Schwazer di nuovo in gara: "E' fuori dal comune, eccezionale. E' migliorato ancora. Potete immaginare quello che gli è stato tolto". Così il suo ex tecnico Sandro Donati
Ha assistito alla prova dei campionati italiani di mezza maratona di marcia da bordo strada. L'ex allenatore - nel biennio 2015 - 2016 - del marciatore di Racines non ha dubbi: "E' performante in maniera eccezionale. Ci troviamo di fronte ad un soggetto fuori dal comune, fortissimo e il resto lo potete immaginare, quello che gli è stato tolto. Stava andando forte: per l'età che ha è incredibile. E' veramente un soggetto che stupisce. Abbiamo visto tutti il potenziale che ha"

TRENTO. La sua gara è durata circa 15 chilometri. Poi, dopo il terzo cartellino rosso, è stato stoppato temporaneamente e costretto ad "accomodarsi" nella "penalty zone" per un paio di minuti.
E, dopo la ripartenza, quando il futuro vincitore Riccardo Orsoni e il secondo classificato Gianluca Picchiottino se ne erano ovviamente già andati, Alex Schwazer è incappato nel quarto richiamo che ha significato squalifica definitiva.
Sino a quel momento il marciatore di Racines, con un'azione giudicata da diversi presenti "un po' al limite", era riuscito a restare con i due migliori della categoria "assoluti", i grandi favoriti dei campionati italiani di mezza maratona di marcia che si sono disputati domenica ad Alessandria.
I tre avevano fatto il vuoto, con i due atleti delle Fiamme Gialle e il 41enne Schwazer, che oggi corre per l'Atletica San Biagio, che avevano staccato tutti gli altri partecipanti.
Poi il "doppio" stop imposto e l'altoatesino, visibilmente arrabbiato, che ha dovuto lasciare la competizione.
A seguirlo, tra gli altri, a bordo strada, c'era anche il suo ex allenatore Sandro Donati (con cronometro in mano), che lavorò con il campione olimpico della 50 chilometri a Pechino 2008 nel biennio 2015 - 2016 con l'obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, cosa che poi non avvenne per la squalifica di 8 anni comminata a Schwazer dalla Wada dopo la positività riscontrata in seguito ad un controllo a sorpresa.
"E' successo normalmente quello che accade nelle gare di marcia - ha spiegato Donati ai cronisti che lo stavano intervistando al termine della gara di Alessandria -. Non basta essere forti, resistenti, ci sono dei canoni tecnici da rispettare e Alex un pochino debordava ed è plausibile perché sono dieci anni e più che non fa gare di livello alto. Quindi ha bisogno di un po' di messa a punto sul piano della tecnica, ma sono piccole cose".
Sino al momento della squalifica, Schwazer era andato forte, restando con i migliori. Il suo ex allenatore non ha dubbi: il marciatore di Racines è un fenomeno. "Beh l'avete visto tutti - prosegue il suo ex allenatore -. Erano rimasti in tre e dietro c'era il vuoto assoluto".
Nessuna polemica riguardo la decisione adottata dalla giuria.
"Bisogna dire subito - spiega - che i giudici hanno fatto il loro lavoro. Noi stessi ci rendevamo conto e gli dicevamo durante il percorso, di essere più agile perché marciava di forza, di essere un pochino più basso con il piede dietro. Piccole cose, che però portano alle ammonizioni e alla squalifica. Anche altri ragazzi sono stati fermati".
La tecnica deve essere, dunque, "riaffinata" (anche se qualcuno, che ha assistito alla gara, ha parlato di una marcia decisamente muscolare sin dall'inizio), ma il talento è indiscusso, così come la forma fisica è considerevole per un atleta di 41 anni che manca ormai da oltre un decennio dal palcoscenici internazionali.
"E' performante in maniera eccezionale - prosegue Donati -, che altro dire. Ci troviamo di fronte ad un soggetto fuori dal comune, fortissimo e il resto lo potete immaginare, quello che gli è stato tolto. Stava andando forte: per l'età che ha è incredibile. C'è stato un miglioramento incredibile rispetto al periodo passato, quando lo allenavo. Lì ha fatto un grande miglioramento ma adesso, considerando l'età, in proporzione, ancora di più. E' veramente un soggetto che stupisce: è fortissimo. Abbiamo visto tutti il potenziale che ha".
Al suo ex allenatore è stato chiesto se Schwazer gli avesse spiegato perché ha deciso di gareggiare ai campionati italiani: "Lui è uno sportivo, sentiva il bisogno e aveva il piacere di stare accanto agli altri atleti. Cosa farà? Non lo so".
Riguardo la squalifica Donati ha prima accennato la risposta parlando di "gente malvagia", per poi troncare il discorso. Ha parlato molto bene di Pozzovivo, l'ex ciclista professionista che oggi è preparatore, tra gli altri, anche di Schwazer ("un ragazzo molto intelligente e molto preparato") e, alla fine dell'intervista, gli è chiesto cosa pensasse delle recenti affermazioni del giornalista Franco Bragagna, ex "voce" storica dell'atletica leggera per la Rai, che in un'intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che "l'80 - 85% del mondo dell'atletica ha letto le sentenze e ha la mia stessa idea sulla sua colpevolezza. L'ho approfondita con i dispositivi delle sentenze, non credo al complotto perché carta canta. Chi fa un errore ha diritto a una prova d'appello, ma Alex ha rotto i ponti con tutti quelli che lo hanno aiutato. Carolina ha preso una squalifica per aver coperto lui, non mi risulta si sia mai scusato".
"Nemmeno io credo ai telecronisti che hanno celebrato risultati di apparenza in passato - la replica di Donati -. Poi forse dimentico perché a volte si perde la memoria".












