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Bolzano
10 maggio | 15:02

Alex Schwazer torna in pista, viene "fermato" dai giudici, ma vince comunque il titolo regionale in Veneto sui 10mila metri

Alex Schwazer a 40 anni è ritornato alle gare nell’ambito dei campionati regionali di società del Veneto: sulla pista di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, l’altoatesino ha chiuso con un buon crono di 43’11”37 ed un pit-stop di un minuto dopo aver ricevuto tre ammonizioni
 

di Marco Marangoni

SAN BIAGIO DI CALLALTA (Treviso). Dopo la sciatalgia che lo aveva fermato al terzo “debutto” della sua carriera, il 19 luglio 2024 ad Arco, sulla pista di San Biagio di Callalta in provincia di Treviso, Alex Schwazer ha vinto i 10.000 metri su pista della fase regionale del Veneto dei campionati assoluti di società in 43’11”37.

 

Va precisato che si tratta di un crono aumentato di un minuto. Il marciatore altoatesino, sempre molto corretto sotto l'aspetto della marcia, dopo aver ricevuto nella prima metà gara tre ammonizioni per "sospensione" - si tratta del mancato contatto scarpa - terreno visibile all’occhio dei "controllori" - è stato fermato dai giudici e, quindi, costretto ad un pit stop di sessanta secondi. Ovviamente per Alex è stata una gara in completa tranquillità con il secondo classificato staccato di sette minuti, Michele Disarò che ha completato la gara in 50’18”02.

 

Schwazer, 40 anni, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008, dalla scorsa stagione è tesserato per l’Atletica San Biagio dopo essere stato portacolori dei Carabinieri (fino al 2012), poi della Polisportiva Avi Vipiteno (2015), Lg Brixen - Bressanone (2016).

 

L’atleta originario di Calice di Racines non è più allenato da Sandro Donati, ma lo storico paladino della lotta al doping era comunque presente a San Biagio.

 

"Alex dal punto di vista fisiologico sta molto bene, sistemata la tecnica è in grado di fare ancora grandi prestazioni, anche restare sotto i 40 minuti nella 10 chilometri - ha detto Sandro Donati a Il Dolomiti -. I giudici hanno rilevato alcune sbavature dal punto di vista della tecnica. Il mio rapporto con Alex non è più di allenatore ma è diventato di amicizia, di affetto, di vicinanza dopo tutto quello che abbiamo subito. Adesso Alex è seguito da un’altra persona, ha un suo lavoro di personal trainer, di consulenza e di gestione della clientela negli hotel dal punto di visto sportivo, lo fa per mantenere la sua famiglia. Si allena nei ritagli di tempo e per questo la tecnica non è perfetta, è sufficiente metterla a posto, farsi vedere da un giudice di gara, da un esperto, ma nel complesso è veramente ad un ottimo livello per la sua età".

 

Schwazer era ritornato alle competizioni, dopo una squalifica di 8 anni per seconda violazione al codice antidoping, il 19 luglio dello scorso anno nella 20.000 metri su pista ad Arco, ma era stato costretto a fermarsi attorno al quattordicesimo chilometro causa una forte sciatalgia. Un rientro pianificato e dedicato alla famiglia, alla moglie Kathrin Freund e ai figli Ida e Noah.

 

Dopo la prima positività all'eritropoietina (Epo) del 2012 del resto confessata, nel 2015 Schwazer si era affidato a Donati per "ripulirsi" e tornare alle competizioni. Nel 2016 il rientro con la trionfale vittoria nella 50 km alla Coppa del mondo di Roma. Poi un nuovo stop per doping, questa volta emerso sei mesi dopo il controllo effettuato, a sorpresa, il primo gennaio 2016 a casa sua, a Racines.

 

La vicenda sin dall’inizio ebbe contorni "misteriosi", con diversi aspetti controversi e mai del tutto chiariti. Immediatamente arrivò la nuova squalifica, questa volta per 8 anni per recidiva, confermata successivamente anche dal Tas.

 

Il 3 dicembre del 2020 la Procura di Bolzano chiese l’archiviazione del procedimento penale e il 18 febbraio del 2021 il Tribunale di Bolzano, a firma del gip Walter Pelino, archiviò il procedimento perché Alex "non aveva commesso il fatto". Per la giustizia sportiva, invece, Schwazer rimase colpevole fino all’8 luglio del 2024.

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