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Trento
19 ottobre | 18:55

Dalle offese all'arbitro alle liti fra genitori, gli episodi "diseducativi" sui campi da calcio trentini sono in aumento: "Serve una maggiore sensibilizzazione"

Nelle ultime settimane molte società e tesserati sono stati sanzionati dal giudice sportivo per comportamenti "poco consoni". Attraverso una missiva, il presidente del Comitato di Trento della F.I.G.C. - L.N.D. rivela la "necessità di sensibilizzare tesserati e genitori, condannando determinate azioni"

TRENTO. "Come riportano i nostri comunicati ufficiali, nelle ultime settimane il Giudice sportivo ha sanzionato comportamenti di tesserati e spettatori non corretti da un punto di vista disciplinare e nemmeno consoni rispetto a una pratica sportiva rispettosa di determinati valori". Così, Stefano Grassi, presidente del Comitato di Trento della F.I.G.C. - L.N.D, si riferisce ad alcuni episodi recentemente avvenuti sui campi da calcio del territorio: "Avvenimenti non in linea con i valori che il calcio e lo sport in generale promuovono, pertanto abbiamo ritenuto opportuno inviare una lettera alle società, al fine di sensibilizzarle rispetto alla problematica, nella speranza che anche con il loro aiuto si possa promuovere una migliore cultura sportiva". 

 

"Il calcio e lo sport in generale dovrebbero essere strumento di crescita non solo fisica e sportiva ma anche educativa e culturale – chiarisce fin da subito a Il Dolomiti - perché ciò avvenga, è necessario trasmettere valori e promuovere comportamenti corretti e, alcuni modi d'agire, si sono posti in contrasto con la predetta finalità - precisa amareggiato -. La lettera inviata alle società sportive ha anche lo scopo di far arrivare determinati messaggi sia ai tesserati che ai genitori dei più giovani, per sensibilizzare tutti e sottolineare l'importanza di condannare determinate azioni". 

 

A rendersi protagonisti di comportamenti scorretti, nelle ultime settimane, "alcuni spettatori che, probabilmente, hanno provveduto a scimmiottare quanto purtroppo si vede in qualche stadio - dichiara - insieme a questi, anche qualche genitore, che invece di limitarsi ad applaudire le gesta del figlio o degli avversari, ha polemizzato contro l’arbitro o contro altri genitori, fornendo un modello di condotta certamente diseducativo".

 

"Il Consiglio direttivo non ha poteri disciplinari o sanzionatori ma ha il compito di promuovere l'attività sportiva e di indirizzarne i contenuti e le modalità - precisa Grassi - un primo passo per sensibilizzare tutti è stato fatto attraverso la missiva inviata. Non molleremo la presa e andremo avanti con l'attività di sensibilizzazione, individuando strumenti idonei a veicolare messaggi e modelli di comportamento positivi", promette.

 

"Il calcio trentino è in salute - conclude Grassi -. I numeri dei tesserati dimostrano la grande passione che anima i ragazzi e le ragazze verso questo sport: dobbiamo semplicemente evitare certi comportamenti, che, ripeto, non sono in linea con i valori che perseguiamo". 

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