruzione di un impianto, non ho mai avuto un approccio “Non nel mio cortile", è corretto che ogni comunità si faccia carico del proprio pezzo di responsabilità"

di Redazione

LAVIS. "Quando si parla di opere così importanti non si può avere una posizione ideologica per il 'Sì' o per il No'. Sono da sempre convinto che non esistano soluzioni semplici a problemi complessi e che non si può amministrare attraverso la tattica politica". A dirlo Luca Paolazzi, sindaco di Lavis. "E' il grande inganno del populismo, e della comunicazione social, far credere che c’è sempre una risposta facile e veloce per ogni problema. Da amministratore locale posso dire che non è così".

 

L’amministrazione comunale di Lavis segue con particolare interesse la discussione sul futuro del settore rifiuti in Trentino, e in particolare il dibattito sulla localizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. Fino al 31 dicembre, il sindaco, Luca Paolazzi, è stato presidente dell’assemblea dei soci di Asia, l’Azienda speciale per l’igiene ambientale. E il territorio di Lavis sarebbe direttamente coinvolto se per l’impianto dovesse essere scelta la località di Ischia Podetti.

 

Al centro della nuova strategia dei rifiuti ora ci sarà l’Egato, il nuovo Ente di governo dell’ambito territoriale ottimale.

 

"Il settore è molto complesso, e sulla gestione del servizio a livello locale incidono direttamente dinamiche: normative, gestionali, economiche di scala più ampia. La creazione dell’Egato in tal senso è positiva, perché sono convinto dell’esigenza di una 'cabina di regia' co-partecipata da Enti locali e Provincia", aggiunge Paolazzi. "Quello della chiusura del ciclo non è l’unico nodo del settore rifiuti, e probabilmente non è nemmeno il più importante. Spero in tal senso che il raggio d’azione dell’Egato sarà più ampio".

 

Sub-ambiti territoriali. "Negli anni alcuni territori hanno sviluppato esperienze importanti, direi di eccellenza per come dimostrano i numeri della raccolta differenziata, dei rifiuti prodotti pro-capite, della qualità del servizio di raccolta e contemporaneamente dei costi addebitati ai cittadini, tra i più bassi a livello nazionale", prosegue Paolazzi. "Queste esperienze, e tra queste di certo quella di Asia, vanno evidentemente tenute in considerazione e valorizzate, e in tal senso ritengo imprescindibile da parte dell’Egato il riconoscimento dei sub-ambiti. Certo poi c’è lo spazio per costruire nuove sinergie e collaborazioni in una logica di rete, ma tutelando lo sforzo messo in campo negli anni dai territori".

 

La chiusura del ciclo dei rifiuti. "Il tema è complesso e la competenza sulle future strategie è dell’Egato, che sono certo saprà agire con la dovuta competenza e indipendenza», commenta il sindaco. "In tal senso leggere che la Giunta provinciale ha già deciso che si farà un impianto e che si farà a Ischia Podetti mi lascia perplesso, perché vuol dire non rispettare il ruolo dell’Egato e quindi dei territori. E non si può decidere se fare o non fare un impianto solo perché sembra essere la risposta più semplice al problema, o come detto per tattica politica. È giusto e doveroso dare risposte, ma non c’è solo un’opzione e devono essere fatte tutte le valutazioni tecniche e politiche necessarie per trovare la soluzione più adeguata alla realtà trentina".

 

L’importanza dei dati. "Non sono aprioristicamente contrario alla costruzione di un impianto, non ho mai avuto un approccio Nimby (“Non nel mio cortile"), è corretto che ogni comunità si faccia carico del proprio pezzo di responsabilità", commenta Paolazzi. "Ma a oggi non sono convinto che per costi, bacino di utenza e rifiuto residuo prodotto rappresenti la soluzione migliore per il Trentino".

 

Sono diverse le domande messe sul tavolo dal primo cittadino di Lavis. "Occorrono dati e analisi per capire se serve davvero, punto. Non ne faccio una questione sanitaria o ambientale, che poteva forse essere un aspetto preponderante nei decenni scorsi, perché sono persuaso che la tecnologia sia ormai avanzata e perché territori anche vicini non hanno dato evidenze allarmanti. I miei dubbi sono più di carattere economico e gestionale: siamo certi che con l’impianto i cittadini pagheranno di meno, come dice qualcuno? Siamo certi che le esigenze connesse all’impianto non avranno ripercussioni negative sulla raccolta differenziata? Siamo certi che per garantire la piena operatività dell’impianto non saranno necessari più volumi rispetto al residuo che oggi il Trentino produce? Siamo certi che visti i livelli di differenziata già raggiunti non ci siano altre soluzioni – o mix di soluzioni - attuabili, magari più virtuose e meno costose? Questi, e in aggiunta quello della localizzazione dell’impianto e delle eventuali compensazioni per i territori interessati, sono i dubbi che ho e a cui spero l’Egato saprà dare risposta prima di prendere una decisione", conclude Paolazzi.

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