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Trento
06 gennaio | 22:22

La "prima" di Davide Mazzanti sulla panchina dell'Itas è a Milano contro Paola Egonu. Per raggiungere la salvezza, alle gialloblù servirà un 2024 da leonesse

Mission impossible per Olivotto e compagne, che dovranno trovare condizione e morale in vista della sfida della settimana successiva contro Casalmaggiore, che sarà un match da dentro o fuori. Contro Milano ci sarà il "face to face" tra il tecnico gialloblù e l'opposta di Cittadella con fresco il ricordo delle "frizioni" tra i due in Nazionale all'Europeo

TRENTO. Scherzi del destino. Domani sera (ore 19.30) Davide Mazzanti siederà per la prima volta sulla panchina dell'Itas Trentino femminile in occasione di una gara ufficiale. Dopo una decina di allenamenti in palestra sarà il momento di fare sul serio e la partita non sarà una di quelle etichettabili come "normali".

Va detto subito che la sfida è impari e il pronostico pende tutto dalla parte della Vero Volley Milano, la principale "competitor" di Conegliano nella corsa al tricolore (ma le venete hanno già vinto la sfida di Supercoppa nel primo incrocio "secco" della stagione) con le gialloblù che dovranno prendere confidenza con l'idea di pallavolo di Mazzanti e cercare di affilare le armi in vista della sfida - assolutamente decisiva - di sabato 13 gennaio, quando al "PalaTrento" arriverà Casalmaggiore, in quello che sarà a tutti gli effetti il primo "dentro o fuori" del campionato per Olivotto e compagne.

 

L'interesse riguardo al match in programma domani nel capoluogo meneghino va, dunque, oltre il risultato: ci sarà da capire se Trento ha già iniziato ad assimilare il "credo" del tecnico marchigiano e se sarà pronta ad ingranare la sesta e poi, inutile girarci troppo attorno, sarà Mazzanti da una parte, Egonu dall'altra.

 

L'addio alla Nazionale dell'ex ct azzurro, approdato a Trento con un accordo di tre anni e mezzo per un progetto a lunga scadenza, è arrivato lo scorso ottobre, all'indomani del Pre Olimpico, con l'Italia che non è riuscita a strappare la qualificazione per i Giochi di Parigi 2026 (ma le speranze non sono finite), dopo un Europeo concluso al quarto posto. La scelta di non convocare alcune veterane per la massima rassegna continentale (De Gennaro, Bosetti, Chirichella, Folie) destò particolare scalpore, ancora di più quella di estromettere la Egonu dallo starting six in favore di Antropova, l'astro nascente del volley azzurro.

 

La frattura divenne insanabile, la Egonu si chiamò fuori dal Pre Olimpico e, alla fine, Mazzanti decise di farsi da parte. In maniera elegante si parlò di decisione consensuale, in realtà l'allenatore marchigiano - a quel punto - non poteva più andare avanti, visto che la sua idea di rinnovamento non era appoggiata in toto dal Consiglio Federale.

 

Conta poco o nulla, ormai, ma il destino ha voluto che Mazzanti, alla "prima" della nuova avventura, si trovasse di fronte proprio Paola Egonu. Forse i due hanno già chiarito, forse non lo faranno mai. Oggi, intanto, basterebbe limitarla in attacco, consapevoli che Milano dispone di altre 11 giocatrici di livello mondiale.

 

Trento, invece, ancora priva delle lungodegenti Stocco e Zago, ritroverà la statunitense Gates che, per la prima volta in stagione, sarà impiegabile. Magari non dall'inizio, ma probabilmente a gara in corso per permetterle di riprendere confidenza con il campo in vista della sfida con Casalmaggiore.

 

Sì, perché ci si potrà pure romanzare sopra e sarà curioso (niente di più) capire se il neoallenatore gialloblù e l'opposto di Milano si saluteranno, ma oggi ciò che conterà saranno i punti. Anzi, forse nemmeno quelli visto che conquistarne anche solo uno rappresenterebbe un risultato pazzesco: ecco, allora, che per Trento sarà importante ritrovare morale, identità e compattezza in vista delle prossime gare. Quelle che, anche se dall'altra parte della rete ci fossero le supereroine della Marvel, dovranno finire 3 a 0 o 3 a 1 per le aquilotte.

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