''E' stato amore a prima vista'', l'ex campione del mondo Marco Melandri racconta il suo rapporto con il Trentino per Aquila Basket
Il già campione del mondo racconta il suo rapporto con il Trentino e la sua passione per la mountain bike sul magazine di Dolomiti Energia. Su Valentino Rossi: "Non sarà replicabile, ma ci sono dei piloti di talento che possono fare bene"

TRENTO. "Sono arrivato in Trentino con la mia famiglia e ora non voglio più andarmene". A dirlo Marco Melandri, il pilota di motociclismo campione del mondo della classe 250 nel 2002 e primatista italiano di vittorie in Superbike. "Crescere la bimba qui, stare in mezzo alla natura, all’aperto, non ha prezzo".
Il già campione del mondo racconta il suo rapporto con il Trentino e la sua passione per la mountain bike sul magazine di Dolomiti Energia.
Dal parquet ai progetti che ogni giorno nascono e si sviluppano all'interno del club, Bskt è una rivista mensile che racconta le persone, i volti e le storie di Aquila Basket.
Dai circuiti di tutto il mondo ai boschi del Trentino la passione rimane sempre quella delle due ruote. A differenza di quando sfrecciava ad oltre trecento chilometri orari sull’asfalto, oggi Marco Melandri si gode la serenità dei tracciati sulle nostre montagne in sella ad una bici elettrica. Con la bici a pedalata assistita è stato amore a prima vista.
Oggi Melandri partecipa a competizioni amatoriali (nelle quali è subito riuscito ad imporre il suo talento) ed è testimonial di uno sport in continua espansione che, come dice lui, consente ad un pubblico ampio di fare esperienze altrimenti impossibili da vivere con la classica bici muscolare.
Cosa ci fa Marco Melandri, ex pilota di motociclismo, campione del mondo della classe 250 e primatista italiano di successi in Superbike, in Trentino? Ci sono arrivato con la famiglia e ora non voglio più andarmene. Da tre anni vivo a Pinzolo, a pochi passi da Carisolo, paese di origine della mia compagna.
Quali sono i vantaggi di vivere qui? Si sta bene, l’ambiente è pulito. Crescere la bimba qui, stare in mezzo alla natura, all’aperto, non ha prezzo. Ho passato una vita frenetica, tra l’odore della benzina, l’angustia dei garage e il rumore dei motori. Avevo bisogno di un cambio radicale e in Trentino ho trovato il mio mondo perfetto.
Come vivi il territorio? Mi alleno sulle strade e i sentieri della val Rendena e del resto della provincia. Sono ambasciatore di Trentino Marketing, faccio eventi per divertimento promuovendo il territorio. Quest’anno siamo andati alla scoperta dei percorsi degli Europei di ciclismo e dei tracciati per Mountain Bike vicino al lago di Garda e in Paganella.
Oggi sei impegnato con la bici elettrica. Perché questa scelta? Quando sono arrivato a vivere in Trentino cercavo un modo per allenarmi e allo stesso modo essere rilassato. Andai a fare il testimonial ai mondiali di downhill in val di Sole. C’era una gara ad esibizione con le E-bike, la feci per divertimento e mi divertii tantissimo. Mi sono appassionato e quando posso partecipo a competizioni amatoriali. Al primo anno ho subito vinto. Ho visto che andavo più forte in discesa rispetto che in salita, ho pensato che fosse un passaggio naturale dopo aver smesso con le moto. L’adrenalina che provo nelle due discipline è molto simile.
Quali sono i vantaggi dell’utilizzo di una E-bike? Permette di affrontare salite che in altro modo per molti sarebbero impossibili. A seconda di come si utilizza una E-Bike si può fare più o meno fatica, ma in ogni modo è un mezzo che permette di superare salite più tecniche, scoprire posti difficilmente raggiungibili, percorrere meravigliosi itinerari, conoscere gente nuova. È un approccio differente alla bici, ma di grande soddisfazione. Al termine delle gare di motocross di fine ottobre al crossodromo di Pietramurata hai accompagnato alcuni piloti nei percorsi della Valle dei Laghi.
Raccontaci come è andata. Il tour lungo il quale ho accompagnato i motociclisti ha suscitato grande entusiasmo, sia per il mezzo utilizzato che per i luoghi raggiunti. Siamo andati alla scoperta delle Marocche di Dro, un anello che parte da Arco e si spinge verso nord. Il tragitto supera il Ponte Romano in frazione Ceniga da dove iniziano lo sterrato e la salita, per poi rientrare al punto di partenza seguendo una pista ciclabile asfaltata. Doveva venire anche Tony Cairoli, ma all’ultimo ha dovuto rinunciare per un altro impegno.
Quale ruolo ha lo sport nella tua vita? Passo le mie giornate a fare sport, per me è uno stile di vita. Oltre alla E-bike mi piace andare con le bici da strada e in mountain bike. Sono appassionato di Formula 1 e, ovviamente, di MotoGp. In generale mi piacciono un po’ tutti gli sport con la velocità.
Il basket ti piace? Ultimamente lo seguo poco, ma da piccolo quando ero alle scuole medie ci giocavo e mi piaceva molto. Lo praticavo anche per vedere se riuscivo a crescere un po’ (Melandri è alto 166 centimetri, ndr), ma non ha funzionato. I motori rimangono comunque sempre al centro della tua vita. Quest’anno sono stato la voce tecnica di Dazn per il motomondiale. Ci siamo divertiti molto, abbiamo realizzato dei servizi speciali interessanti. Uno di questi, uscito da poco, si chiama “Rivale” e racconta il Valentino Rossi visto dai suoi sfidanti, i pro e i contro del campione. A proposito di Valentino, il suo addio alle gare chiude un’epoca per il motociclismo mondiale.
Chi potrà seguire le sue orme? Prima o poi sarebbe dovuto succedere. “Vale” non sarà replicabile, ma ci sono dei piloti di talento che possono fare bene. Veder vincere “Pecco” Bagnaia su una moto italiana come la Ducati sarebbe il massimo, ma anche Franco Morbidelli può fare bene.












