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La Seconda categoria sul piede di guerra contro la Federcalcio. La lettera: ''Rimettete i playoff o stagione inutile'' ma le società vengono gelate: non si cambia

La novità di questa stagione è l'eliminazione dei playoff per giocarsi la Prima categoria. La lettera delle società: "Rischio che le partite siano inutili dopo poche giornate". Ma vengono gelate dalla Federazione. La reazione delle squadre: "Delusi e amareggiati. Non siamo stati coinvolti e ci hanno completamente dimenticati"

Di Luca Andreazza - 07 settembre 2022 - 20:03

TRENTO. E' scontro tra le società di Seconda categoria e la Federcalcio trentina. Il nodo del contendere è la volontà di reintroduzione dei playoff. Una richiesta avanzata da praticamente tutte le squadre iscritte al campionato e bocciata in via Trener, niente post season e restano quindi tre le promozioni nella categoria superiore. Il tutto, lamentano i sodalizi, senza coinvolgimento e senza ascoltare le loro ragioni.

 

"La Federazione ha, purtroppo, sbagliato tutto - commenta Bruno Cornelatti, direttore sportivo della Bolghera, sodalizio che insieme al Cus-UniTrento calcio si fa portavoce dei malumori della Seconda categoria - siamo delusi perché non siamo stati interpellati. Una decisione calata dall'alto, senza le dovute riflessioni e senza il coinvolgimento delle società che compongono i gironi. Sarà un campionato finito dopo l'andata, poi rischiamo di avere una stagione che si trascina verso la fine senza stimoli con squadre che non si presentano in trasferta o che si ritirano durante l'anno".

 

La novità di questa stagione e l'eliminazione dei playoff per giocarsi la Prima categoria. Solo le tre vincitrici dei gironi vengono promosse e le altre restano a guardare, probabilmente senza la possibilità di avere ambizioni e prospettive dopo poche giornate della stagione. Fin da subito la decisione della Federazione ha causato più di qualche mal di pancia nei presidenti delle 31 società iscritte all'ultimo campionato provinciale.

 

"Ci sarebbero state tutte le soluzioni per organizzare i playoff e mantenere la competitività dei campionati. Invece si è andati nella direzione opposta e senza coinvolgere le società. Le squadre di Prima categoria sono state interpellate per presentare la riforma. Paghiamo come tutti e avremmo meritato maggior rispetto da parte della Federazione. Siamo invece stati completamente dimenticati, nonostante gli sforzi e l'impegno che ogni giorni ci mettiamo per garantire le iscrizioni delle Prime squadre e dei settori giovanili", prosegue Cornelatti, mentre Joshua De Gennaro, deus ex machina del Cus-UniTrento calcio, dice: "Non è solo una questione di merito, quanto di metodo: non siamo stati minimamente coinvolti nelle decisioni per quanto riguarda il format e, successivamente, per valutare il miglior percorso per introdurre i playoff".

 

Qualche società si era rivolta ai vertici federali per cercare di far cambiare idea sul format del campionato, per ripristinare i playoff con l'obiettivo di mantenere vivi i campionati e "per scongiurare il rischio che già dopo qualche giornata il divario tra la prima e le altre squadre renda di fatto inutili le partite".

 

Da lì un braccio di ferro con la Federcalcio che inizialmente avrebbe preso tempo: niente ordine sparso, una singola società non può spostare le scelte federali; diverso il discorso se le società riescono a trovare coesione per avanzare una richiesta unica. A quel punto i vari sodalizi si sono attivati e hanno trovato in pochi giorni una convergenza per depositare le lettere agli uffici di via Trener. 

 

Il risultato è scontato, c'è praticamente l'unanimità: firmano la lettera 29 società, restano in disparte solo 2 squadre ma più perché disilluse dalla possibilità di poter smuovere qualcosa che per disinteresse verso la questione. "A seguito di una consultazione tra presidenti e dirigenti delle società di Seconda categoria - viene spiegato - ci siamo trovati d’accordo nell’avanzare la richiesta al vostro Comitato di modificare il format dei campionati di seconda categoria introducendo i playoff, questo per non scongiurare il rischio che già dopo poche giornate il divario tra la prima e le altre squadre del girone renda di fatto inutili le partite (a maggior ragione se si dovesse ripetere quello accaduto lo scorso anno con Riva e Predaia)".

 

Nel frattempo una società, per errore, invia anche un e-mail per anticipare il contenuto della missiva. Nessuna chance, non ci sono i presupposti per prendere in considerazione la richiesta: non basta una società. Ma i sodalizi sono rinfrancati, forti del fronte compatto, e portano comunque il plico in Federazione, speranzosi di riuscire a smuovere qualcosa. Arriva, però, il semaforo rosso e la risposta è nei fatti la stessa anticipata al presidente che si è mosso in anticipo. 

 

Le società sono spiazzate e si sentono tradite dalle promesse cadute nel vuoto, la richiesta è stata rifiutata ma, per le vie brevi, viene richiesto di aspettare il vertice federale. Ma il diktat non cambia. In ballo c'è un'imminente riforma dei campionati, con interesse particolare sulla Prima categoria: da un organico di 42 squadre divise in tre gironi a un organico di 32 squadre divise in due gironi. C'è la voglia di una struttura più piramidale che possa aumentare la competitività del calcio.

 

Non caso questa stagione in Prima categoria sono previste 4 retrocessione a girone, più un altro declassamento (sicuro) per la squadra che si posizionerà all'ultimo posto dei playout tra quint'ultime (retrocessioni che possono arrivare a 5 senza playout in caso di 5 retrocessioni dalla Promozione).

 

Niet federale anche al numero e alla composizione dei gironi, non si possono fare raggruppamenti da 15 e da 16 squadre perché significherebbe un campionato troppo lunghe e con trasferte troppo impegnative. Insomma, la battaglia della Seconda categoria è andata persa. C'è bisogno di sacrificio, ma solo da parte delle società che si sono viste respinte le richieste su tutti i fronti.

 

"Siamo delusi, amareggiati e stufi per la scarsa considerazione della Federazione. E' stata introdotta una nuova coppa che non vale nulla, che mette a confronto formazioni di Seconda categoria a quelle di Eccellenza e Promozione. Non ha senso, avrebbero invece dovuto cercare di valorizzare di più il nostro campionato. C'è spazio e modo di prevedere i playoff. Invece non abbiamo ricevuto risposta alla richiesta di incontro, nonostante la lettera. E' un duro colpo, subiamo questa decisione che va a scapito del movimento", aggiunge Cornelatti mentre De Gennaro conclude: "Avevamo cercato a proporre delle soluzioni che avrebbero salvaguardato l'obiettivo della riforma e dato la possibilità alle società di Seconda categoria di giocare ai playoff, ma evidentemente non sono neppure state prese in considerazione: non posso che pensare che siamo stati considerati figli di un dio minore".

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