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Trento
20 giugno | 18:16

"Mondiali, la mia Argentina può ripetersi e Messi è sempre il migliore", Toto Forray: "Aquila Basket, non mi ritiro, ho ancora il fuoco dentro: quest'anno ci divertiremo"

Intervista tra calcio, basket, passato e futuro al capitano dell'Aquila Basket che a 40 anni compiuti rimane l'anima della squadra bianconera: "Sono contento delle tante conferme di giocatori nel roster, partiamo da una base molto solida su cui costruire. Nel frattempo mi godo da spettatore i mondiali di calcio: con Messi siamo quasi coetanei, ma lui ha un talento fuori scala. Spero che l'epilogo sia lo stesso del 2022 quando esultai al PalaTrento..."

TRENTO. È il 18 dicembre 2022, Andres Pablo "Toto" Forray è in campo al PalaTrento: il capitano della Dolomiti Energia Trentino con i suoi compagni completa una vera e propria impresa sportiva battendo la corazzata Olimpia Milano 77-75 di fronte a un palazzetto da tutto esaurito.

 

Ma il classe '86 stranamente al suono della sirena non si unisce al resto della squadra nel classico giro di campo per salutare i tifosi, anzi: corre verso il tunnel degli spogliatoi in cerca di uno schermo

 

Dall'altra parte del mondo infatti la sua Argentina si sta giocando ai rigori la finale del Mondiale di calcio 2022 dopo una partita folle: "Ho fatto in tempo a vedere il rigore decisivo, quello di Montiel - racconta Toto a il Dolomiti -; poi sono tornato fuori ad esultare, indossando una maglia dell'Argentina, nel tripudio della gente al palazzetto che esultava un po' per la nostra vittoria contro Milano e un po' per la 'mia' Argentina che aveva fatto l'impresa di tornare a vincere un Mondiale. I miei compagni di squadra americani mi guardavano increduli come se fossi pazzo, d'altronde loro il calcio non lo conoscono... Che ricordi". 

 

Insomma, Toto Forray sarà anche un fantastico giocatore di basket e un trentino d’adozione, ma quando si tratta di calcio la passione albiceleste prevale su tutto. Così in questi giorni di Mondiale americano l'occasione è buona per fare quattro chiacchiere con uno dei volti dello sport del territorio, in vacanza sì, ma in qualche modo sempre impegnato

 

“Il Mondiale di calcio? Lo sto seguendo sì, quello che riesco visti gli orari. È sempre un appuntamento speciale e carico di significati e aspettative: la mia Argentina credo che come 4 anni fa sia la quarta o quinta squadra più forte sulla carta, ma nell’Albiceleste si è creata una chimica di gruppo speciale ed è del tutto evidente. Fin dalla prima partita hanno mostrato una mentalità positiva, la squadra mi piace, mostra carattere e unità d’intenti”.

 

E poi per tutto il resto c’è un signore di 38 anni che continua ad illuminare il mondo del calcio con le sue giocate.

 

Leo Messi è incredibile. Che giocatore. Il 24 giugno, tra pochi giorni, compirà 39 anni, ma per qualità e talento è ancora il migliore del mondo. Quel piede sinistro è fatato. Mi impressiona il modo in cui in ogni cosa che fa emani un’aura speciale, il suo talento e la sua classe sono sempre cristallini: lo dimostra oggi come faceva all’inizio della carriera, e continuerà a farlo finché giocherà a calcio. Ogni tanto è difficile rendersi conto di quanto sia difficile fare certe giocate in campo, a quella velocità: lui fa sembrare tutto facile, e oltre alla qualità è stato capace di esprimersi per anni ai massimi livello del calcio internazionale. Non solo, è pure riuscito a migliorarsi costantemente per esempio in termini di visione di gioco: oggi il suo livello da questo punto di vista è fuori scala rispetto a tutta la concorrenza.

 

La domanda delle domande per un argentino: meglio Messi o Maradona?

