La "last dance" di Alex Schwazer ad Arco termina dopo 13 chilometri e mezzo: troppo forti i dolori alla schiena. Ma dagli spalti arriva la standing ovation
Il marciatore di Racines, che ha richiamato al campo sportivo di via Pomerio il pubblico delle grandi occasioni, non è riuscito a completare i 20 chilometri della prova, affrontata assieme ad altri due marciatori. Ma già esserci stato ha rappresentato un successo. Luca Landoni, uno degli organizzatori: "Tutti, tranne il Trentino, ci hanno sbattuto le porte in faccia"

ARCO. Ci ha provato. Fino in fondo, come è sempre stato abituato a fare nella vita e nello sport. Senza arrendersi di fronte alle prime difficoltà.
A 16 giri dal termine Alex Schwazer ha però dovuto dire "basta": i dolori alla schiena erano diventati insopportabili e, dopo aver percorso 13.600 metri, il marciatore di Racines si è fermato.
La standing ovation c'è però stata. Eccome se c'è stata, perché - otto anni dopo l'ultima gara ufficiale - Schwazer ha salutato tutti come voleva: marciando.
L'epilogo non è stato quello sperato, ma poco importa. Anzi, non conta nulla: solamente il fatto di essere tornato in pista dopo l'assurda e ingiusta squalifica, che l'ha privato della possibilità di essere presente alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e Tokyo, rappresenta un enorme successo.
L'altoatesino ha sbagliato (nel 2012, prima dei Giochi di Londra), ha pagato e poi è ripartito, ma non gli è stato permesso, nonostante al suo fianco ci fosse il "paladino" dell'antidoping Sandro Donati, presente al campo sportivo di via Pomerio di Arco, che rappresenta ben più di una garanzia. O, nel caso di chi ha voluto sabotarlo, forse "uno dei motivi".
Non lo dice la stampa, non lo dicono i giornalisti e nemmeno i "leoni da tastiera". Lo dice la giustizia italiana, perché a febbraio 2021 Schwazer è stato prosciolto dal Tribunale di Bolzano "per non aver commesso il fatto" in occasione della seconda positività riscontrata nel 2016, che ha portato poi alla squalifica di otto anni, scaduta alla mezzanotte del 7 luglio.
E, allora, per salutare tutti, marciare (per la prima e ultima volta) davanti ai figli Ida e Noah e regalarsi una serata che un tempo era "normale" si è deciso per una "last dance".
Organizzarla è stata tutt'altro che semplice. A farsi avanti è stata Queenatletica, media indipendente e specialistico nato nel 2013 per intuizione e volontà di Luca Landoni e Andrea Benatti, che sin da subito si è fatta avanti per supportare il marciatore di Racines nell'organizzare l'evento, ha ricevuto tanti, tantissimi "no".
"Ma, per fortuna - racconta Luca Landoni - il Trentino, ancora una volta, ha dimostrato un'enorme sensibilità e, da parte di tante società, c'è stata grande disponibilità. E così, in collaborazione con l'Atletica Alto Garda e Ledro e Mancini Group, la società che cura i diritti d'immagine e il marketing di Alex, siamo riusciti ad organizzare l'evento. Un grande "grazie" va rivolto anche alla Fidal trentina, alle istituzioni e ai sei giudici che hanno detto "sì" a presenziare all'evento. Perché abbiamo deciso di spenderci in prima persona? Perché ci è sembrato giusto così: siamo legati, da sempre, da un grande rapporto con il Maestro dello Sport ed ex allenatore di Alex, Sandro Donati e noi raccontiamo l'atletica senza alcun risvolto o influenza politica. Ripeto: giusto così, doveva esserci una serata simile, nel pieno rispetto del diritto sacrosanto di Schwazer di tornare a gareggiare. Gli ostacoli sono stati tantissimi, ma ci siamo rimboccati le maniche".
Grande assente è, però, è stata la Fidal centrale: né il presidente Mei né nessun altro dei rappresentanti del "governo" dell'atletica italiana hanno presenziato all'ultima gara ufficiale del campione olimpico di Pechino 2008.
"Non vogliamo fare alcuna polemica - prosegue Landoni -, perché questa è solamente una serata di festa e, dunque, preferisco non affrontare questo discorso. E' l'occasione di Alex di gareggiare, per la prima volta, davanti ai suoi figli. Se è stato faticoso organizzare tutto? Tantissimo, ma siamo felici: l'obiettivo era permettere a Schwazer di tornare a disputare una gara ufficiale".














