I giudici lo fermano per irregolarità tecniche e Alex Schwazer si ritira ai campionati italiani di marcia: era in testa con i migliori
Schwazer ha tenuto il ritmo dei più forti, restando con i favoriti Riccardo Orsoni e Gianluca Picchiottino. Attorno al 15esimo chilometro il marciatore altoatesino, medaglia d'oro nella 50 chilometri alle Olimpiadi di Pechino, è incappato nella seconda penalità per irregolarità tecniche che prevede uno stop forzato di tre minuti. E' ripartito e poi, quando si è reso conto che non avrebbe più potuto competere sino alla fine per il gradino più alto del podio, ha deciso di ritirarsi

ALESSANDRIA. Era davanti, assieme ai migliori (compreso chi avrebbe poi vinto la gara, il mantovano Riccardo Orsini), quando ha ricevuto una penalità da parte dei giudici che lo ha costretto ad un stop, che gli ha impedito di restare nel gruppo di testa. E' ripartito, ma poi ha deciso di fermarsi, definitivamente, attorno al 15esimo chilometro.
Il ritorno in una gara ufficiale del 41enne altoatesino Alex Schwazer è terminato prima dell'arrivo. A sostenerlo ed osservarlo, a bordo strada, tanti tifosi, interessati più alla sua gara che al campionato italiano di marcia, che si disputava per la prima volta sulla distanza della mezza maratona (21,097 km), oltre al suo ex allenatore Sandro Donati (con tanto di cronometro in mano), il preparatore atletico Domenico Pozzovivo, ex ciclista professionista, la manager Giulia Mancini e il direttore tecnico della Nazionale Antonio La Torre.
Schwazer ha tenuto il ritmo dei più forti, restando con i favoriti Riccardo Orsoni e Gianluca Picchiottino. Attorno al 15esimo chilometro il marciatore altoatesino, medaglia d'oro nella 50 chilometri alle Olimpiadi di Pechino, è incappato nella seconda penalità per irregolarità tecniche che prevede uno stop forzato di tre minuti.
Ha perso ovviamente contatto con i migliori, è ripartito e poi, quando si è reso conto che non avrebbe più potuto competere sino alla fine per il gradino più alto del podio, ha deciso di ritirarsi.
"Era troppo sbilanciato in avanti - ha spiegato Donati - e questo lo ha portato a sollevare troppo la gamba dietro. I giudici hanno fatto il loro lavoro. Se avesse rallentato, probabilmente avrebbe chiuso sul podio, ma i campioni sono fatti così, pensano solo a vincere".
Schwazer aveva spiegato che la sua presenza in gara era un omaggio all'amico Hubert Rabensteier, una delle persone più vicine al marciatore di Racines, scomparso improvvisamente pochi giorni fa all'età di 56 anni.
L'altoatesino, che a luglio 2024 era potuto tornare a gareggiare dopo la fine della lunghissima e controversa squalifica di 8 anni inflittagli dalla giustizia sportiva dopo la seconda positività riscontrata (è bene ricordare che il Tribunale di Bolzano lo ha assolto, dal punto di vista penale, per "non aver commesso il fatto"), lo scorso anno aveva fatto segnare il record europeo Master 40 sui 10mila metri in pista, chiudendo in 38'34"07, quarta prestazione italiana di sempre