 

Difficile scegliere, certo il personaggio Diego Maradona per il popolo argentino era una figura il cui impatto e legame con la gente andava ben oltre il calcio, era un personaggio a 360 gradi. A livello di gioco credo che abbia raggiunto il picco assoluto, ma per pochi anni: Maradona ha espresso un valore di "10" per due o tre anni, pura perfezione; Messi è arrivato a "9,99" ma per quindici anni abbondanti. 

 

Chiusa la parentesi calcio, passiamo al basket. A Trento che annata è stata?

 

Eravamo molto consapevoli che quella 2025-26 sarebbe stata una stagione di ripartenza, una sorta di anno zero sotto molti punti di vista. C’erano stati tanti cambiamenti importanti nel roster, quasi completamente rinnovato e nella guida tecnica: nonostante tutto però, e nonostante le difficoltà che non possono mancare in un percorso del genere, abbiamo disputato una buonissima stagione. La società ha lavorato bene, come al solito con pazienza ha saputo ‘aspettare’ tutti i giocatori senza alimentare fretta o ansie, tenendo il gruppo unito. Alla fine abbiamo fatto bene, non solo in EuroCup ma anche in campionato, siamo arrivati a un passo dall’eliminare la Virtus Bologna nei quarti di finale playoff.

 

Questa estate l'Aquila Basket riparte da un nucleo abbastanza sostanzioso: al di là dell'arrivo del nuovo coach, è contento che venga garantita più continuità al roster?  

 

Sì, e l’esperienza maturata insieme durante tutta la passata stagione credo ci farà molto bene nella prossima: è positivo partire da una buona base numerica di giocatori, abbiamo dei giovani come Hassan e Niang cresciuti molto per consapevolezza e approccio pronti a fare un ulteriore salto di qualità, due lunghi come Bayehe e Mawugbe che conosciamo bene per qualità tecniche e umane. Alessandro Bertini, arrivato da Pesaro, e il nuovo coach Alessandro Rossi mi hanno fatto un’ottima impressione, credo che ci siano tutti i presupposti per creare una squadra ambiziosa e pronta a lavorare al meglio.

 

Qualcuno pensava che Toto Forray potesse chiudere con il termine della stagione la sua straordinaria carriera, e invece è arrivato il rinnovo per proseguire fino al 2027. 

 

È una decisione presa con grande consapevolezza e serenità: ad un certo punto della scorsa stagione sentivo di andare volentieri in palestra, sentivo la voglia di mettermi in gioco giorno dopo giorno, sentivo di divertirmi a fare quello che facevo. Anche giocando meno in un nuovo ruolo, mi sono sentito utile alla causa, ho ancora il fuoco dentro: la società evidentemente ha avuto la stessa sensazione, e così è nata la scelta condivisa di proseguire per un altro anno.

 

Con quali obiettivi personali?

 

Gli obiettivi sono quelli di sempre: dare il 100%, farmi trovare pronto, guidare la squadra ogni giorno ad esprimersi al massimo per crescere insieme. Sono molto legato ai ragazzi confermati nel roster, io cerco di aiutarli a crescere e migliorare e loro mi spingono a tenere alto il mio livello di competitività e di motivazione. Uno stimolo reciproco che sta funzionando bene.

 

Sarà una Serie A 2026-27 intrigante e un’EuroCup tutta da scoprire.

 

Affronteremo tante squadre importanti in Italia e in Europa, la nuova formula sarà intrigante e ci metterà di sicuro contro tante squadre di alto livello: mi fa molto piacere, rimanendo in Italia, la promozione di Verona, sono davvero contento per Filippo Baldi Rossi e Salvatore Trainotti. Sulla nuova Serie A, staremo a vedere. Roma? Strano leggere tutti questi 'rumors' su scambi di diritti sportivi e simili. Vedremo. Io ho un fratello che vive lì, quindi se ci andremo due volte non mi lamenterò…  

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